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120 anni di Udinese: dalla B al quarto posto del 1956/57

E Angelo Moratti alla fine fa man bassa

120 anni di Udinese: dalla B al quarto posto del 1956/57

Il presidente Bruseschi non è il tipo che si arrende, cerca con ostinazione la rivincita sul campo, si rivolge alla tifoseria e garantisce che allestirà una squadra competitiva per tentare l'immediato ritorno in A. E' vero che non ci sono più Selmosson e Bettini che ora fanno sognare i tifosi della Lazio, oltre che Dell'Innocenti e La Forgia rientrati per fine prestito al Bologna, ma gli arrivi danno valide garanzie in particolare il centravanti Giuseppe Secchi proveniente dalla Triestina. Dal club alabardato sono acquistati anche il giovane portiere Fabio Cudicini e il terzino sinistro Renato Valenti e in parziale contropartita ai giuliani va Laszlo Szoke. Bruseschi riceve ottime referenze anche per il mediano Luciano Piqué e lo porta a Udine, come il portiere Luigi Geatti prelevato dal Treviso. Il telaio è solido, l'Udinese parte l'avventura in B con i favori del pronostico assieme al Simmenthal Monza, al Como e al Palermo. L'avvio è tutto in discesa, l'Udinese vince e convince e gli scettici si ricredono ben presto sulle qualità di Fontanesi, soprattutto di Bredesen e Secchi che hanno il gol facile. I bianconeri vincono le prime tre gare Parma, Salernitana e Messina e alla quarta giornata ospitano il Palermo e, davanti a 15 mila persone, sconfiggono i siciliani per 5-1 con reti Bredesen, due volte Fontanesi, Secchi, Pinardi, mentre per gli ospiti va a bersaglio Pistacchi.

L'Udinese ha già fatto il vuoto, è davvero la più forte e al quinto turno, sempre al “Moretti” centra un altro successo, 2-0 al Bari con reti di Menegotti e Secchi che capeggia la classifica cannonieri con 6 centri. I bianconeri sino al 26 dicembre rimangono solitari in vetta. Soprattutto concludono l'anno solare 1955 senza aver mai subito una sola sconfitta (in 35 incontri). I tifosi sono più che mai vicini alla squadra del cuore, il presidente Bruseschi è a lungo applaudito dagli spettatori del “Moretti” quando la domenica si siede in panchina assieme a Bigogno e al massaggiatore Scolaro. La squadra però, dopo essere inciampata l'1 gennaio a Monza (1-2), comincia a perdere qualche colpo, il suo gioco è meno spettacolare, meno concreto, in difesa si avverte l'assenza di Pinardi stoppato da un serio infortunio e il mese di gennaio si conclude con la sconfitta di Como, ultima di andata, per 2-1. Poi la domenica seguente l'undici bianconero subisce il secondo stop consecutivo (0-1) a Parma e perde il primo posto in favore del Palermo. E' un momento di difficoltà, caratterizzato dall'effetto saliscendi che si esaurirà a metà aprile, vittoria sul Livorno per 2-1. Poi i bianconeri (il 18 marzo contro il Brescia, sconfitto per 3-0, fanno debuttare tra i pali il ventenne Cudicini che dà un saggio delle sue possibilità) ritornati al gran completo, con Secchi e Bredesen travolgenti, con Menegotti e Magli signori del centrocampo, si riprendono, non perdono più e mettono il turbo nelle ultime quattro gare, tutte vinte.

IL TRIONFO - L'Udinese è prima con 49 punti, secondo il Palermo con 47 e entrambe sono promosse. La squadra bianconera in casa non ha mai deluso, ha vinto tutte le 17 gare in calendario. Secchi realizza 22 reti in 34 gare, è secondo nella classifica cannonieri dietro Aurelio Milani (23 centri) del Simmenthal Monza, centravanti in seguito della Grande Inter di Helenio Herrera con cui vincerà Scudetto, Coppa Campioni e Coppa Intercontinentale. Bredesen segna 15 reti, 9 Fontanesi. I tifosi esultano e al termine dell'ultimo atto del torneo, vittoriosa gara casalinga con il Como, del 10 giugno 1956 (1-0 gol di Bredesen), in piazza Libertà si riversa gran parte del pubblico presente al “Moretti” che si unisce con fan provenienti dal resto di Udine e da molte località del Friuli. Sembrava di rivivere le adunate oceaniche ai tempi del Duce. C'è anche un intervento del sindaco Giacomo Centazzo che esalta il grande momento dell'Udinese i cui atleti, comunque non partecipano all'improvvisata festa nel timore, chissà, di essere travolti dall'entusiasmo di migliaia di tifosi. Va anche ricordato che nel gennaio 1956 i giornalisti sportivi della Lombardia assegnano all'Udinese il Premio Emilio Colombo “per aver chiuso l'intero anno 1955 senza sconfitte e aver dimostrato come i valori sportivi siano modestia, disciplina, tenacia”. E' una firma prestigiosa del giornalismo sportivo italiano, Leone Boccali, a consegnare l'ambito riconoscimento al capitano dell'Udinese, Enzo Menegotti nel corso di una cerimonia che si tiene in Municipio a Udine.

