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120 anni di Udinese: le tre splendide stagioni con Zaccheroni al timone

L'Udinese va in Europa

120 anni di Udinese: le tre splendide stagioni con Zaccheroni al timone

I TRE ANNI DI ZACCHERONI - Quando mancavano due mesi alla conclusione del torneo cadetto con l'Udinese lanciatissima verso la serie A, Pozzo è più che mai intenzionato a “irrobustire” la squadra per evitare il ripetersi dell'effetto saliscendi tra la massima categoria e la serie B (“sono stufo di salire e scendere” - afferma a fine aprile) e comincia a fare la corte a Oliver Bierhoff (snobbato dai grandi club in particolare dall'Inter) il cui nome gli è stato suggerito proprio da Giovanni Galeone. La trattativa si conclude in poco tempo anche perché l'Ascoli anche perché la normativa impedisce all'attaccante di militare in C dove è retrocesso il club marchigiano. In cambio di Bierhoff l'Udinese garantisce all' Ascoli un miliardi e mezzo di lire e il giovane difensore (giocava da libero), Morris Molinari, 20 anni. Bierhoff rappresenta una specie di pietra miliare della squadra bianconera nella quasi totale convinzione che troverà in Friuli terreno fertile per la sua “esplosione”. Tiene banco anche l'argomento allenatore.

La logica consiglia il Galeone bis, ma il patron rimane in silenzio per una decina di giorni. è rimasto in silenzio per dieci giorni. Troppi per non destare sospetti sulle reali intenzioni del patron. Il Gale dal canto suo parla già di progetti, si dichiara convinto che la squadra farà bene anche nel massimo campionato. Ad un certo punto “osa” anche chiedere un robusto aumento dello stipendio (pretende 800 milioni e ciò probabilmente convince definitivamente Pozzo ad affidare la squadra ad altro allenatore. Si parla di un interessamento per il croato Otto Baric tecnico del Salisburgo, per Roy Hodgosn, che è cittì della nazionale svizzera e che a un certo punto sembra davvero vicino all'Udinese. Ma la Federazione elvetica lo blinda e allora Pozzo, dopo aver rinunciato anche a Baric che pretende un ingaggio ancor più cospicuo rispetto a quello reclamato da Galeone, punta su Alberto Zaccheroni di Meldola, reduce dalla splendida avventura con il Cosenza, ma che in A non ha mai allenato. Pozzo sa che Zac rappresenta un rischio; poi dà retta al suo proverbiale intuito e il 20 giugno 1995 annuncia ufficialmente che l'Udinese 1995-96 sarà guidata dal tecnico romagnolo. Galeone dal canto suo fa buon viso a cattiva sorte, si consola accettando di guidare il Perugia il cui presidente Luciano Gaucci sta facendo le cose in grande stile per riportare gli umbri nella massima categoria. L'arrivo di Zaccheroni rappresenterà anche la svolta dell'Udinese oltre che quella del tecnico romagnolo. Zac ha iniziato a lavorare nel 1983 nella squadra di Cesenatico, poi è passato alla guida del Riccione conquistando la promozione in C2, quindi è chiamato alla guida del Boca San Lazzaro che in due anni è riuscito a portare dall'Interregionale alla C1. Inizia quindi la sua avventura in laguna, a Venezia, in C1 e il tecnico fa un ulteriore salto di qualità, conquista la promozione e rimane alla guida della squadra sino al 1993 per poi essere tentato da una nuova e più difficile avventura: cercare di rilanciare il Bologna. Niente da fare, Zaccheroni stecca, anche per colpe non sue per poi accettare il Cosenza in B. Per il tecnico romagnolo è una scommessa, la squadra calabrese è penalizzata di ben nove punti eppure riesce a salvarla e il suo capolavoro non passa inosservato a Gianpaolo e Gino Pozzo. La società, con l'imprenditore pugliese Carlo Piazzolla nuovo General Manager, deve potenziare la squadra, Zaccheroni boccia Pizzi, non lo ritiene adatto al tipo di gioco che ha in mente di applicare e parte della tifoseria la prende male.

