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120 anni di Udinese: Giugno 1981, inizia l'era Mazza

Causio e Edinho prima del grande colpo

120 anni di Udinese: Giugno 1981, inizia l\u0027era Mazza

1981 – CAMPIONATO PRIMAVERA: L'UDINESE FA IL BIS - Ad “addolcire” una stagione contraddittoria, per certi versi comica dopo i casi Perani e Giagnoni, ci pensa la formazione della Primavera, dapprima affidata a Enzo Ferrari, poi a Paride Tumburus, che si aggiudica lo scudetto in un duplice confronto o con la Roma. E' il secondo per i colori bianconeri dopo quello del 1964. Alcuni dei suoi componenti si affermeranno anche a livello professionistico, vedi Luigi De Agostini, Manuel Gerolin, Franco Cinello, Fausto Borin, Paolo Miano, Maurizio Trombetta, Giorgio Papais, Loris Dominissini. I bianconeri sono protagonisti di un cammino fantasistico, in 37 incontri segnano 73 reti subendone 22. La squadra ha conquistato il pass per la finalissima vincendo uno dei due gironi delle semifinali nel quale facevano parte anche Como, Spal e Juventus. Nell'altro girone la Roma supera Bari, Avellino e Catanzaro. Il 7 giugno è in programma al “Friuli” la gara di andata contro la Roma con la partecipazione di pubblico numeroso, quasi 10 mila persone. In parterre c'è anche Lamberto Mazza, Presidente del Gruppo Zanussi, che sembra ormai deciso a rilevare il club bianconero. Mazza alla conclusione del primo tempo lascia sorridente lo stadio. Il suo sembra un arrivederci... I bianconeri sono protagonisti di un' ottima prima parte, non corrono pericolo alcuno, al contrario ne creano agli avversari con Papais che fa il bello e il cattivo tempo e un paio di sue bordate sfiorano il bersaglio. Tra i giallo rossi Riccetelli fa gli straordinari, para tutto il possibile, su Papais, su Cinello, su Trombetta e consente alla sua squadra di chiudere il tempo sullo 0-0. Nella ripresa è la Roma a farsi più intraprendente, la fatica comincia a farsi sentire in casa friulana, ma dopo 10' di difficoltà, l'Udinese riprende in mano le redini dell'incontro e Papais, sempre lui, si segnala con altre due conclusioni rabbiose, una delle quali su punizione, sventate da Riccetelli che però nulla può al 18' sul tiro di Trombetta dal centro area dopo aver raccolto un dosato cross di Gerolin. Al 26 l'Udinese, dopo un'azione corale e in velocità, raddoppia con Koetting che si presenta solo davanti al portiere per poi superarlo con facilità. Nel finale gli sconclusionati attacchi della Roma non sono facilmente neutralizzati dall'efficace sistema difensivo bianconero.

Questo il tabellino: UDINESE-ROMA: 2-0 (0-0).

UDINESE: Borin, Gerolin, Dominissini, Maritozzi (44' st Ermacora), Macuglia, Cossaro, Miano, Koetting, Cinello, Papais, Trombetta (20' st Masolini). A disposizione: Rigonat, Furlani, Zamparutti. Allenatore: Tumburus.

ROMA: Riccetelli, Capezzuoli, Biferrari (22' st Boni), Talevi, Gentilini, Righetti, Garaffa, Sorbi, Birigozzi (29' st Silvestri), Di Carlo, Faccini. A disposizione: Onorato, Brandolini, Mercorelli. Allenatore: Malatrasi.

ARBITRO: Zambelli di Brescia.

MARCATORI: st. 18' Trombetta, 25' Koetting.

AMMONITO : Biferrari per gioco scorretto.

Spettatori 10 mila, angoli 10-4 per l'Udinese.