L'Udinese dunque ritorna trionfalmente in A, ma perde Per Bredesen che passa al Milan. Il club rossonero dà in parziale contropartita una delle migliori ali della prima meta degli anni '50, Amleto Frignani, ex nazionale. Il Milan non crede più a lui, o meglio non crede che Frignani possa a riprendersi al cento per cento dai postumi di un grave infortunio (frattura della gamba) subito il 4 marzo 1956 al Vomero in Napoli-Milan 2-0 dopo essere stato falciato in area dal terzino dei partenopei, Luciano Comaschi. In bianconero Frignani, che viene ricordato anche come il primo italiano ad aver segnato nella Coppa Campioni, l' 1 novembre 1955 in Milan-Saarbrucken, 4-3, dimostrerà alla società rossonera di aver avuto torto a non credere più in lui tanto che il 25 aprile 1957 torna a giocare in nazionale, a Roma contro l'Irlanda del Nord che è sconfitta per 1-0 in un match valido per le qualificazioni ai mondiali in Svezia del 1958. Vengono acquistati anche il mediano Sassi dalla Lazio, la mezzala Pantaleoni dal Cagliari, soprattutto lo svedese Lindskog. Partono Snidero e Castaldo con destinazione l'Alessandria mentre il “monumento” Zorzi abbandona il calcio a 36 anni dopo vent'anni di carriera che lo ha visto protagonista anche nel Milan e nella Sampdoria. Viene ceduto anche il perno della difesa, Pinardi che firma un vantaggioso contratto con la Lazio.

Il campionato 1956/57 sarà particolare per bianconeri, imprevedibili quasi tutte le domeniche. Una squadra double face, come lo dimostra l' 1-6 di Roma contro i giallo rossi alla terza di ritorno e il 5-1 il turno successivo a spese del Genoa.

Come era accaduto nel torneo 1954/55 in avvio Bigogno è alle prese con un problema in difesa mancando alla squadra un centro sostegno che dia valide garanzie. Dapprima si affida a Piquè, poi al tutto fare Menegotti, quindi a Sassi, poi a Gon, ma non i conti non tornano, l'Udinese subisce troppi gol (14 nelle prime 7 giornate). La società decide di intervenire, dal Novara acquista sul mercato autunnale Enzo De Giovanni, friulano di Fagagna, che debutta il 18 novembre a Milano contro i rossoneri che al termine della stagione conquisteranno lo scudetto. Il Milan vince 2-0, gol di Bean e di Mariani, De Giovanni però non demerita e riesce conquistarsi definitivamente il posto di titolare. L'Udinese, che al debutto ha perso in casa con i Campioni d'Italia in carica della Fiorentina (2-5) davanti a oltre 25 mila persone, con incasso record di 28.150.000 lire, piano, piano si avvicina nei posti nobili della classifica con Secchi e Lindskog mattatori, con il primo che trae non poco profitto dai cross che gli pennellano Frignani da destra, Fontanesi da sinistra. Dicembre è un mese magico per i bianconeri che battono in casa il Palermo (2-0), poi il Napoli (2-1) sempre al “Moretti”, pareggiano a Bergamo (1-1), quindi si superano e, il 30 dicembre, stendono al “Moretti” la capolista Inter, 1-0 con un incredibile gol di Menegotti al 13' direttamente da calcio d'angolo sul quale il portiere Ghezzi non è esente da colpe. Ma, come detto, non c'è logica nel cammino dei bianconeri che il 6 gennaio perdono di brutto a Padova (1-4) e una settimana dopo vengono “asfaltati” al “Moretti” dal Bologna (1-5), anche se contro i petroniani é determinante l' infortunio (uno stiramento) subito dal centro sostegno De Giovanni (con l'Udinese in vantaggio per 1-0) che é costretto per 50' a giocare all'ala dato che allora non si potevano effettuare le sostituzioni. A proposito di cinquine, quindici giorni dopo l'Udinese sconfigge in casa il Torino per 5-1 con reti, nell'ordine di Fontanesi, Secchi, Lindskog, Tacchi per il Torino, Lindskog, Secchi. La gara più spettacolare, più divertente i bianconeri la disputano il 24 marzo 1957 contro il Milan che era saldamento al comando e che era dato favorito. La squadra di Bigogno si porta in vantaggio per 2-0, reti dell'ex Frignani e di Lindskog a coronamento di una superiorità schiacciante nei confronti dei rossoneri che riusciranno ad accorciare le distanze nel finale con un rigore dello specialista Liedholm.

