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Una holding da 200 milioni

L'impero dei Pozzo vale quanto l'Inter e il Milan

Una holding da 200 milioni

L’Udinese viaggia a metà classifica, il Watford vede allontanassi sempre più la Premier, il Granada copia i bianconeri. Una stagione, per ora, senza acuti, eppure la holding calcistica creata dai Pozzo, unica nel panorama europeo, vale quasi 200 milioni di euro come parco giocatori. L’Udinese, attualmente, ha un valore che sfiora i 100 milioni, il Granada ne vale 50, il Watford 35 i restanti arrivano dall’Hercules altra società entrata da qualche tempo nell’orbita della galassia pallonara inventata dal paron bianconero e da suo figlio.

Dati importanti specie se confrontati con la classifica dei club più ricchi al mondo: perché se il Real Madrid (che comanda con 500 milioni di valore) è irraggiungibile, il valore della rosa degli oltre 100 calciatori sotto controllo si posiziona tranquillamente tra le prime venti squadre al mondo, al pari di Porto, Zenit e, soprattutto, Milan e Inter. Insomma nel quartier generale di Udine si gestisce un patrimonio che trascende quello con le maglie bianconere e che giustifica il fatto che Pozzo è stato recentemente ammesso nel G20 delle squadre europee.

In Friuli rimangono i giocatori più rappresentativi in termini economici: Muriel (il cui valore è di 14 milioni) è il gioiello di famiglia, seguito da Basta e Danilo (8 milioni), ma attenti all’astro nascente Bruno Fernandes, già valutato sui 7 milioni, ma che diverrà presto uomo mercato.

In Spagna, al Granada, El Arabi è l’uomo mercato con il suo valore attestato sui 6 milioni. Nyom (5) e Brahimi (4) gli altri giocatori in ascesa.

In Inghilterra, al Watford, il campionato che doveva essere della consacrazione rischia di diventare un flop: la rosa ha già perso il 25 per cento del suo valore da Settembre, anche se McEacrhan (se venisse riscattato dal Chelsea) vale già 5 milioni a 20 anni. Faraoni (3,7 milioni), Fabbrini (3), Angella (3) gli altri su cui puntare.

Nella B spagnola, all’Hercules, il difensore Borja vale 1,5 milioni, il centrocampista Hervas il doppio.

Insomma, per comprendere il modello Udinese, bisogna allargare completamente gli orizzonti: ben sapendo che però tutti questi calcoli sono fini a sé stessi, perché chi va via da Udine, anche se rimane in casa, non tornerà mai alla base ed alcuni il Friuli non lo hanno nemmeno mai visto.

E quando anche lo stadio ‘Friuli’ sarà finito, grazie alla concessione di 99 anni recentemente stipulata, il valore patrimoniale delle tre società si potrebbe triplicare raggiungendo, complessivamente, i 600 milioni di euro (a Granada si tratta per riuscire a fare la stessa operazione, mentre al Watford lo stadio è già in mano ai Pozzo). Qualcuno, però, considera ancora provinciale tutto ciò. Forse perché da quando il Paròn è in sella è arrivata solo una Coppa Intertoto in bacheca.

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