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Gli accenti giusti

L'Udinese perde ancora, i problemi sono evidenti

Gli accenti giusti

Contava lo spirito e non il modulo, diceva Francesco Guidolin alla vigilia della gara. Eppure l’Udinese è scesa in campo con lo spirito di chi vuole ottenere un punticino che fa brodo. Insomma nulla di nuovo all’orizzonte, se non ulteriore passo indietro, anzi lo stesso passo tenuto col Genoa, con la Lazio, con il Liberec (in Rep. Ceca). Una squadra che sembra smarrita nello spirito, più che nelle testa. Una squadra che ha un problema di approccio alla gare come dice il suo tecnico, ma che - indubbiamente - ha anche un problema fisico.

Cosa fare per voltare definitivamente pagina? Innanzi tutto portare un po’ di ‘solarità’ nello spogliatoio. Un allenatore che si lamenta per qualche fischio, che ha rinunciato a due grandi squadre per rimanere nella ‘sua’ Nazionale, ma che la reputa una  provinciale, forse può creare qualche piccolo controsenso in termini. Perché questa Udinese che tutti decantavamo in estate, non può essersi smarrita.

Forse conta l’eliminazione in Coppa, forse qualcuno è appagato, forse la forma non è ancora ottimale (come può, avendo cominciato in anticipo la preparazione?), forse c’è anche dell’altro.
Fatto sta che solo Guidolin ha le chiavi per cambiare marcia, ma se l’approccio alle gare dev’essere modesto come le sue parole, forse è bene che si ponga l’accento giusto sui temi giusti.

Intanto registriamo un’involuzione continua di Pereyra, Lazzari è uno dei ‘preferiti’ del tecnico , ma non risponde presente, Nico Lopez entra quando oramai tutto è deciso. Contemporaneamente se Di Natale non gioca, la squadra appare imballata. 

Accenti, per l’appunto, su parole incompiute.

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