IL QUARTO POSTO - Fanno seguito altri due successi consecutivi, 2-0 sulla Lazio, con reti dei soliti Lindskog e Secchi, 1-0 sul Palermo e nelle ultime sei gare le zebrette si prendono il lusso di espugnare il campo di San Siro con vittima l'Internazionale che viene sconfitta per 3-2 con grande protagonista Pantaleoni, padrone del centrocampo. Il campionato si chiude con la sconfitta (1-3) di Torino con i granata, ma il consuntivo è splendido, l'Udinese conquista la quarta piazza con 36 punti, i gol realizzati sono 59, nuovo record per i campionati a 18 squadre, anche se quelli subiti sono altrettanto numerosi, ben 58. Con un sistema difensivo più efficace probabilmente il quarto posto avrebbe potuto diventare terzo o addirittura secondo. Gli uomini in più dei bianconeri si sono dimostrati Secchi e Lindskog, 33 reti complessivamente, 18 il centravanti (secondo in coabitazione con Luis Vinicio nella classifica cannonieri dietro il romanista Dino Da Costa, 22), 15 lo svedese (quinto nella classifica dei migliori bomber). L'ottimo campionato ha inevitabilmente fatto presa nei tifosi che sono accorsi numerosi alle gare dei propri beniamini contribuendo a far lievitare l'incasso generale rispetto alle precedenti due stagioni che è di 175.990.000 lire, ma ancora del tutto insufficiente per alleggerire il bilancio sempre più in rosso. Per cui quando il presidente della Roma, Renato Sacerdoti (lascerà il timone del club capitolino nell'aprile del 1958 in favore di Anacleto Gianni) contatta Dino Bruseschi per avere Magli, Menegotti e il bomber Secchi non trova particolari resistenza da parte del numero uno del sodalizio friulano, ma la Roma per concretizzare la trattativa deve impegnarsi a scucire 130 milioni più il difensore Amos Cardarelli. Se ne va anche Frignani che passa al Genoa dove chiuderà la carriera nel 1962. In compenso vengono acquistati il centravanti Lorenzo Bettini che nel biennio laziale non ha convinto, e dalla Juventus Sergio Manente che è giocatore di qualità e duttile perché può ricoprire diversi ruoli. Viene ingaggiato anche il “petisso”, l'ala destra Luis Pentrelli, un italo argentino con radici pugliesi segnalato da alcuni udinesi emigrati in Argentina. Più avanti Bruseschi si vede costretto a ricorrere ancora al mercato per rendere più solido il sistema difensivo e acquista dalla Lazio il centrocampista Sentimenti V.

