Milan sempre in difficoltà, dito ora puntato sull’allenatore. Il Corriere dello sport è diretto: “Il Porto di Sergio Conceiçao aveva una identità ampiamente riconoscibile: squadra corta, compatta, sempre aggressiva, impostata con un organizzato pressing offensivo e un gioco rapido con frequenti verticalizzazioni”. Il suo Milan, no. Dopo tre mesi di lavoro, la squadra rossonera “non mostra alcun segno di riconoscibilità, nessun segmento di somiglianza con l’idea di gioco del suo allenatore. Non si è mai visto un Milan dominante e i numeri lo confermano: “Nelle sue 22 partite in rossonero, i clean sheet sono stati solamente tre (Girona a gennaio, Empoli e Verona a metà febbraio); nelle restanti 19 gare, sono sempre arrivati gol subiti: sono in totale 29. E la situazione è notevolmente peggiorata nelle ultime gare, con i rossoneri andati sotto di due gol nel primo tempo a Lecce, a Napoli e contro la Fiorentina. Non è, ovviamente, solo una questione tattica; molto dipende anche dalla superficialità e dalla poca attenzione dei calciatori rossoneri. Ma della solidità e della compattezza di cui parla Conceiçao non si scorge nulla: c’è sempre scarso equilibrio, approssimazione, evidente confusione. Il lavoro da fare, in quest’ultimo mese di stagione e in tutta la prossima, è enorme”.
Corriere dello sport: Conceiçao, il suo calcio sparito
Nessuna riconoscibilità il gioco dei rossoneri senza identità
621
articolo precedente