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Germania 2.0: 7-1 e molto di più

Germania 2.0: 7-1 e molto di più

Rastatt è una piccola cittadina nel Land del Baden Wurtemberg, regione tedesca al confine con Svizzera e Francia. Rastatt è ricordata nei libri di storia perchè ospitò nel 1714 le rappresentanze di Francia e Austria-Ungheria per la stipula del Trattato che doveva chiudere il conflitto tra i due stati nella Guerra di Successione spagnola.

In questa piccola città nacque 46 anni fa Christian Seifert, CEO della Bundesliga e uomo che ha ristrutturato il calcio tedesco dopo i Mondiali sudafricani del 2010. Seifert ha scritto nero su bianco le sue regole che sono state quasi imposte alle società calcistiche tedesche per poter rialzare una baracca che stava sprofondando in un pericoloso regresso soprattutto in termini di ricambio generazionale per la squadra nazionale tedesca. In una recente intervista per un giornale sportivo teutonico Seifert ha così spiegato la sua rivoluzione:"Il nostro segreto è semplice: abbiamo tante regole e i club le seguono".

Prendendo in considerazione le ultime parole viene da pensare che per cambiare il calcio serva solo il pragmatismo tedesco. Il 7-1 rifilato ai superfavoriti e supertutelati brasiliani ne è la conferma. I gangli vitali toccati dalla rivoluzione di Sefert sono stati: stadi, settori giovanili dai parametri obbligatori per i 36 club pro, rigidità economica. Prendendo in considerazione il primo dei tre punti, gli stadi, c'è da dire che in Germania molte società, vedi Bayern, Borussia Dortmund, Werder Brema, Stoccarda, hanno stadi nuovi e di ultima generazione, addirittura il nuovo Weserstadion di Brema è stato costruito nel rispetto delle elementari norme ecologiche con pannelli solari che ne aiutano la produzione di energia.

Il secondo punto riguarda i settori giovanili delle società tedesche. Ebbene la Bundesliga nel solo anno 2012/13 ha investito 80 milioni di euro nei settori giovanili (+3,3 per cento rispetto al 2011/2012), facendo lievitare a 820 milioni il totale dei fondi destinati alle “accademie del calcio” dal 2001. Tutto ciò ha portato alla crescita della presenza di giocatori tedeschi nelle squadre di vertice del campionato nazionale più importante e, di conseguenza, nella nazionale. Se si analizzano le formazioni delle squadre tedesche che sono giunte nelle prime posizioni nell'ultima stagione si noterà come nei reparti principali ci sia la presenza di uno o più giocatori tedeschi.

Infine la rigidità economica oltre a guardare ai bilanci guarda prima di tutto agli introiti degli stessi atleti: i costi per gli stipendi di giocatori e staff sotto contratto nella Bundesliga assorbono il 39% del fatturato, un’incidenza impensabile per gli altri campionati europei, assestati oltre il 65 % di media. La ricetta e le regole che hanno riavviato la macchina del calcio tedesco non ha sottovalutato coloro che, attraverso le loro spese, per merchandising, alimentazione, abbonamenti, trasferte e biglietti, permettono al carrozzone di continuare a funzionare: i tifosi.

Sefert continua: "La tutela dei tifosi per noi è intoccabile. Una sola partita notturna al venerdì, a inizio weekend. No alla partita a mezzogiorno, anche se ci preclude il mercato asiatico. I nostri tifosi in trasferta, che hanno diritto al 10% dei biglietti, non possono viaggiare prima dell'alba per andare negli stadi". Queste, invece, le parole di Rumenigge, amministratore delegato del club più titolato e più ricco di Germania, il Bayern Monaco, in una intervista al "The Guardian":“Abbiamo a cuore la responsabilità sociale di una società di calcio – dice Rumenigge – così riserviamo biglietti costosi per le aree business, e grazie ad essi possiamo permettere a tutti di acquistare un biglietto a 7,50€ per seguire la partita in curva, un prezzo inferiore a qualsiasi ticket di qualsiasi cinema. E’ bello pensare che un ragazzo povero, magari senza lavoro, possa andare allo stadio ha guardare la partita. Penso che uno dei motivi di maggior successo della Bundesliga sia proprio questo: grazie ai costi ridotti gli stadi sono sempre pieni, i tifosi si divertono, e anche chi guarda il match da casa trova una grande scenografia”.

Nel 7-1 di ieri sera c'è anche tutto questo, oltre, ovviamente, alla bravura tecnico-tattica di Loewe e dei suoi ragazzi. In Germania l'hanno capito ed ora si stanno per giocare la finale dei Mondiali.

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