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#Guidolinstaisereno

Il tecnico sta per eguagliare Bigogno, ha un contratto fino al 2017 e uno staff costruito ad hoc: ma deve rinnovare il progetto e le ambizioni

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Francesco Guidolin è il tecnico che ha lasciato più di altri il segno sulla panchina udinese: Domenica a Marassi l'allenatore di Castelfranco raggiungerà addirittura Giuseppe Bigogno, l'allenatore del secondo posto del 1954-55, con 172 presenze.
Guidolin ha conquistato fin qui 80 vittorie, 38 pareggi, 53 sconfitte, record che può essere battuto tranquillamente in questa stagione.

Intanto fino ad oggi Guidolin ha anche incassato la fiducia incondizionata del club, che la scorsa estate gli ha rinnovato addirittura il contratto fino al 2017. Lui ha incassato questa fiducia smisurata anche dopo le 4 sconfitte consecutive, quando già aleggiavano voci su Zola.

Ma Guidolin può stare davvero sereno come gli è stato detto fin qui, oppure come Enrico Letta deve temere l'avvento di un Renzi bianconero? Domanda da un milione di dollari, perchè se da un lato l'allenatore bianconero ha manifestato il sogno di sedere in panchina nel nuovo stadio, c'è anche chi sostiene che i fischi che più di qualche tifoso gli ha tributato quest'anno non gli sono andati giù.

Frasi ad effetto ne ha poi dette: dopo l'eliminazione in Coppa col Braga aveva minacciato dimissioni, col Toro quest'anno la replica, due anni fa dopo la conquista del terzo posto non sapeva se rimanere o meno causa stress. La stessa tensione che ha determinato il suo ritardo in ritiro il luglio scorso, in accordo col club.

Segnali di un divorzio a fine anno non ne sono arrivati, per questo l'hashtag 'Stai sereno' è più attuale che mai: il sogno Nazionale sembra destinato a rimanere tale. La vittoria in Coppa Italia avrebbe potuto rilanciarlo, ma tutti sappiamo com'è finita. Per la 'Panchina d'oro' di Castelfranco la corsa su Allegri e, in seconda battuta, su Zac sembra persa.

Guidolin non ha mai fatto mistero di ambire a una nazionale dopo aver chiuso con Udine. Per ora offerte non sembrano esserci, in Friuli è trattato - nonostante tutto - come un re: nessuno in Serie A può vantare, infatti, uno staff costruito ad hoc al suo fianco.

Proprio questo punto è anche uno scoraggiamento a cambiare: il club dopo aver faticato nel mettere assieme così tanti tasselli (da Viviani fino a Bortoluzzi pasando per Trombetta e Miano per citarne alcuni), se mai dovesse scegliere altre strade si ritroverebbe con un problema non da poco, visto che di solito i tecnici si portano dietro i loro collaboratori. A Udine un allenatore deve, invece, accettare di allenare e basta accettando le scelte della società in tutti i sensi, sia sul mercato sia come collaboratori. Guidolin in tal senso è una garanzia, uomo-azienda da sempre.

Per cui da qui a Giugno deve stare davvero sereno: la salvezza è alla portata, del resto chi sta dietro è più che mai imbarazzante e non è di certo ai livelli dell'Udinese. La sua squadra, però, deve trovare coraggio: coraggio di ostenatre tutto il potenziale offensivo, coraggio di lasciare fuori chi non meriterà, coraggio di imporre il gioco senza attendere quello altrui, lui anche il coraggio di essere un po' più spregiudicato fuori dal campo.

Onestamente una stagione opaca può capitare, specie dopo tanti risultati ottenuti in campionato. Ora però serve una svolta, proprio come si chiedeva a Enrico Letta. Una accelerazione nel programma, un progetto rinnovato nello spirito e anche nei contenuti.

Per adesso Guidolin non ha un Renzi alle spalle e questo lo deve far stare ancora più sereno, perché il suo destino se lo può scrivere in pace. Però attenzione, Francesco, a non finire nella melma della mancanza di ambizioni: perché a quel punto quel 'stai sereno' rischia di suonare sinistro visti i recenti precedenti.

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