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Fantasmi da scacciare

Spettri si aggirano al 'Friuli': mentre il tecnico ci convive, altri li cacciano

Fantasmi da scacciare

Leggendo forum, social networks, commenti, si capisce una cosa: che i friulani oggi si sentono ‘diversamente bianconeri’. Il tifo verso la benamata non si discute, non si discuterà mai, ma l’insoddisfazione verso alcune scelte tecniche (abbinate ad atteggiamenti), continua a non passare inosservata.

Guidolin lo sa che il suo rapporto con il tifo friulano non è più all’apice del gradimento, colpa dei risultati, come sempre avviene nel calcio. E’ la sindrome di Oronzo Canà: la famigerata inversione di rotta legata a doppio mandato con l’andamento della squadra. Dopo la terza eliminazione dal preliminare (questa volta ingiustificabile), dopo un avvio lento caratterizzato da partite decisamente brutte, dopo un precampionato incolore, salgono le critiche. E’ normale, chi era un eroe diventa un c..., per poi, magari, ornare ad essere eroe nel momento in cui le cose dovessero tornare ad andare bene.

Ma quest’anno, a differenza degli ultimi, il calendario non sembra portare fortuna: le squadre forti arriveranno nel clou del campionato, non più all’inizio quando sono più ‘malleabili’. Un dato, questo, da non sottovalutare.

Ma oltre ai risultati negativi, quello che per alcuni tifosi appare sempre più irritante è l’atteggiamento di Guidolin: modesto, troppo modesto, tanto che perfino affrontando una squadra di dilettanti come il Siroki predica umiltà. Ovviamente nel calcio serve rispettare tutti, ma quando l’atteggiamento in campo replica le parole dette fuori, allora è evidente che qualcosa non vada. Si parla di un problema mentale, in effetti la squadra appare imballata, contratta, prevedibile. Non c’è spazio alle novità, e anche questo allarga la spaccatura con parte dei tifosi. Perché questa Udinese ha soluzioni in  casa, ma sembrano chiuse nel frigorifero, come già accaduto in passato.

Forse c’è paura a fare scelte, forse c’è paura di non essere all’altezza della situazione. Rimane il fato che mai come oggi l’indice di gradimento verso Guidolin sta scendendo. Certo non è a livelli critici, e rimane tutto sommato di fiducia, ma il trend è evidente e nasconderlo sarebbe una falsità.

Poi il mister ci mette del suo. Non può lamentarsi sempre. Se crede di aver rinunciato a grandi squadre (Roma e Napoli la scorsa estate, ndr) per l’Udinese, allora questo è un gesto d’amore, ma che non va rinfacciato come del resto tutto l’amore non va ostentato. 

Se poi la rinuncia, invece, deve diventare un peso, allora i discorsi cambiano.

Rimangono, intanto, i problemi: fantasmi che aleggiano tra le sale del ‘Friuli’, dove nessuno avrebbe pensato a un avvio di stagione tanto tribolato. 

Del resto la squadra c’è, però senza stimoli non si va lontano. Senza fame non arrivano i risultati. E, soprattutto, non si può andare avanti a intermittenza solo come reazione a qualche critica.

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