Al termine della gara di andata l'allenatore dei giallo rossi, Saul Malatrasi, nell'evidenziare i meriti dell'Udinese (“è una squadra troppo forte”) annuncia che la Roma farà ricorso per ottenere la vittoria a tavolino in quanto la società friulana avrebbe contravvenuto all'articolo 23 comma 1 il quale recita che “le società che partecipino con più squadre a campionati diversi non possono schierare in gare di campionati inferiori i giocatori che nell'annata sportiva in corso hanno disputato, nella squadra che partecipa al campionato di categoria superiore, un numero di gare superiore alla metà di quelle effettivamente giocate”. “Manuel Gerolin in quel campionato di A ha collezionato 16 presenze, una in più del consentito – ha spiegato Malatrasi - Il mio non è parlare da anti sportivo, ma il regolamento deve essere rispettato. Sempre. Mi spiace per l'Udinese che è davvero forte del resto non scordiamoci che contro di noi c'erano in campo ben otto elementi che Ferrari aveva utilizzato nell'ultima giornata contro il Napoli”. Il ricorso però è rigettato. La Roma punta sul match di ritorno in programma l'11 giugno per capovolgere il pesante 0-2. I romanisti partono di slancio, giocano con grinta, sono decisi a farcela, costi quel che costi e il primo tempo l'Udinese rimane in trincea, a soffrire, a respingere ogni assalto, ma al 25' la Roma ha la più ghiotta opportunità per segnare con Capezzuoli solo davanti a Borin, ma ha un'incertezza che gli è fatale. Al 37' gli sforzi della Roma vengono premiati con il gol di Faccini. Questi in una selva di avversari sbucca in area a raccogliere il dosato cross di Di Carlo per poi trafiggere Borin con uno splendido sinistro. Nell'intervallo l'allenatore della prima squadra giallo rossa, Niels Liedholm presente al match, dà ordine a Malatrasi di sostituire Faccini. Una decisione che è una mazzata per la Primavera giallo rossa. Al suo posto entra Bandolini che farà rimpiangere il titolare. La Roma comunque non si perde d'animo, attacca, ma con scarsi risultati, subentra anche in nervosismo e al 15' Sorbi viene espulso per fallo di reazione su Gerolin; al 38' è la volta di Boni a chiudere anticipatamente il match per una duplice ammonizione. Al termine il pubblico non ci sta, lancia in campo all'indirizzo dell'arbitro ogni sorta di oggetti, un paio di persone tentano anche di scavalcare la rete che divide il campo dalla tribuna, ma vengono bloccate dalla forze dell'ordine. L'Udinese è per la seconda volta Campione d'Italia Primavera.

Questo il tabellino del match di ritorno disputato alle “Tre Fontane”:

ROMA: Riccetelli, Capezzuoli, Boni, Talevi, Gentilini, Righetti, Garaffa, Sorbi, Sotero, (8' st Silvestri), Di Carlo, Faccini (1'st Bandolini). A disposizione: Onorati, Biferrari, Mercorelli. Allenatore: Malatrasi.

UDINESE: Borin, Gerolin, Dominissini, Maritozzi, Macuglia, Cossaro, Miano, Koetting,Cinello, Papais (28' st Furlani), Trombetta (15' st Ermacora). A disposizione: Rigonat, Zamparutti, Masolini. Allenatore: Tumburus

ARBITRO: Bruni di Arezzo.

MARCATORE: pt. 37' Faccini.

Note – Espulsi al 15' st Sorbi per fallo di reazione, al 38' st Boni per doppia ammonizione. Ammoniti: Trombetta, Righetti, Gerolin.

1981-82 - INIZIA L'ERA DI LAMBERTO MAZZA – Dopo il trionfo dei giovani bianconeri nel campionato Primavera, l'attenzione del popolo friulano è rivolta al possibile cambio al timone dell'Udinese. Teofilo Sanson, dopo la salvezza conquistata in extremis contro il Napoli, comincia a rilasciare dichiarazioni inequivocabili del tipo “non posso continuare a soffrire così tanto”, per poi aggiungere “le mie coronarie sono a rischio”. Le avvisaglie del suo passaggio di consegne sono sempre più chiare e il 30 maggio 1981 a Colognola dei Colli presiede la riunione straordinaria del Consiglio di Amministrazione della Spa bianconera e il giorno dopo, con uno stringato comunicato, Sanson fa sapere che rassegna le dimissioni per motivi di salute. Aggiunge che rimetterà nelle mani del sindaco di Udine Candolini le sue azioni. Pure il vice presidente Midolini e gli altri consiglieri si chiamano fuori. Si vocifera che Corrado Ferlaino sarebbe intenzionato ad acquistare l'Udinese. Si fanno altri nomi,il frutto della fantasia, ma i tifosi, ormai affezionatisi al “Re del Gelato” sperano in suo ripensamento. Il Sindaco di Udine cerca di far recedere Sanson dal suo proposito. Invano. Nel frattempo si infittiscono le voci che vorrebbero Franco Dal Cin in procinto di trasferirsi al Napoli, ma la smentita non si fa attendere. Passano i giorni e non ci sono segnali per la risoluzione della crisi anche perché un'altra voce secondo cui una cordata di una decina di industriali friulani che vorrebbero rilevare il pacchetto di Sanson si rivela l'ennesima bufala.