I soci dell' Udinese Club “Bianconero” organizzano una raccolta di firme “Pro Pizzi”. Niente da fare, il fantasista è riscattato dal Parma. Zaccheroni preferisce rinunciare anche a Carnevale che si consola con il Pescara, non viene riconfermato nemmeno Scarchilli. Il nuovo tecnico dimostra invece di avere un debole per centrocampista del Milan Stroppa che viene acquistato in comproprietà; arrivano anche i giovani centrocampisti Giannichedda (Sora) e Stefani (Cremonese), poi ancora il terzino Sergio dall'Ancona, il portiere Gregori dal Verona, Da Brescia fa ritorno il bomber Borgonovo mentre il mercato autunnale riserva i colpi del centrocampista Shalimov (Inter) e del difensore Matrecano (Parma). La stagione sembra nascere sotto la cattiva stella: nella notte tra il 24 e 25 luglio Stroppa è vittima di un grave incidente stradale verificatosi a Romans di Varmo in cui riporta un trauma cranico e una forte contusione al ginocchio destro e al rachide cervicale e rimane out un mese e mezzo. Al debutto in campionato, però, l' Udinese, impostata con il 4-4-2, con Calori che funge da allenatore in campo, sconfigge il Cagliari per 1-0, gol di Bierhoff, per poi perdere a Milano con i rossoneri (1-2). Bierhoff e Poggi, però, tranquillizzano Zaccheroni, formano un tandem offensivo tra i più assortiti e tra i più prolifici e i bianconeri riprendono a correre in maniera spedita; in casa si fanno rispettare da tutti, alla settima giornata sconfiggono il Torino (1-0, rigore di Bierhoff), alla nona si superano, stendono la Juve (1-0 ancora Bierhoff) e si trovano al sesto posto con 15 punti. Dolorosa però è la caduta al “Friuli” con il Bari (1-3) alla quindicesima giornata, ma nelle ultime due giornate dell'andata l'Udinese vince a Piacenza (2-0) e in casa con il Napoli (3-2). E' sempre sesta con 25 punti. Il ritorno inizia nel peggiore dei modi con le sconfitte di Cagliari (1-4) con il portiere Battistini che si fa espellere dopo pochi minuti e con il Milan (0-2) cui fanno seguito due pareggi e la vittoria a Vicenza (1-0) che di fatto sembrano garantire il raggiungimento dell'obiettivo massimo, la salvezza. Zac però ci crede, è convinto che la sua squadra possa ambire a qualcosa di più importante, cerca di pungolare i suoi che, invece, piano, piano si siedono evidentemente appagati e, pur mantenendosi lontani dal baratro, chiudono il torneo con 41 punti in decima posizione. Bierhoff segna 17 reti, entra a furor di popolo nella nazionale tedesca di cui diventa uno dei punti fissi e agli Europei in Inghilterra del 1996, nella finale contro la Repubblica ceca, segna il Golden Gol per il trionfo tedesco.

