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Tutto è bene quel che finisce bene

L'Udinese porta a casa i tre punti, Pozzo rivede la squadra delle otto vittorie, intanto il gioco latita ancora

Tutto è bene quel che finisce bene

 Missione compiuta. Vittoria è stata, ma chi chiedeva anche una risposta sotto il profilo del gioco deve attendere tempi migliori. L’Udinese vista col Cagliari non ha mostrato le sue qualità migliori, i gol sono arrivati su palle inattive (in tutto sono l’80 per cento delle reti segnate in questo  torneo), davanti si fatica a concretizzare su azione. Colpa di una manovra ancora lenta e prevedibile, specie sulle fasce dove sia G. Silva sia Basta non sono ancora loro. 

Meglio nella ripresa, comunque, dove con il Mago si è vista sicuramente più vivacità. Peccato che il suo ingresso sia coinciso con l’uscita di Nico Lopez. L’uruguayano non stava demeritando, ma Guidolin, evidentemente, ha preferito non modificare gli equilibri.

A fine gara Pozzo parla di ‘Udinese ritrovata’ (‘ho rivisto quella delle 8 vittorie’), intanto però fa punti solo al ‘Friuli’.
E’ innegabile che serve un cambio di rotta: sul piano del gioco (dev’essere velocizzato), ma anche della mentalità (ancora troppo guardinga e impaurita). Serve un cambio di marcia soprattutto fuori, specie ora che arriva un tour de force che dirà davvero di che pasta è fatta questa Udinese.

Pozzo fa bene a dire che col Milan ci saranno più motivazioni, ma queste non pososno uscire solo sotto i riflettori di San Siro. Guidolin deve smettere i panni da francescano e iniziare davvero a pensare di avere una buona squadra tra le mani. Che deve trovare fiducia in sé stessa e un modo di gioco che dia la possibilità di valorizzare il suo potenziale. Sempre che non ci siano pance piene o gambe pesanti.

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