Candolini non si perde d'animo, assieme a Piero Vidoni e a Franco Dal Cin é alla ricerca di un personaggio di spicco che assuma la presidenza della società; per la prima volta si fa il nome di Lamberto Mazza che a Pordenone si incontra con il Sindaco e con Dal Cin. Poi anche con Sanson: è un segnale inequivocabile della sua disponibilità a guidare l'Udinese. Mazza però chiede tempo, vuol vederci chiaro e nel frattempo tutto il pacchetto azionario dell'Udinese, tranne quello detenuto dai piccoli azionisti, è in vendita. Alla fine c'è l'auspicata schiarita, è il sindaco a darne notizia affermando anche che a breve verrà siglato il contratto di compravendita tra Sanson, gli altri azionisti e Mazza. L'accordo però slitta di alcuni giorni, al 27 giugno e il giorno successivo, all' Ambassador Palace Hotel di Udine, c'è l'annuncio ufficiale nel corso di una conferenza stampa presenti, Mazza, Dal Cin, Candolini e alcuni politici. Lamberto Mazza, 55 anni, è il Presidente della Zanussi il secondo colosso industriale italiano (con 23 aziende, una cinquantina di stabilimenti, 33 mila dipendenti) dove ha iniziato ad operare nel 1961 (in precedenza era stato protagonista di una rapida carriera bancaria alla Banca Nazionale del Lavoro sede di Udine) e nel 1968, dopo la morte dell'ingegner Lino Zanussi, gli è subentrato alla guida del Gruppo dapprima come Consigliere Delegato e Direttore Generale, successivamente anche come Presidente. I tifosi esultano dopo le sue prime dichiarazioni.

Alle parole seguono i fatti, il riconfermato Franco Dal Cin (pure l'allenatore Ferrari rimane al suo posto) ha il mandato di rinforzare adeguatamente la squadra, vengono acquistati il difensore Cattaneo dall'Avellino, il regista Orazi dal Catanzaro, l'attaccante Muraro dall'Inter, il difensore Pancheri sempre dal club nero azzurro, il brasiliano Eneas dal Bologna, ma l'avventura friulana dell'attaccante dura pochi giorni perché Dal Cin lo piazzerà al Palmeiras per puntare su un altro brasiliano, il libero del Vasco da Gama, Pereira Orlando.

La ciliegina sulla torta è rappresentata dall'arrivo del fantasista Franco Causio che per il tecnico della Juve Giovanni Trapattoni è giocatore quasi finito. Un errore di valutazione clamoroso quello del Trap. Causio si “vendicherà” con una stagione eccezionale e al termine del campionato, sulla base della somma dei voti giornalisti sulle trenta gare di campionato, verrà proclamato il miglior calciatore del torneo 1981-82. Causio è sinonimo di professionalità. Non solo è un campione, ma ha personalità, carisma, oltre che classe cristallina. I suoi compagni di squadra lo vogliono capitano.

I partenti sono Neumann al Bologna, Zanone alla Sampdoria, Pradella al Monza. Causio non delude le attese, sin dalla prima giornata (0-0 con il Milan), inevitabilmente diventa il beniamino dei tifosi.

