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L'uomo dell'anno

Di Natale supera Basta nelle preferenze dei lettori per il 2013. Suo anche il gol più bello degli ultimi 365 giorni

L\u0027uomo dell\u0027anno

L’uomo dell’anno è ancora lui: Totò Di Natale è stato votato dai lettori di Udb come miglior giocatore del 2013. Su oltre duemila preferenze ricevute, il capitano sorpassa tutti con il 22 per cento. Segue Basta col 17 per cento.

Ma il capitano vince anche il sondaggio per il gol più bello di questi 365 giorni: la perla messa a segno contro il Chievo batte di gran lunga quella di Lazzari contro il Siroki col 60 per cento delle preferenze (su 1,500 votanti).

Tra i giovani vince Zielinski, che raccoglie il 13 per cento dei voti, contro il 6 di Bruno Fernandes.

Questi gli oscar della stagione che premiano, ancora una volta, il numero 10 bianconero. Se è vero eh gli ultimi 3 mesi sono stati al di sotto delle sue potenzialità, è anche vero che grazie ai suoi gol la prima parte dell’anno è concisa con la terza qualificazione europea consecutiva.

E’ facile di questi tempi parlare però di rottamazione. Del resto dopo l’avvento di Renzi alla guida del PD, sembra che tutto vada buttato via in questo Paese. Non è così, il vecchio va tenuto con da conto perché dalla sua esperienza può sempre nasce qualcosa.

Qualche tifoso chiede anche che a Gennaio arrivi un attaccante: ma il vero acquisto del nuovo anno dev’essere proprio Di Natale. Il quale deve però capire quando è giusto scendere in campo e quando no.

Significativo in tal senso un passaggio della conferenza stampa di fine anno di Guidolin: “Meglio quaranta minuti giocati bene, che tre partite di fila giocati mediocremente”. Mai frase è più adatta e come ha voluto sottolineare il mister, questo deve valere per tutti. “Ai giocatori questo concetto non piace - afferma sempre Guidolin - , ma è quello che penso”.

Appoggiamo completamente questo pensiero, consapevoli che quest’anno sta assumendo sempre più il sapore di campionato di passaggio. Un cambio generazionale inevitabile, che porterà Muriel a raccogliere il testimone da Di Natale, ma prima che questo avvenga serve prima di tutto che il colombiano cresca (mentalmente soprattutto) e per farlo serve anche una guida importante, uno che gli faccia capire che per spodestare il trono serve più che una sponsorizzazione. Di Natale ha questo compito, oltre che quello di garantire almeno in parte i gol che a inizio stagione tutti si attendevano da lui e dal colombiano (si diceva che era una coppia da 40 reti).

Alle sue spalle però il nuovo che avanza non può permettergli di pensare che può fare il re a tutti i costi. Per questo la frase di Guidolin è importante, è un messaggio chiaro.

L’uomo dell’anno però rimane ancora lui, piaccia o meno. In Friuli ci si dimentica troppo spesso cosa uno ha fatto e cosa può fare: non appena si può passare ai fischi si scatena una gara a chi ne fa di più. E’ una vecchia storia che si ripete e che fa considerare che oltre al salto di qualità che si chiede al club va fatto anche un salto di qualità da parte del pubblico.

Abbiamo detto che oltre a Totò è stato celebrato anche Zielinski: è finito nel dimenticatoio dopo un finale di stagione scorsa da protagonista. Oggi deve vedersela con Bruno Fernandes, siamo certi che dalla concorrenza possa nascere qualcosa di buono. La selezione naturale dirà chi ha il carattere per emergere, chi no. La loro età pretende che non si fermino mai, che non si deprimano per una panchina. Solo pensando che hanno ancora tutto da fare riusciranno ad affermarsi.

Ma questo è un concetto che va allargato a tutti, perché in una squadra come l’Udinese se viene a mancare la fame di successo vengono meno le fondamenta stesse del progetto. Gli ultimi mesi hanno messo in evidenza proprio questo e anche Di Natale deve ritrovare fame e voglia di stupire. Lo scettro è ancora nelle sue mani, ma la monarchia assoluta basata sull’iconografia non serve. Il nuovo anno deve farlo ritornare il condottiero.


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