IL PASS PER L'EUROPA - La stagione successiva è quella del centenario dell'Udinese che viene ricordato a Tarcento il 6 settembre 1996 alla presenza di numerose vecchie gloire tra cui il famoso Raggio di Luna Arne Selmosson. I Pozzo blindano Bierhoff che è richiesto dal Parma e Poggi che Galeone vorrebbe nel Perugia assieme a Desideri. Rimane anche Rossitto per il quale si fanno avanti Milan, Fiorentina e Roma. Gino Pozzo, che ha ormai la responsabilità del mercato, scommette su Marcio Amoroso, 22 anni, attaccante del Flamengo, pur essendo reduce da un lungo stop dopo essere stato operato al ginocchio. Acquista dalla Cremonese anche il portiere Turci, fa rientrare da Firenze Alessandro Orlando, dalla Fiorenzuola arriva Clementi. L'Udinese può tesserare anche Gargo, svincolatosi dopo un anno di inattività.”Mercato fantastico “– è il commento di Zaccheroni. Si scopre che Amoroso (che arriverà a Udine con Zico il 16 luglio) ha una nonna italiana e ciò gli consente di ottenere la nostra cittadinanza, di conseguenza si libera un posto per l'acquisto di un atleta extracomunitario: l'egiziano Hazem Emam, mezzala. Ma i guai sono in agguato: il 24 agosto nell'amichevole di Reggio, Emilia Turci si frattura il perone della gamba destra e viene operato rimanendo out per oltre tre mesi. I bianconeri debuttano in campionato nell'anticipo di sabato 7 settembre con l'Inter che vince rubacchiando per 1-0. Stroppa, in uno scontro con Fresi, si frattura il perone e anche lui rimane out per due mesi. L'Udinese ha in prova l'irlandese Gerry Mc Mahon che però non convince. Amoroso nel frattempo scalpita, vuole giocare, ma Zac, che gli concede 13' nella vittoriosa trasferta di Cagliari (3-1) al terzo turno, lo invita ad avere pazienza. Clementi rimane il primo bomber di scorta. Viene acquistato il foggiano Nicoli. Amoroso continua a fare il panchinaro, stenta a ingranare e il 24 novembre contro la Juve, che sbanca il “Friuli” (4-1), entra negli ultimi 23', ma delude. Emam dal canto suo accusa Zac di non aver fiducia in lui. Si lamenta soprattutto Amoroso che, dopo un'amichevole a Fagagna, definisce incompetente il suo allenatore.

A fine novembre viene ingaggiato Cappioli, ma ecco che l'1 dicembre nella vittoriosa sfida casalinga con il Parma (3-1), Bierhoff subisce un grave infortunio ai legamenti della caviglia destra e deve essere operato e rimane out due mesi. La situazione si fa difficile e il 15 dicembre, in occasione della gara casalinga con la Fiorentina, Zaccheroni deve inventare l'attacco, ma boccia ancora Amorosu preferendogli Clementi. Apriti cielo, il brasiliano negli spogliatoi è imbufalito, chiama Gino Pozzo, gli riferisce che non ha più intenzione di rimanere a Udine. Domani se ne andrà e si parla già di una sua (temporanea) cessione al Valencia. Calori cerca di calmare Marcio, invano, mentre Zaccheroni fa finta di ignorarlo. Poi succede l'imprevisto: in fase di riscaldamento Clementi accisa un indolenzimento muscolare, il suo utilizzo appare rischioso e Zac comunica a Amoroso che sarà lui a partire titolare. La sfortuna che ha colpito Clementi è anche la fortuna di Amoroso e dell'Udinese perché il brasiliano con un paio di magie decide le sorti del match (2-0). Da quel giorno l'attaccante brasiliano riempirà pagine di gloria nella storia dell'Udinese, diventa un punto fisso, in quel campionato segnerà altri dieci gol. Tra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio 1997, l'Udinese incappa però in due sconfitte, 2-3 a Verona, 4-5 in casa con la Sampdoria anche perché l'assenza di Bierhoff si fa sentire, eccome. C'è aria di crisi, traballa anche la panca di Zaccheroni e Pozzo (Gianpaolo) ordina il ritiro che scatta il 7 gennaio a Celle Ligure dove i bianconeri si ricompattano, ritrovano serenità, tranquillità e fiducia nelle loro possibilità e il 12 gennaio pareggiano a Piacenza (0-0), ma in classifica occupano la tredicesima piazza.

Piano, piano la squadra ritrova continuità di risultati anche se è dolorosa la sconfitta interna (2-3) con la Lazio. Il 13 aprile avviene la svolta al “Delle Alpi” contro la capolista Juventus. Dopo 4' Genaux, acquistato a gennaio come del resto Locatelli, si fa espellere per proteste, ma Zac non fa entrare un altro difensore a scapito di un attaccante come sembrerebbe consigliare la logica e la squadra prosegue il match adottando il 3-4-2 e vince clamorosamente per 3-0 con gol di Amoroso (due) e Bierhoff). La domenica successiva a Parma che è secondo in classifica, Zaccheroni inaugura il 3-4-3 che lo renderà famoso e vincente. L'Udinese vince per 2-0. L'ultima parte della stagione è un crescendo della squadra bianconera (vince a Firenze per 3-2 alla trentesima giornata, 3-0 in casa contro il Verona il turno successivo, 4-0 sempre al “Friuli” contro il Piacenza nel penultimo atto del cammino per cui è del tutto indolore lo 0-4 alla trentaduesima giornata a Genova contro la Sampdoria in cui Gargo rimane vittima di un grave incidente, lesione del crociato anteriore). Poi l'1 giugno 1997 all'Olimpico di Roma la squadra di Zac firma il suo capolavoro: vince 3-0 a Roma contro i giallo rossi, conquista il pass per partecipare per la prima volta alla Coppa Uefa. E' il trionfo con i tifosi che invadono piazza Primo Maggio a Udine per dar sfogo al loro entusiasmo.

