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L'ex Cudrig: Questa Under 17 può vincere il Mondiale

Il talento di Cividale a calciomercato.com

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Pugni stretti e sorrisone a 32 denti per Nicolò Cudrig, che lunedì ha segnato uno dei cinque gol con i quali l'Italia Under 17 ha vinto al debutto al Mondiale contro le Isole Salomone. Una parentesi azzurra in un presente ai piedi della Tour Eiffel per l'attaccante, che in estate è rientrato al Monaco dopo il prestito al Cerle Brugge in Belgio e un passato all'Udinese. Stop, rewind. Riavvolgiamo il nastro. A pochi giorni dal suo debutto in assoluto in un Mondiale, il classe 2002 si è raccontato in esclusiva a Calciomercato.com.

Prima partita e prima vittoria. "L'importante era andare subito in vantaggio, poi alla lunga sapevamo di essere più forti ed è stato facile trovare gli spazi". Che emozione si prova a segnare con la maglia azzurra? "E' una cosa speciale, non si può spiegare. Soprattutto se il gol arriva in una competizione come il Mondiale".

Per un attimo l'arbitro stava parlando col Var, hai avuto paura che te lo annullassero? "In queste situazioni un po' di tensione c'è sempre, ma ripensando all'azione non mi sembrava ci fosse nulla di irregolare".

Qual è il messaggio più bello che hai ricevuto dopo il gol? "I miei genitori mi hanno detto che sono orgogliosi di me, e questa è la cosa di cui vado più fiero".

Avete festeggiato la vittoria di lunedì? "Abbiamo staccato la spina per qualche ora, ma ora la testa è già proiettata alla partita con il Messico, fondamentale per la qualificazione". Come vi rilassate durante il tempo libero? "Scattano i tornei alla Play a Fifa. Il più forte è il capitano Panada, io prendo sempre il Barcellona dove c'è Dembelé che è velocissimo".

Che partita ti aspetti venerdì contro il Messico? "E' una squadra solida, forte in difesa ed entrano molto decisi negli interventi. Sarà una gara tosta a livello fisico".

Per il prossimo gol ti sei studiato qualche esultanza particolare? "In realtà ci sto pensando, perché sia un mio amico che la mia ragazza mi hanno chiesto una dedica. E' dura scegliere, dovrò fare una doppietta per non scontentare nessuno".

Dove può arrivare l'Italia in questo Mondiale? "Fino in fondo. Noi ci crediamo. L'importante è pensare partita per partita".

Qual è la nazionale più forte? "La Francia. Subito dopo metto il Brasile".

Il punto di forza della Nazionale? "Il gruppo. E' sempre stata la nostra caratteristica principale da quando ci conosciamo, siamo tutti uniti".

Hai sentito il grande escluso Esposito? "Ci ha mandato un messaggio nella chat Whatsapp dove ci siamo tutti. Ci ha chiesto di dare il massimo anche per lui che ci sosterrà da fuori, le sue parole ci aiutano e ci danno ancora più forza perché Sebastiano è sempre stato un leader".

Tra i convocati c'è anche Arlotti, tuo compagno anche al Monaco. Che rapporto avete? "Siamo come fratelli, condividiamo ogni momento insieme e anche in campo abbiamo una sintonia fantastica".

Il ct Nunziata che tipo di allenatore è? "Un grande mister. Riesce sempre a tirare fuori il meglio di noi, lo ringrazio perché quando capita che stiamo per rilassarci lui interviene. Non vuole che ci accontentiamo mai. Contro le Isole Salomone abbiamo vinto 5-0 ma lui non era del tutto soddisfatto, ci ha spronati dicendo che potevamo farne altri".

Chi è il tuo idolo? "Francesco Totti. L'ho incontrato una volta quando avevo 11 anni e giocavo nell'Udinese. Ero allo stadio e mi sono piazzato vicino a dove passano i giocatori, quando l'ho visto mio padre mi ha scattato subito una foto insieme a lui. E' venuta mezza mossa, ma è stata una grande emozione".

Come sta andando l'avventura al Monaco? "Molto bene, ho segnato 4 gol con l'Under 19 e siamo quinti a -2 dalla prima. Sono contento della scelta che ho fatto, anche se all'inizio è stata dura adattarsi a una nuova vita".

Come va con la lingua? "Il francese lo capisco ma faccio ancora fatica a parlarlo, sto prendendo lezioni per accelerare l'apprendimento".

Qual è la cosa che ti manca di più dell'Italia? "Casa. La mia famiglia, la mia ragazza e i miei amici".

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