Il torneo 1957/58 sarà ancora positivo per le zebrette. In avvio l'Udinese pareggia a Bologna (2-2) dove è approdato l'attaccante Vukas, uno dei più grandi calciatori slavi di tutti i tempi, definito all'inizio degli anni '90 il miglior calciatore croato di sempre, ma la cui resa non sarà pari al suo potenziale. Poi l'Udinese perde in casa con la Juve (0-1), ma alla terza giornata lancia segnali nitidissime sulle sue possibilità sconfiggendo in casa la Spal per 5-0 con Pentrelli che segna le prime due reti in bianconero (quando lascerà il Friuli saranno complessivamente 28). L'unico neo del girone di andata è rappresentato dal tonfo al “Filadelfia” di Torino con i granata che surclassano le zebrette con un 6-2. E' una domenica in cui nulla funziona nell'Udinese. La difesa è colabrodo, il centrocampo sbaglia oltre il lecito, là davanti Lindskog sembra una lumaca. L'unico che esente da critiche è Bettini...assente giustificato, stoppato dall'asiatica. Bettini aveva saltato anche la gara precedente con il Milan disputata a Udine il 13 ottobre 1957. E' una data particolare perché segna il debutto in bianconero dello studente liceale Massimo Giacomini, figlio di un noto commerciante di abiti e sartoria del centro udinese. Contro i rossoneri non 'è nemmeno Lindskog, ricoverato precauzionalmente in ospedale perché pure lui vittima dell' asiatica. Oltre a Giacomini che verrà anche convocato con la nazionale juniores per partecipare agli Europei in Spagna, debutta il centrattacco Tonini, 23 anni, di Tricesimo, che segnerà il gol del pari bianconero (finirà 1-1). Per Tonini si tratta della prima e ultima esibizione in prima squadra. Il cammino è abbastanza regolare, la squadra si tiene a debita distanza dalla zona retrocessione, il 17 novembre 1857 , si prende il lusso di espugnare, come le era successo nel torneo precedente, il campo dell' Inter (1-0, rete di Pantaleoni), ma a dicembre incappa in tre sconfitte consecutive, in casa con il Padova (1-2), a Roma con la Lazio (0-1), a Napoli (2-3), che diventano quattro nella prima domenica di gennaio 1958 (0-1) al “Moretti” contro il Lanerossi Vicenza. Scatta il campanello d'allarme, per Bigogno è tutto da rifare, c'è il timore che la crisetta possa tramutarsi in crisi vera e propria, si teme per la salvezza, poi le nubi minacciose che si erano addensate all'orizzonte vengono spazzate da due consecutivi successi casalinghi, contro Alessandria e Bologna, rispettivamente per 2-0 e 1-0 con l'accoppiata Pentrelli-Bettini decisiva. Tra febbraio e marzo si registrano quattro pareggi consecutivi, tutti per 1-1, che si rivelano più che preziosi, poi i successi con il Verona (2-0, doppietta di Lindskog), soprattutto quello di Genova con la Sampdoria (5-3), garantiscono di fatto la salvezza anche se un infortunio occorso a Lindskog ai primi di aprile priva per tre turni la squadra del suo leader con l'Udinese che conquista due punti, il frutto di altrettanti pareggi con Inter (1-1) e Padova (0-0). Il finale però è in gran crescendo e permette alle zebrette di salire in posizione mediana e di concludere al nono posto in condominio con Milan e Inter a quota 32 punti: il 4 maggio l'Udinese sconfigge la Lazio 1-0, poi (nella gara del commiato dal proprio pubblico), travolge il Napoli per 7-0 (tripletta di Fontanesi). E' la vittoria con punteggio più largo in A per i bianconeri poi eguagliata nel febbraio 2011 nella sfida di Palermo, anch'esso sconfitto per 7-0. Nelle ultime due gare l'Udinese è di scena a Vicenza, (0-0) per chiudere il cammino ad Alessandria dove vince per 3-1. A Lindskog spetta sicuramente la palma del migliore, non solo segna 13 reti, ma è anche il trascinatore dell'Udinese, è presente su quasi tutte le azioni da gol.

Di lui si innamora l'Inter il cui presidente, Angelo Moratti, ai primi di giugno si incontra con Dino Bruseschi. Moratti però è “goloso” non si accontenta solamente dello svedese, vuole anche Cardarelli e l'allenatore Bigogno. Per i due giocatori l'Inter garantisce all'Udinese 130 milioni. Ma La Lega Nazionale Calcio, che controlla i bilanci, “consiglia” ulteriori vendite per cui Pantaleoni passa al Genoa, De Giovanni al Brescia, Cudicini alla Roma (che dà in parziale contro partita la mezzala Cavazzuti). Manente, che ha 34 anni, viene (frettolosamente) lasciato libero.

(6- continua)

 

 

Nella foto da sinistra in piedi: Magli, Piqué, Lindskog, Frignani, Romano; accosciati: Valenti, Menegotti, Fontanesi, Secchi, Sassi, Azimonti.

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