1997-98: L'UDINESE E' TERZA – La squadra bianconera è ormai la reginetta delle provinciali, ma gioca con l'autorità, il piglio delle grandi. In estate Gino Pozzo cede Fabio Rossitto al Napoli, ingaggia l'esterno destro danese Martin Jorgensen e sin dalla prima amichevole ad Arta Terme Zaccheroni si “innamora” di Bachini, pure lui un esterno. Viene tesserato il regista belga Walem, viene acquistato anche l'”ufo” francese Fernandes, un mediano che si definisce il nuovo Desaily. In realtà è un bluff e dopo aver fatto parte della squadra che è scesa in campo alla prima di campionato con la Fiorentina (giocando solo il primo tempo) viene sbolognato al Monza. Contro i viola di Malesani i bianconeri sono anche sfortunati oltre a pagare la grande giornata di Batistuta: perdono ben presto Amoroso espulso per proteste e devono giocare la ripresa con un uomo in meno e la Fiorentina ringrazia espugnando il “Friuli” per 3-2. Gli uomini di Zac (dopo il flop di Fernandes il tecnico emiliano responsabilizza Giannichedda), che è riuscito a infondere la mentalità vincente alla propria squadra, praticano buon calcio, società, allenatore e tifoseria sono tranquilli e anche il debutto in Coppa Uefa è positivo: il 16 settembre i bianconeri affrontano a Lodz in Polonia il Widzew e perdono (0-1) per un gol di Bogusz al 18' della ripresa, ma si rifanno con gli interessi a Udine il 30 settembre, 3-0 con reti di Bierhoff, Poggi, Locatelli.

E' il trionfo e il Corriere dello Sport-Stadio dà ampio spazio al capolavoro e titola in prima pagina: “Udinese Storica”. Nel secondo turno l'undici udinese deve vedersela con l'Ajax, la più forte delle partecipanti. All'andata ad Amsterdam la compagine bianconera per quasi tutto il promo tempo subisce l'iniziativa dei Lancieri, ci si mette pure Zaccheroni che impostando la squadra con il 4-4-2 schiera i centrocampisti a rombo con il risultato che l'Ajax è padrona in mezzo, Meno male che Turci si esalta in tre interventi splendidi, ma nulla può al 28' sulla conclusione di Dani. Nella ripresa è un altro match, è l'Udinese che si fa preferire, ma il risultato non cambia. Nel ritorno, il 4 novembre 1997, ci sono 40 mila persone sugli spalti, ma è l'intera terra friulana che spinge con il cuore i bianconeri verso la qualificazione. Pronti via e l'Ajax è subito in difficoltà, Poggi e Bierhoff sono irresistibili, il primo va a bersaglio al 26' dopo combinazione con lo stesso Bierhoff che raddoppia al 33' facendo esplodere il “Friuli”. L'Udinese sta per centrare un'autentica impresa di fronte ad un pubblico “impazzito” di gioia, la difesa degli olandesi è sistematicamente in affanno, la squadra di Zaccheroni è padrona del campo, ma ecco che al 35' Aveladze trova il guizzo vincente e segna il gol-qualificazione gelando i 40 mila. La delusione è davvero tanta, ma è mitigata dall'ottimo cammino dei bianconeri in campionato. Ecco però che tre giorni dopo la sfida di ritorno con l'Ajax per l'Udinese si profila un'altra beffa: a Torino contro la formazione di Lippi perde 4-1, ma il risultato è bugiardo, generato da una grave temporanea forma di miopia che ha colpito l'arbitro Cesari di Genova e un guardalinee che non hanno convalidato (con il risultato fermo sullo 0-0) un gol di Bierhoff dato che il pallone ha superato di quasi un metro la linea bianca. Il difensore della Juve Ferrara recupera il pallone e il gioco prosegue tra le inascoltate proteste degli uomini di Zac che, in preda al nervosismo, si disuniscono e subiscono quattro sventole. L'Udinese è ottava con 10 punti, ma reagisce come sa fare la grande compagine, vince quattro quattro di seguito, pareggia a Bari (0-0) alla dodicesima giornata. Poi compie un autentico capolavoro: il 21 dicembre 1997 infligge la prima sconfitta stagionale all'Inter (1-0) con lo straordinario gol di Bierhoff all'ultimo istante che raccoglie di testa un cross da sinistra di Bachini e spedisce il pallone all'incrocio, imprendibile per Pagliuca. Il “Friuli” esplode, i bianconeri si abbracciano con tutti coloro che sono in panchina; quella domenica è stata riempita un'altra pagina speciale della storia del club perché sancisce la definitiva crescita dell'Udinese che gioca ormai ad armi pari con gli squadroni. L'undici di Zaccheroni ora è terzo, a meno tre dalla Juve, a meno quattro dall'Inter. Non è finita: il 1998 si apre con un'altra affermazione a Roma contro i giallo rossi per 2-1, mentre l'Inter a Milano stende la Juve 1-0.

