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Tris di nuovi arrivi al Cjarlins Muzane

Il club ha annunciato gli arrivi di Bonucci, Pollini e Zarrillo
Redazione

Tris di giovani in entrata per il Cjarlins Muzane: i portieri Bryan Bonucci, proveniente dal Sassuolo, e Lorenzo Pollini, in arrivo dal Cesena, insieme al difensore Michele Zarrillo, dal Legnago, vestiranno il celeste arancio nella stagione 2023-24.

Classe 2004, nato a Grosseto ma livornese d’adozione, Bryan Bonucci inizia a giocare con lo Scarlino Scalo all’età di 5 anni, prima di passare al Gavorrano dove resta un solo anno fino all’approdo al Livorno. In amaranto disputa sei stagioni, preludio al trasferimento all’Inter in cui disputa tre stagioni, prima della cessione al Sassuolo. In questi quattro anni tra neroazzurro e nero verde colleziona diverse presenze nelle nazionali Under 15, 16 e 17 fino al passaggio all’Adriese in cui, la scorsa stagione, colleziona 25 presenze arricchite da 9 clean sheet nel girone C di serie D.

Classe 2004, romagnolo di Savignano sul Rubicone, Lorenzo Pollini inizia a giocare nella squadra del paese da cui, a 16 anni, passa al Cesena. In bianconero disputa i campionati dall’Under 16 fino alla Primavera con cui conquista, nella stagione 2021-22, la promozione dal campionato Primavera 2 a quello Primavera 1. Al termine della stagione mette la ciliegina sulla torta conquistando la finale di supercoppa nella vittoriosa finale disputata allo stadio Friuli di Udine al cospetto dell’Udinese. Nell’ultima stagione 2022-23 colleziona 12 presenze con la Primavera 1 del Cesena, ma è di fatto aggregato in pianta stabile con la prima squadra nel campionato di serie C.

Classe 2005, campano di Apice, comune in provincia di Benevento, Michele Zarrillo inizia a giocare nel suo paese prima del trasferimento, all’età di 14 anni nella formazione del Diomede. Qui è notato dal Benevento che lo veste della sua maglia prima dell’ approdo alla Casertana in cui resta due sole stagioni fino al ritorno con le “streghe” per disputare il campionato Under 17. La scorsa stagione l’approdo al Legnago, con cui vince il girone C di serie D, collezionando 11 presenze.

Bryan Bonucci. «Quando mi ha chiamato il direttore sono stato subito felice, perché anche nelle passate stagioni mi avevano parlato di mister Parlato come di un allenatore vincente. Sono molto ambizioso e spero di vincere tutto quello che si può vincere. Non ho avuto dubbi nel scegliere il Cjarlins Muzane: al direttore ho subito detto che mi avrebbero potuto chiamare anche altre 20 squadre, ma avrei rifiutato. Volevo il Cjarlins Muzane e così è stato, basti pensare che detto no anche al Livorno pur abitando a 5 minuti dallo stadio “Picchi”. Ci sono ambizioni alte e questo mi ha spinto a sposare il progetto: non vedo l’ora di entrare nel gruppo per iniziare a lavorare con la testa giusta».

Lorenzo Pollini. «Sono grato al presidente Zanutta e al mister Parlato che mi hanno contattato fin da subito. Parlando con loro ho subito sposato un progetto che mi è piaciuto, collimava al meglio con quello che volevo. Mi sposto per la prima volta da casa, ma credo andrà tutto bene perché ho grosse ambizioni per la stagione che andremo ad affrontare. Sono qui per dare il mio contributo alla ricerca di qualcosa che sarebbe storia: il lavoro non mi spaventa, già i precedenti allenatori Toscano e Ceccarelli erano esigenti, per cui metterò tutto me stesso per fare il meglio».

Michele Zarrillo. «Arrivo in una società che già da qualche anno guarda in alto, tanto che anche il direttore sportivo del Legnago mi ha consigliato questa scelta. La società è seria sotto ogni aspetto, non ci ho pensato minimamente ed ho accettato subito. Con il  mister ci siamo già sentiti, abbiamo parlato di quella che è la mia situazione e di come intenderà far giocare la squadra. Lui è un vincente, i risultati lo confermano, quindi il suo nome è una garanzia per la categoria. Come si vince un campionato? Aiutandosi l’uno con l’altro, a Legnago l’abbiamo fatto dando il massimo ad ogni allenamento. La ricetta è lavoro, lavoro e ancora lavoro senza prendere in giro la società, ma  comportandosi bene dentro e fuori il campo».

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