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Il giorno dopo

A mente fredda la vittoria col Sassuolo porta alcune domande

Il giorno dopo

Il giorno dopo Sassuolo-Udinese, la pancia è certamente più piena. Tre punti, in fondo, sono sempre tre punti. Ma dover ammettere che il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto (Brkic ha salvato più volte il risultato), fa capire come l’Udinese sia quanto meno convalescente dalla sua malattia esotica.

Ammesso e non concesso che la via della guarigione sia stata intrapresa. Perché Francesco Guidolin ha sì portato la sua squadra a vincere per la prima volta in questo campionato fuori dalle mura amiche, ma ha ostinatamente mandato in campo una squadra che ha palesato sempre gli stessi problemi di fondo.

Una tenuta atletica precaria, prima di tutto. La seconda parte della ripresa (ancora una volta in superiorità numerica) è stata una sofferenza. Non sono bastati i cambi a dare vitalità alla squadra. Forse, e ribadiamo forse, la paura ha fatto novanta. Ma una squadra che per tre anni ha conquistato l’Europa, che ha giocatori oramai avvezzati, può dover soffrire così una neopromossa tutta foga e poco altro? No, a nostro parere c’è qualcosa che non va nelle gambe e si ritorna ai problemi già descritti e che nascono nell’estate scorsa e in quella strana preparazione, fatta per un bel po’ senza il capo.

Altro punto su cui riflettere è come Guidolin possa sempre affidarsi a certi calciatori palesemente fuori fase. Fare il nome di Lazzari è perfino superfluo, ma al di la dell’ex Fiorentina anche altri elementi non sono in forma. Vincendo la sufficienza è praticamente d’obbligo, ma se non ci fosse stato il buon Brkic siamo certi che ora staremmo qui a parlare di una situazione ben diversa. L’Udinese ha alternative, la rosa costruita dalla società in estate, è forse la migliore degli ultimi tre anni per qualità e - soprattutto - quantità di soluzioni. Eppure ci si nasconde dietro il dito della gioventù che va preservata, quando, invece, la giovane età è spesso motivo di vivacità, intraprendenza, competizione.

Il modulo è sempre il solito: appare oramai chiaro che - anche a causa della scarsa forma - si stenta. Nella ripresa un baricentro già basso si è abbassato ulteriormente. anche qui i giocatori a disposizione danno la possibilità di giocare con più metodi. 

Ora l’Inter all’orizzonte. Con il tarlo che l’Udinese riesca, bene o male, a ottenere i tre punti sempre dopo una sconfitta, quasi per reazione nervosa. Contro i nerazzurri è superfluo dire che non sarà giocare come contro il Sassuolo. Serve ben altro, ma serve porre rimedio ad almeno a qualche punto di quelli sopra citati. 

E se per la forma fisica bisogna avere pazienza, prima o poi arriverà, sul resto si può lavorare.

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