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La chiusura degli stadi non serve (Di M. Storgato)

L'opinione di Massimo Storgato sull'ultima giornata di A

La chiusura degli stadi non serve (Di M. Storgato)

L’analisi della giornata parte dalla fine, dalla squalifica di San Siro. Credo che a pgare siano sempre le società, si cerca di dare un’educazione di fondo, ma lo spettacolo ne viene meno. Senza contare i disagi per le persone per bene,  bisogna ragionarci su.

Così si dà visibilità ai soliti quattro gatti che si pososno chiamare ignoranti e che si fanno belli della visibilità mediatica che ricevono.

Per il calcio giocato, chi ha scommesso sulla Roma ci guadagna tanto: è la più libera mentalmente, la più brillante. Ha ottimi giocatori, è una squadra che dirà la sua fino alla fine non avendo le coppe.

Totti in questo momento è stratosferico, sono d’accordo con Prandelli, meriterebbe la Nazionale, anche se da qui alla fine ci saranno alti e bassi alla sua età. Di Natale è un suo concorrente: da attaccante vive da episodi, ti risolve la partita anche se non lo vedi. Il confronto col giallorosso non è individuale, però, è di squadra: la Roma è prima, l’Udinese va ad alti e bassi. Di Natale in questo momento fa il bene della squadra, è un’equazione indissolubile con essa, ma lo si dice da tempo.

Sui bianconeri aggiungo che difficilmente le squadre abbinano bel gioco a risultati, questo è il pallone ragazzi!

Tornando alla Serie A, Juve, Napoli, oltre ai giallorossi stanno facendo campionato a sé. La sorpresa è il Verona che sfrutta l’entusiamso e la fame di una città che mancava da anni nella massima serie. 

Il Milan fatica, ma non mi sorprende. Ha un sacco di infortuni, la fase difensiva non è eccezionale, sta pagando caro tuttonquesto, non so come e quando si risolleverà.

Balotelli? Il codice etico se c’è va rispettato, ma eccezioni ce ne sono state già a suo tempo. Prandelli ha le sue ragioni, da esterno dico che sa bene cosa fare, ho tanta stima di lui, c’è solo da imprarare su come gestire i giocatori.


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