Ora sì, l’Italia è ai Play off. Il Ct Gennaro Gattuso, in conferenza stampa, commenta: “Sapevamo che qualcosa dovevamo concedere, ma la squadra mi è piaciuta molto. Sono molto contento, ci sono tante cose positive”.
Cosa l’ha soddisfatta di più in queste 4 gare? “La disponibilità dei ragazzi. La squadra si allena sempre al top. Il lavoro che stanno facendo gli attaccanti è incredibile. E poi la mentalità: oggi la squadra ha saputo soffrire, bisogna essere soddisfatti e guardare avanti, sapendo che c’è ancora tanto da lavorare. Noi non ci possiamo permettere di sottovalutare nessuno, il calcio è cambiato. Noi dovevamo pensare ad oggi. Oggi avevo una paura incredibile, se perdevamo c’era ancora da battagliare. Veniamo da tanti anni che non possiamo sottovalutare nessuno: dobbiamo mettere l’elmetto e fare le cose come si deve”.
Raspadori? “Avevo in mente la staffetta per mettere Pio, far giocare 45 minuti per uno. Raspa è un 10, un sottoposta, l’altro è come Moise. Nelle prossime gare potrei far giocare qualcuno che ho utilizzato meno per vedere a che punto siamo. CI sarà tanto da girare questo mese e chi fa bene, ha le porte aperte in Nazionale”.
Il tifo: vi vogliono bene. Cori, affetto: “Per me i 10mila di oggi valgono i 40mila. Siamo passati con il pullman e c’era una fila incredibile. Sono stati un valore incredibile. Ma non dimentico i 6 milioni e mezzo che ci seguono ad ogni partita. Si capisce che la gente vuole che la maglia azzurra arrivi al Mondiale. Ringrazio tutto l’affetto che stiamo ricevendo”.
Quanta voglia c’è, ora, di dimostrare alla Norvegia che noi non siamo quelli là? “Lo sanno i miei, ma per diventare squadra bisogna anche dire qualche parola scomoda a volte, non solo fase accomodanti. Loro sanno bene cosa dobbiamo fare. Con la Norvegia dobbiamo stare anche attenti: oggi avevamo tre diffidati, bisogna fare attenzione su queste cose”.
Ti aspettavi risultati così importanti dopo 4 gare? “I meriti me li prenderò se riuscirò a centrare l’obiettivo, altrimenti andrò a vivere lontano dall’Italia. Già ci sto, andrò ancora più lontano. Sapevo che c’era gente che aveva fatto molto più di me, sapevo cosa volevo fare ma non pensavo di mandare gente 16 volte in gol. Ma il merito è loro. Bisogna lavorare tanto”.
Cosa bisogna cambiare per arrivare ai Mondiali? Tre cose? “C’è una cosa che dobbiamo migliorare. Io ho la sensazione che la mia squadra quando subisce qualcosa, si impaurisce. Oggi ci sono poche squadre al mondo che comandano il gioco. Noi dobbiamo migliorare questo. All’andata contro Israele ne abbiamo combinate di cotte e di crude, oggi si è visto qualcosa di diverso”.
E’ sollevato che le prossime gare non saranno così pesanti? “Oggi non è stato facile nè per noi nè per voi. Voglio ringraziare le forze dell’ordine. Solidarietà per la giornalista colpita alla testa. Non è stata una partita facile. Doveva essere un giorno di festa. Invece c’era anche il rischio di non giocarla: ci ha pesato. Spero che in futuro ci sarà più tranquillità”.
Israele dove può arrivare in futuro? “Nel 2008 Israele era 15° nel Ranking Mondiale, ora siete saliti, giocate un calcio propositivo, avete giocatori di talento. Non è stato facile giocare contro Israele”
Gattuso: “L’Italia mi è piaciuta molto, ha anche saputo soffrire”
Il Ct azzurro dopo il successo su Israele
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