L'Udinese genera ulteriore entusiasmo, il “Friuli” nel contempo completato e in grado di ospitare sino a 52 mila spettatori, è sempre pieno. C'è fame di calcio. Ma dopo il pareggio con il Milan si verifica un black out caratterizzato da tre sconfitte consecutive, 0-3 ad Ascoli, 1-2 in casa con l'Avellino, ancora 1-2 a Cesena e l'allenatore Ferrari è il bersaglio dei tifosi e della critica, si vocifera anche di un suo esonero. Mazza però dimostra buon senso, convoca per il 6 ottobre (due giorni dopo la sconfitta di Cesena) una conferenza stampa all' Ambassador Palace Hotel in cui, tra le altre cose, conferma totale fiducia nell'operato di Ferrari il quale la domenica successiva può tirare un sospiro di sollievo, la squadra reagisce alla grande, batte per 3-2 il Torino con Causio che segna il suo primo gol (in campionato dato che è già andato a bersaglio in Coppa Italia) dopo il momentaneo 1-0 firmato da Catteneo. La sconfitta nel turno successivo a Genova contro il Grifone (1-2) è indolore anche perché i bianconeri non sfigurano. La squadra ha però un rendimento altalenante necessita di ulteriori ritocchi e Dal Cin nel a novembre acquista il terzino Galparoli dal Brescia, l'attaccante De Giorgis dalla Sampdoria, la mezzala Bacchin dal Torino. In particolare il primo garantisce un rendimento notevole, l'avversario contro di lui raccoglie le briciole, la difesa diventa più sicura anche se Orlando non convince pienamente. Dall'1 novembre al 20 dicembre i bianconeri conquistano sei risultati utili consecutivi vittorie con Cagliari (1-0), con Catanzaro (2-1), con Como (2-0) e altrettanti pareggi, con Inter (1-.1), a Napoli (0-0) con il Bologna (2-2), ma poi inciampano due volte (0-1) con la Juve, (1-2) con la Fiorentina al “Friuli”. Chiudono il girone a a quota 13 punti in condominio con Ascoli, Cagliari, Torino. Seguono Bologna e Milan con 12, Cesena 11, Como 8. Il girone di ritorno si apre all'insegna del “Barone rampante”: Franco Causio delizia a San Siro contro il Milan, è lui a 4' dalla fine a segnare uno splendido gol con cui l'Udinese espugna per la prima volta il campo dei rosso neri. Di Causio si interessa anche il citti della nazionale, Enzo Bearzot, che viene a vederlo in un paio di gare dei bianconeri a Udine, lo fa seguire in trasferta da alcuni collaboratori, alla fine si convincerà a richiamare il capitano dell'Udinese nella famiglia azzurra. Nel ritorno l'Udinese cambia marcia, è più squadra, più sicura, cresce il rendimento anche di alcuni giovani, Miano su tutti, mentre Carletto Muraro vede poco la porta. Alla fine saranno solamente due i gol da lui firmati (più altri due in Coppa Italia).

E' un'Udinese sempre più “Causio dipendente” e il Barone il 7 febbraio 1982 a Avellino trascina i bianconeri alla vittoria (1-0 gol di Galparoli) che consente alla squadra di assestarsi in settima posizione. Il turno successivo i bianconeri hanno la possibilità di fare un ulteriore salto di qualità, ospitano il Cesena, ma la gara è stregata, l'Udinese attacca, ma crea poco nonostante Causio; poi al 34' della ripresa il capitano si procura una distorsione al ginocchio (fortunatamente non grave) e deve abbandonare sostituito da Casarsa, altro acquisto novembrini. Quattro minuti dopo i romagnoli ne approfittano per calare il jolly con Piraccini ed espugnare il “Friuli”.Causio rimane out due gare, a Torino contro i granata (01-) in casa casa contro il Genoa (3-2), poi rientra per trascinare la squadra verso la salvezza che viene raggiunta con tre turni di anticipo. Il traguardo viene festeggiato il 2 maggio 1982. A Udine è di scena la Juventus, per questo appuntamento lo stadio presenta il pienone, 52 mila persone e prima dell'inizio c'è l'esibizione della cantante Loredana Berté, applauditissima. Quella domenica nella Juve fa il suo debutto Paolo Rossi che ha scontato la squalifica inflittagli per il calcio scommesse (quando era in forza al Perugia). La Juve vince alla grande 5-1, con Rossi che segna il suo primo gol dell'avventura con le zebre torinesi al 4' della ripresa consentendo alla Juve tu portarsi sul momentaneo 3-1 (era stata l'Udinese ad andare in vantaggio dopo 2' con M;iano imbeccato alla precisione da Causio il quale ritorna a vele spiegate in nazionale in vista dei mondiali di Spagna che vedrà il trionfo degli azzurri. Il capitano dell'Udinese torna ad indossare la maglia azzurra il 28 maggio 1982, in Svizzera-Italia 1-1, ultima amichevole prima dell'avventura spagnola. Ai Mondiali, il giocatore dell'Udinese entra in campo all'inizio del secondo tempo di Italia-Perù (1-1) in sostituzione di Rossi e ha l'onore di disputare la finalissima con la Germania Ovest che è battuta per 3-1. Causio entra in campo a 1' dal termine al posto di Altobelli. La sua avventura con l'Italia si concluderà definitivamente il 12 febbraio 1983 a Limassol a Cipro contro quella nazionale (1-1), gara valida per le qualificazioni agli Europei 1984.Complessivamente ha disputato 63 gare con l'Italia segnando 6 reti.

