Home / Notizie dalle altre squadre / Gazzetta dello sport, focus tecnico: Allarme verde

Gazzetta dello sport, focus tecnico: Allarme verde

Pochi talenti dal vivaio e boom di stranieri: il vizietto della serie A

Gazzetta dello sport, focus tecnico: Allarme verde

I dati del Cies confermano una tendenza che da anni preoccupa e che oggi la Gazzetta dello sport riporta con il conforto dei numeri: "La Serie A è tra i campionati europei che meno utilizzano i calciatori cresciuti in casa, con un’incidenza dell’8,9% sul totale, più alta solo della Super Lig turca (8,7%) e lontana non solo dai più Paesi virtuosi che si trovano nelle periferie del calcio (Danimarca 27,4%, Slovenia 27%, Norvegia 26,1%) ma anche dai “competitor”, e cioè Liga (20,9%), Ligue 1 (17,2%), Premier League (12,7%) e Bundesliga (12%). Come riflesso, la quota di stranieri in A è tra le più alte: 58%. Solo la lega turca (62,4%), quella portoghese (63,6%) e quella cipriota (66,8%) hanno un’incidenza più alta di giocatori provenienti dall’estero. E tra gli altri campionati top soltanto la Premier si posiziona su livelli altrettanto alti (57,9%), con la Bundesliga al 50,2%, la Ligue 1 al 38,6% e la Liga al 37,3%. A completare la fotografia è l’età media: la Serie A è tra i tornei più vecchi, con 26,93 anni (al primo posto la Turchia a 28), ma in questo caso le altri grandi leghe sono più o meno sullo stesso piano: Premier 26,82; Liga 26,76; Bundesliga 26,20, Ligue 25,58".

Il dato che preoccupa riguarda quello dei giocatori cresciuti nei vivai dei club: sono appena 46. Il sistema continua a soffocare i talenti locali. "Ecco perché Demetrio Albertini, presidente del settore tecnico della Figc, chiede di tornare alla cura dei vivai: «Il percorso che avviammo nel 2010 con Sacchi e Viscidi ha portato ora l’Italia ad essere quarta nel ranking Uefa a livello Under 17 e Under 19 . Vuol dire che i talenti ci sono. Ciò che manca è la valorizzazione dei vivai, anche attraverso il miglioramento degli standard con investimenti all’altezza. Bisogna crescere e questo è il senso del nostro lavoro, in piena condivisione col presidente federale Gravina».  

Il 18 partirà il primo corso in Italia per responsabile del settore giovanile. «L’obiettivo è portare ancora più competenze, sia per quei club che curano il talento per creare giocatori importanti per la prima squadra, sia per quelli che lo fanno per realizzare plusvalenze». È una questione di investimenti, e anche di cultura calcistica. Lo sforzo che si sta facendo in campo azzurro, dal c.t. Mancini in giù, cioè quello di dare spazio ai giovani, spesso non si concilia con le strategie delle società. La Serie A, salvo rare eccezioni, continua a essere un campionato per vecchi: gli unici Under 21 che giocano con regolarità sono Zaniolo, Tonali, Pinamonti, Luca Pellegrini, gli altri hanno poco spazio, o sono in B, oppure sono emigrati (Cutrone e Kean). Sembra un paradosso ma è così".

BIANCONERI IN TV

Interviste esclusive

Vita da Club

Serie B

Lega Pro

Internazionali

Calcio

Altri mondi

Primavera e giovanili