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Mandi 'Friuli'

L'impianto sta per essere oramai smantellato. Il nuovo avveniristico stadio arriverà nel 2015, intanto la storia racconta che...

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Mandi, caro vecchio 'Friuli'. Non è l'addio ai monti manzoniano, ma solo l'addio al vecchio stadio. Prima agognato negli anni '70, poi grazie alla lungimiranza dell'allora sindaco Candolini, la prima pietra dalla quale ha preso forma un impianto che oggi appariva vetusto,mma che in sé racchiude la storia di un club, di un popolo, di una regione.

La storia di chi in quell'impianto vedeva la rinascita dal terremoto, la forza di rialzarsi anche costruendo impianti che andassero al di là delle case, perché le infrastrutture creano lavoro diceva già allora il sindaco, e perché questo deve dimostrare l'operosità dei friulani - aggiungeva -. Poi il simbolo di un popolo che in quello stadio allora a avveniristico, prima solo con quel maestoso arco, poi col 'Csomo', poi con i seggiolini numerati vedeva in esso la sua voglia di dimostarre che non siamo solo gente dura di confine. Propio l'arco, come un ponte, appare come un simbolo di unione tra due punti.

Infine la stria del club, cresciuto anche grazie al 'FRiuli', prima con Sanson, poi con Mazza infine con Paròn Pozzo. Tre presidenti che nella storia, assieme a Bruseschi, avranno sempre un posto d'onore.

Oggi si sta demolendo: il progresso prevede che si debba avere impianti più a misura di calcio. Allora, negli anni '70, la pista d'atltetica (obrobrio per la visione lontana del campo e inutilizzata) sembrava un vezzo. Allora c'era perfino la casetta del custode, il signor Giovanni, che di storie ne ha viste tante nella sua vita da quella postazione in cirva Sud.

Poi le partite.

Ne scegliemo cinque per ricordarlo, oggi che oramai è per lo più demolito e che fra un anno vedrà alla luce il suo degno erede.

 

5) UDINESE-CAGLIARI, Sere B 1978. Vagheggi ci racconta spesso che quella partita al di là del risultato, la ricorderà sempre perché assiepati sull'arco fino in cima c'erano centinaia di persone che avevano scavalcato i cancelli di sicurezza e si erano incamminati fin lassù per guardare dall'alto le gesta di quella squadra forgiata da Giacomini che tanto somigliava all'Ajax.

4) UDINESE-INTER Serie A 1997. E' quasi una normalità purtroppo vedere oggi l'impianto friulano pieno di avversari quando arrivano le cosiddetet big. Una moda nata dopo l'addio di Zico, dove non c'era proprio spazio fisico per loro, se non in 'Curva Sud'. Da allora sempre più invadenti, ma quel giorno con la squadra di Zac che incantava - guarda caso giocando in stile Ajax col 3-4-3 - tutto il Friuli si era stretto attorno ai bianconeri e il gol di Bierhoff nel finale è stata l'apoteosi del tifo.

3) UDINESE-CREMONESE Serie A 1989. Maspero. I tifosi friulani ricorderanno sempre questo nome, o almeno quelli che sono presenti da tempo. 3-0 per la squadra di Mazzia, poi la rimonta firmata dal grigiorosso allo scadere. Sarà ricordato come l'anno delle occasioni gettate al vento, una salvezza alla portata, persa per le troppe leggerezze. Qualcuno fece pagare Mazzia perché considerato all'avanguardia con i tempi con la sua zona. Da lì a poco Sacchi col Milan fece sfraceli. Non è sempre questione di moduli.

2) UDINESE-SPORTING LISBONA CHampions 2005. La qualificazione targata Cosmi aveva fatto sognare. Punto. C'è poco altro da dire. Arrivare tra le grandi d'Europa è parso un sogno. Poi il campionato (e la coppa) sappiamo com'è andata, ma quel momento è stato magico, con uno stadio a inneggiare una squadra con limiti ancora invisibili ai più.

1) UDINESE-AJAX Uefa 1998. Che tra Udinese e olandesi ci sia un feeling tattico lo si capisce da come i bianconeri abbiano nel DNA sorta di indole offensiva da sempre ostentata. Piccoli sì, ma fieri do voler attaccare per non subire. Una partita che è strano venga messa in cima alla lista visto che coincisa con una eliminazione bruciante. Ma mai il FRiuli è stato così 'esplosivo', attaccato, partecipe, commosso, un tutt'uno con i suoi ragazzi.

 

Ognuno poi avrà le sue partite. Ognuno ha la sua storia friulana da raccontare legata allo stadio. E tutti avremo una storia da scrivere in quello nuovo.

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