1982-83 – ARRIVANO SURJAK ED EDINHO – Il presidente Mazza è soddisfatto per il comportamento dei bianconeri alla cui guida riconferma Ferrari e promette che con il tempo costruirà un'Udinese in grado anche di ambire a conquistare lo scudetto. Ancora una volta dalle parole passa ai fatti e tocca al generale manager Dal Cin cercare di concretizzare il Progetto societario che prevede l'acquisto di due stranieri tra i migliori in assoluto e che sono individuati nel capitano della nazionale Jugoslavia, la mezzala Ivica Surjak e il libero della Fluminense, Nazarateh Edinho. Altri grandi colpi sono gli acquisti del fantasista del Catanzaro Massimo Mauro (a dire il vero Dal Cin aveva invano bussato alla porta del Bologna per avere Roberto Mancini) e quello del centravanti della Juventus Pietro Paolo Virdis. Completano gli arrivi il portiere Roberto Corti (Cagliari) e il terzino Vincenzo Chiarenza in prestito dalla Lazio. Partono Orlando Pereira che fa rientro in Brasile, Muraro va all'Ascoli, Fanesi al Brescia, Bacchin al Catanzaro. La squadra potenzialmente dà validissime garanzie, l'obiettivo (non dichiarato) è la conquista di un pass per la Coppa Uefa. La sfortuna però è in agguato. Una decina di giorni prima dell'inizio del campionato, Virdis, nel corso di una partitina in famiglia, si scontra con il portiere della primavera Leonardo Cortiula e riporta la lesione del crociato anteriore. Un guaio serio, Virdis viene fatto operare a Lione dal professor Bousquet, ma la prognosi è di cinque mesi. Serve inevitabilmente un sostituto e Dal Cin ottiene dal Torino Paolino Pulici detto Puliciclone che farà interamente la sua parte segnando cinque reti. Edinho è il registra della difesa, ma dimostra la sua bravura anche in fase offensiva: segnerà ben sette reti e sarà il capocannoniere della squadra che ha sempre in Causio il suo fiore all'occhiello (il Barone il 17 ottobre 1982,nella gara per lui particolare contro la Juve del “nemico” Trapattoni, sbaglia clamorosamente un calcio di rigore). Surjak, nel ruolo di tre quartista, crea lo scompiglio a tutte le difese, le sue discese costringono sovente l'avversario ad atterrarlo propiziando quindi numerosi calci di rigore. L'Udinese in quel torneo conquisterà 6 affermazioni e (record) 20 pareggi, mentre le sconfitte sono appena 4. Alla fine i bianconeri concluderanno in sesta posizione, con 32 punti, ma per entrare in Europa sarebbe servita la quinta piazza. I tifosi sono “elettrici”, si fidano ciecamente di Mazza, sognano in grande anche perché il presidente promette un altro colpo. Un colpo clamoroso. Le presenze e gli incassi al “Friuli” in quell'annata sono aumentati del 25/30 per cento (con una media di 35 mila spettatori 350 milioni di incasso).

Nella FOTO: Lamberto Mazza

 

(12 - continua)

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