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Quel "grazie" che fa commuovere il mondo

Mentre i giapponesi salutano il Mondiale pulendo gli spogliatoi, a Sampaoli è stato chiesto di dimettersi

Quel  grazie  che fa commuovere il mondo

Il Giappone se ne va con onore. Come dei samurai accettano la sconfitta: hanno perso sul campo ma non nel cuore.

Così oggi si scopre che il Giappone, dopo la sconfitta all'ultimo secondo contro il Belgio, ha tramutato il proprio dispiacere in onore, pulendo da cima a fondo lo spogliatoio del Rostov Arena.

Hanno lasciato pure agli inservienti un cartello con scritto "grazie" in cirillico.

Un grazie che significa "Grazie per la possibilità, grazie per aver creduto in noi e per averci sostenuto fino alla fine".

Questo è il vero calcio, quello che vorremmo vedere più spesso, quello di chi perde e non solo di chi vince.

Perdere che con i nipponici diventa sinonimo di crescita, di assunzione di responsabilità: è come se avessero detto "perdonateci, noi ci abbiamo provato".

Situazione inversa, invece, per il quasi ex ct dell'Argentina Sampaoli, che dopo la sconfitta con la Francia ha deciso che non se ne andrà finchè non verrà licenziato, probabilmente affinchè gli venga riconosciuta una buonauscita. 

Per questo motivo, qualunque sia la cifra pattuita, il presidente della federcalcio argentina Tapia, ha chiesto al ct di rinunciare volontariamente al posto. 

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