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Simone, uno di noi

A 18 anni una decisione che lo rende sempre più idolo della piazza

Simone, uno di noi

Sorprende forse più del dovuto la scelta di Simone Scuffet di rimanere a Udine rinunciando ai soldi offerti dall'Atletico. Solo poche ore fa tutti erano in attesa dell'ufficializzazione di una operazione che sembrava fatta al 99%. In pochi speravano che quell'1% di possibilità che Scuffet facesse la 'scelta giusta' (per i tifosi ancora pervasi di romantica passione) potesse mettere la parola fine su una storia che aveva portato grande delusione ben oltre i confini friulani.

Il solito ritornello che 'certi treni passano una volta sola' e che davanti ai soldi tutto perde significato veniva propinato a giustificazione di una trattativa che la logica degli affari voleva venisse chiusa senza discussioni.

Non è andata così perché i soldi non sono tutto e la famiglia, alla faccia della disgregazione sociale in atto, ancora conta. E perché, con orgoglio lo voglio sottolineare, Simone Scuffet è friulano.

A 18 anni ha voluto condividere la scelta con 'i suoi' che, non lo hanno mai nascosto, gli chiedono innanzitutto di terminare il percorso scolastico a garanzia di un futuro che non si sa mai cosa ti riserva. Atteggiamento umile, concreto, realista che è tipicamente friulano e che conferma una volta di più le qualità positive riconosciute in questi mesi al ragazzo di Remanzacco tutto casa, scuola e allenamento. Da quel primo febbraio che gli ha cambiato la vita, Scuffet è costantemente sotto i riflettori e le luci della ribalta hanno sempre illuminato un contesto sano di gente per bene ma soprattutto con i piedi solidamente piantati per terra. Riproduzione fedele di Simone Scuffet, quel ragazzo che i tifosi friulani riconoscono come 'uno di noi', uno che parla poco ma dice molto con i fatti. E con quel gran rifiuto, più di qualsiasi frase ad effetto o di promessa alla piazza (alla presentazione della squadra tutti ci speravano) Simone lo ha dimostrato. Messo di fronte ad una 'proposta indecente' che avrebbe fatto vacillare qualsiasi ragazzo di 18 anni, lui ha tirato dritto.

Lui è rimasto quello che è, un giovane che ha davanti un futuro ipoteticamente molto brillante ma che vuole giocarselo con intelligenza perché la stoffa Simone ce l'ha anche fuori dal campo.

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