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Qualcuno invoca Braschi. Ma l'Udinese non c'è e Giacomelli è vittima di regole impossibili

Si continua a parlare del fischietto triestino. Dimenticandosi dove stanno i problemi

Qualcuno  invoca Braschi. Ma l\u0027Udinese non c\u0027è e Giacomelli è vittima di regole impossibili

Qualcuno, oggi, su siti internet sostiene che l'arbitraggio di Atalanta-Udinese sia stato osceno. Si invoca a Braschi, colui che dovrebbe intervenire per dire qualcosa a proposito. Ma che dovrebbe dire il capo degli arbitri? Che qualcuno più in alto di lui ha deciso di porre modifiche a una regola, quella del fuorigioco, già complicata di per sé. Che oggi è ancora più complicata e che chiunque diriga una partita può sbagliare? Direbbe cose ovvie, che si accettano sportivamente, perché quel che è accaduto a Bergamo è figlio della mente complicata di Sir Blatter, non di Giacomelli.

Sempre qualcuno sostiene che mandare a dirigere un fischietto triestino sia stata una scelta scellerata. Ebbene, costui si dimentica che Fabio Baldas, anni fa, arbitrava (bene) l'Udinese, che Giacomelli - episodio a parte - non ha demeritato, che, comunque, anche il Genoa potrebbe dire che aver mandato Martedì scorso un arbitro dell''amica' Vicenza non sia stata una scelta felice.

Insomma fare i difensori dell'impossibile, quando l'Udinese è in crisi non da Bergamo, ma almeno dalla gara col Liberec, appare quasi tenero. Per non confondere i lettori serve puntare l'attenzione dove serve: ovvero che la squadra bianconera oggi come oggi è inguardabile, e se si vuole parlare di arbitri, bisogna puntare l'indice con chi crea regole impossibili, non con chi cerca di applicarle. In buona fede, perché se così npon fosse allora non si dovrebbe nemmeno seguire questo sport.

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