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Un uomo solo al comando

Dieci anni fa la tragica fine di Marco Pantani

Un uomo solo al comando

Dieci anni sono passati da quando in un residence di Rimini viene trovato il corpo senza vita di Marco Pantani. Era esattamente il 14 Febbraio del 2004, un San Valentino come tanti per tanti, un San Valentino di lacrime per tanti altri. Per chi ha amato Marco e per chi l’ha detestato. Tutti accomunati da una lacrima, perché Pantani è stato il simbolo di quello che è l’uomo: un essere capace di tutto nel bene e nel male. Avvincente quando scalava le montagne, deludente quando hai capito che dietro a certe vittorie ci poteva essere altro. Un uomo, con i suoi sogni e i suoi limiti. Pantani è morto e a dieci anni di distanza il suo mito sembra ancora essere lì, maestosa icona di tutto quello che la nobiltà e la miseria possono dare.

La sua fine è stata però troppo: perché nessuno merita di morire per delle accuse seppur pesanti. Fa ancora più rabbia sapere che Lance Armstrong, reo confesso di un doping infinito, possa ricevere roalties per apparizioni televisive dove ammette i suoi errori, dei quali non si è mai pentito.

Pantani si è sempre detto vittima. Vittima certo, di sé stesso, delle sue ambizioni e dei suoi sogni, delle debolezze che nascono per raggiungerli in uno sport come il ciclismo che non può prescindere dal barare, a quanto pare. Senza doping Pantani avrebbe vinto ugualmente per il semplice motivo che in salita non c'era nessuno come lui. Ma tutti si dopano,  chi non lo fa è tagliato fuori. Questo è il dramma del ciclismo, questo è stato l'errore più grande di Pantani e di tanti come lui: assecondare il sistema per rimanervi dentro.

Pantani osannato da tutti nel suo ambiente e fuori quando vinceva sul Mortirolo e abbandonato da molti quando stava cadendo. Un angelo caduto in volo, cantava Lucio Battisti: forse questa frase rende l’idea, certamente un angelo non è un’entità perfetta a quanto pare. Del resto anche Satana era il più amato tra i serafini, cacciato dal Paradiso in Terra dove ha cercato di sognare ancora secondo i poeti maledetti. Bene e male, l’eterna lotta che si sussegue dentro ognuno, l’eterna lotta nell’etica dove il male è conseguenza del bene.

Il bene e il male: Pantani era questo. Un uomo. Che come molti è stato lasciato solo quando più aveva bisogno di aiuto, quando i soldi e l’oro non possono più comperare la felicità se mai l’abbiano potuto fare.

A dieci anni di distanza qualche lacrima scende ancora: non c’entra lo sport, non c’entrano i giudizi, c’entra una storia che va comunque raccontata e che forse ha ancora troppi lati oscuri ('da quella stanza è venuta fuori la verità più facile', ha detto l'avvocato del Pirata). La storia di un uomo solo, troppo solo alla fine, al comando.

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