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Non tutto il mondo è paese

Non è vero che a Genova i tifosi sono migliori (basti ricordare la gara col Siena). Meglio valorizzare Udine che elogiare gli altri

Non tutto il mondo è paese

Guidolin, più o meno volontariamente, ha lanciato il sasso, facendo apertamente i complimenti al pubblico genoano che non contesta e sostiene i suoi. Il buon Francesco non ricorda quanto accaduto nel recente passato sotto la Lanterna: cori, contestazioni verso giocatori e società, occupazione di uno stadio (la famosa Genoa-Siena, sospesa).

Il buon Guidolin nell’elogiare troppo gli avversaria, sul campo e fuori, rischia davvero di creare una spaccatura dentro casa sua. E’ innegabile che nel tifo bianconero ci sia chi non vede più di buon occhio il tecnico di Castelfranco, spesso accusato proprio di sminuire all’infinito la realtà dove vive. Pur definendosi friulano, ha lanciato più di qualche sasso verso i suoi tifosi:  a Novembre afferma che "pensavo che queste cose qui non potessero succedere (in riferimento ai fischi a Lazzari, ndr). Invece come in tutte le altre piazze di Italia i giocatori vengono contestati. All'estero non accade”.

A gennaio, durante il faccia a faccia con i tifosi avrebbe detto, invece che “Chi viene allo stadio ha diritto  di pretendere un confronto e contestare. A me fanno incazzare invece quelli che non vengono e che protestano. Qui lo stadio è sempre mezzo vuoto, giochiamo sempre fuori casa”.

Insomma, è evidente che per Guidolin Udine non lo sostiene e non sostiene la squadra come vorrebbe.

Vecchio problema: perché da un lato è vero che in Friuli i fischi sono facili. Li hanno provati sulla loro pelle i vari Virdis, Iaquinta, Zaccheroni, Spalletti, tanto per fare solo alcuni nomi. A Udine la squadra deve trascinare la gente, è difficile aver visto il contrario e questo è vero. Però a Udine qualunque contestazione rimane nei limiti, le opinioni anche se divergenti sono aspre a volte, ma sempre tenute a bada. Questa è stata sempre la fortuna del club, che ha potuto sbagliare, prendendosi la giusta dose di critica, ma sapendo anche che si può andare avanti con tranquillità, cosa che altrove non succede,  Genova compresa.

E’ altrettanto vero che per regalare passione basterebbe poco: smettere di parlare sempre di trampolino di lancio, smettere di sminuire Udine elogiando gli avversari, smettere di sentirsi l’eterna provinciale alla quale anche un pari in rimonta dei rossoblu deve andare bene. Sono queste le cose che dividono, oramai, molti tifosi dalla filosofia del tecnico e del club. Il solo DS Giaretta, fin qui, ha cercato di dare segnali diversi in tal senso, dimettendo certe parole e cercando di dare una nuova linea. Questo gli va riconosciuto, specie in un anno complicato come questo.

#Guidolinstaisereno si va dicendo in questi giorni: in effetti, dovrebbe cercare più ottimismo, trovando spunti per il futuro piuttosto che per punzecchiare i tifosi. Lui negherà che le sue parole fossero rivolte direttamente al popolo bianconero, ma chissà perché molti le hanno interpretate proprio come una frecciatina.

Guidolin ritrovi la serenità che aveva nei primi anni: capiamo tutti che fare sempre le nozze con i fichi secchi è complicato, ma per trovare più sostegno si liberi dalle sue paure. "È un’annata normale la nostra. Non possiamo competere quest’anno con le squadre che adesso hanno 35-36 o 40 punti. D’altra parte abbiamo un certo tipo di politica e di budget: una politica che mi sta benissimo, ma bisogna capire che non sempre si possono fare stagioni che terminano con una qualificazione alle coppe". Vero, come è vero che voler competere anche con chi è superiore non è un delitto. I complotti a Udine non esistono: anche se di opinioni diversi, da queste parti la bandiera la si sente propria ed è per quest che tutti la vorrebbero solo più valorizzata.

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