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Gazzetta dello sport, Pozzo: “Farò un’Udinese da metà classifica”

Il Paron alla rosea: "Basta soffrire, adesso rilancio"
Monica Tosolini

A retrocessione scampata, Gianpaolo Pozzo alla Gazzetta dello sport ammette: “In queste settimane ho perso tanti anni di vita. Ho avuto paura, tanta. Ho sofferto”. Esattamente come tutti i tifosi bianconeri. E’ andata bene, a Frosinone: “La vittoria è stata un momento di grande entusiasmo. E’ stata il regalo più grande che i ragazzi mi potevano fare. Non ho chiesto niente, solo la salvezza della mia Udinese”.
Una stagione balorda: “Eravamo tranquilli, poi ci hanno risucchiati. Tutto è partito dagli infortuni che ci hanno condizionato. Deulofeu, Brenner, Davis, Thauvin, Lovric, Pereyra, Bijol. Pensavamo di aver allestito una squadra competitiva, invece ci sono state situazioni sul campo che ci hanno penalizzato. Certo, alcune partite non sono state buone. In alcuni finali di gara abbiamo peccato di concentrazione. Di certi risultati mi sono tra virgolette vergognato. E’ stata una stagione disgraziata”.
Ammette che ci vuole tempo per inserire tanti stranieri e sul mercato di gennaio, che ha portato a Udine solo Giannetti, spiega: “Eravamo convinti che Brenner e Davis potessero essere pronti, erano loro i nostri acquisti“.
Non vuole gettare la croce addosso a Sottil e Cioffi: “Erano partiti bene, Cioffi lo abbiamo richiamato perchè conosceva l’ambiente e aveva fatto bene”.
Più italiani in squadra? La risposta è sempre la stessa: “Mi piacerebbe, magari anche un friulano, ma è difficile. Oggi il mercato si fa globalmente, con tanti calciatori internazionali“.
Impensabile trattenere I big, davanti a importanti richieste. Anche questo concetto è stato già più volte ribadito alla piazza. Rivela però che Lucca sarà riscattato per 8 milioni dal Pisa. Si punterà su Davis che, dice, “è forte, ora ha bisogno di giocare partite intere”.
Ai tifosi promette “di fare una squadra da metà classifica. E una bella festa in città a luglio, prima del ritiro, per i nostri meravigliosi tifosi”.
Poi ricorda che la parte tecnica è affare di suo figlio. Quindi, per quanto riguarda Cannavaro, si limita a rivelare che “per quel che ha fatto, chiaro che lo terrei. Presto con mio figlio si parleranno“.

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