L'Udinese è seconda e comincia a sognare sospinta dal miglior Bierhoff di sempre, probabilmente allora la miglior punta centrale al mondo dopo il brasiliano Ronaldo, gioca un calcio divertente e spettacolare, ma sa essere pure concreta e cinica Peccato che il 18 gennaio 1998 a Bergamo (1-1 con l'Atalanta) Amoroso sia vittima di un serio incidente: in uno scontro con Rustico subisce una lesione in regione emitoracica che richiede il ricovero ospedaliero. Rimane out un mese a mezzo. Per fortuna Bierhoff ha il gol facile (vincerà la classifica cannonieri con 27 reti, 2 più di Ronaldo). La squadra si mantiene in terza posizione e lotta gomito a gomito con la Lazio per non farsi superare, il suo passo è regolare. Walem è abile geometra, Giannichedda è un mastino insuperabile, Poggi funge da spalla ideale di Bierhofff con Locatelli terzo attaccante. E in porta Turci è il...miglior Turci di sempre. All'inizio di marzo però i bianconeri sono sconfitti a Empoli (0-1) mandando su tutte le furie Zaccheroni “Con la sconfitta odierna - si rivolge ai suoi a fine gara – vi siete dati la zappa sui piedi. Il successo vi avrebbe garantito di giocare domenica prossima con la Juventus una sfida spareggio per lo scudetto...”. Sette giorni dopo al “Friuli” davanti a 40 mila persone, con incasso record, 2 miliardi 186 milioni di lire), l'Udinese pareggia 1-1 e scivola al quinto posto Ma si riprende subito, Bierhoff è sempre devastante, ma alla ventisettesima giornata la Lazio espugna il “Friuli” (2-0) dopo 90' impeccabili meritandosi anche gli applausi del pubblico friulano. Poi la squadra di Eriksson va in crisi, conquista un punto in sette gare e l'Udinese ne approfitta a ringrazia. Mancano tre turni alla fine in testa c'é la Juventus con 69 punti, l'Inter ne ha 66, la Lazio 56, l'Udinese e il Parma 55, ma gli uomini di Zaccheroni sono protagonisti di un rush finale splendido, vincono a Napoli (3-1), battono in casa l'Atalanta (1-0 con gol al minuto 91' di Calori), espugnano il campo di Vicenza (3-1) con Bierhoff che firma il gol numero 1000 dell'Udinese in A e concludono a quota 64 con cinque punti sulla Roma, segue il Parma a 59, con la Lazio, in completa rottura, ancora ferma a 56. Per la seconda volta consecutiva accedono alla Coppa Uefa.

 

(16 - continua)

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