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L'ex Udinese Denis alla Gazzetta dello sport: 'Ehi, finito a chi?'

A 38 anni ha fatto 4 reti in 2 partite

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German Denis, tornato in Italia, a 38 anni è protagonista nella Reggina, prima in classifica nel Girone C. La Gazzetta dello sport racconta la sua esperienza calabrese tramite le parole che ha rilasciato in questa intervista:

Dopo l’avaria iniziale (problemi a un cingolo, cioè al polpaccio sinistro), El Tanque ha ripreso a marciare a pieno regime: quattro gol nelle ultime due partite. German Denis oggi è il carrarmato che a Reggio Calabria tutti aspettavano, pacifisti compresi. Delirio a fine agosto quando è sbarcato all’aeroporto: aveva ragione la folla plaudente. «Non mi aspettavo un’accoglienza del genere. I calabresi assomigliano agli argentini: lo stesso calore, lo stesso attaccamento alla squadra. Contento di aver ripagato in parte il loro entusiasmo».

Ha anche smentito gli scettici, chi diceva: Denis lo troveremo appesantito, sarà venuto qui per firmare le magliette. «E invece sono tornato asciutto e in forma, nessuna dieta. Sono stato solo frenato da una piccolo guaio fisico dovuto al cambio di preparazione».

L’avevano cercata altre squadre: Venezia, Cremonese, Juve Stabia, Palermo. Ma la scintilla non c’era stata. «A Reggio c’è un ambiente speciale, mi è stato proposto un progetto biennale e io voglio essere protagonista».

Reggina prima nel girone C, 4 vittorie di fila, miglior attacco di tutta la Serie C e l’unica squadra professionistica ancora imbattuta insieme alla Juve. «Il gruppo è forte, competitivo, formato da giovani e gente esperta».

A Reggio la A manca da 10 anni, in mezzo c’è stato anche un fallimento. «Il presidente vuole portare la Reggina dove merita, ha grandi idee, sono fiducioso».

In C dopo Cesena, 16 anni fa: com’è cambiata? «Questo è un campionato di alto livello con squadre importanti come Bari, Catania e Avellino. E sono cambiato io: a Cesena ero giovane, forse non ero pronto per il calcio italiano».

Come va l’intesa con Corazza, capocannoniere del girone? «Molto bene, è un attaccante che gioca per la squadra. Ma non dimentico Reginaldo e Doumbia».

Toscano? «Un allenatore che parla poco ma sa motivare i giocatori».

Che cosa rimpiange dell’Argentina? «Il calcio è fisico, duro. Si gioca in modo veloce, disordinato. In Italia c’è più tattica».

Ecco Napoli-Atalanta: il suo derby. «Una squadra in difficoltà contro una che sta volando. Ci sarà da divertirsi».

Ha lasciato nel momento sbagliato, prima che nascesse il fenomeno Atalanta. «Pensavo di essere alla fine del ciclo, che tornare in Argentina fosse la cosa giusta. Ma non ho rimpianti».

Le piacerebbe giocare col Gasp? Non sarebbe stressante a 38 anni? «Anche con Toscano gli attaccanti devono sgobbare, rientrare, difendere».

«E’ un arrivederci, non un addio», diceva tra le lacrime dopo l’ultima partita col Sassuolo. il 30 gennaio 2016. «Non dimenticherò mai l’Italia».

E’ lo straniero che ha segnato di più nella storia dell’Atalanta: 56 gol. «Un record di cui vado orgoglioso. Ma prima o poi il Papu Gomez (fermo a 43, ndr), mi batterà». 

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