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Distorta visione della realtà

Udinese ancora in divenire

Distorta visione della realtà

Un tempo per chi non si allineava alla visione che gli amministratori della vecchia URSS avevano o pretendevano di avere del reale si diceva che era affetto da "distorta visione della realtà". Questo è un po' quello che ci viene da dire al termine del poker rifilato dalla Samp al domicilio bianconero e soprattutto dopo le dichiarazioni del dopo partita del tecnico Stramaccioni che non sa proprio ammettere la cocente figuraccia rimediata dal proprio undici al cospetto di una formazione, quella di Mihajlovic, ben compatta e che ha saputo allargare la retroguardia friulana colpendo poi in contropiede con i "portatori d'acqua" di colore che una volta di più hanno dimostrato che nel calcio i polmoni servono eccome. Dal canto nostro non è assolutamente vero che l'Udinese sia stata in partita soprattutto nella seconda parte di gara quando i blucerchiati prima del 2-0 hanno sfiorato la segnatura con Muriel fermato dal baluardo Domizzi sulla linea ma, soprattutto, hanno dimostrato molta più organizzazione tattica della squadra bianconera e il fischiatissimo(magari ingenerosamente) Muriel è riuscito a portarsi via mezza difesa creando gli spazi giusti per l'inserimento dei centrocampisti oltre agli assist per i gol dei compagni. Questi sono fatti che forse si fatica o non si vogliono proprio mettere in evidenza. Come non si vuole mettere in evidenza il fatto che proprio il Muriel visto al Friuli è un giocatore che sorride come voleva Mihajlovic e sorride non solo andando a complimentarsi con i compagni ma anche rientrando in difesa e dimostrando che se l’uomo Muriel fosse stato capito meglio, senza ora fargli tutti i complimenti per la carriera, sarebbe magari diventata quella risorsa in più da sfruttare nella prossima stagione.

Quello che invece va detto e nelle parole del tecnico, questo sì, si è detto, è che dopo il raddoppio della Samp sono mancate le motivazioni e di questo aspetto si potrebbe parlare a lungo perché quante volte in stagione questa squadra è mancata in personalità o in identità dimostrando una fragilità tattico-fisico-mentale disarmante che in qualche caso è stata nascosta come la polvere sotto il tappeto dalla Fortuna venuta in soccorso?. Questa è la realtà dei fatti di una stagione interlocutoria finché si vuole ma che deve far riflettere gli addetti ai lavori soprattutto sulla presa di coscienza che la squadra per il prossimo anno dovrà assolutamente crescere in carattere e orgoglio altrimenti si farà l'errore ancor più grande, di sopravvalutarsi mettendo ancor più polvere sotto il tappeto e non avendo modo di recuperare i punti in classifica persi solo perché la dea Fortuna non è più dalla parte bianconera. Il 4-1 ci può anche stare, magari perché siamo a fine stagione, magari perché le motivazioni non sono le stesse dell'inizio di stagione o magari perché, come ripetiamo, non si vogliono vedere le pecche di una squadra che dal raggiungimento dei punti salvezza, più per mediocrità di chi sta sopra e sotto di te che per veri meriti acquisiti sul terreno di gioco, ha iniziato a vivacchiare alla giornata consapevole che il proprio compitino era stato portato a termine e nulla più si doveva aggiungere al proprio fine di stagione.

Questa è ed è stata l'Udinese che Stramaccioni continua a salvare e difendere a spada tratta, guai se fosse il contrario, ma che dal di fuori è parsa una fabbrica in divenire tanto quanto lo stadio che fa da corona al prato sul quale gioca. Una squadra che anche in questa stagione è stata paurosamente "Di Natale-dipendente" e che, fortunatamente, ha trovato un Thereau, lui sì, vero partner e uomo-gol che ha tirato fuori spesso e volentieri le castagne dal fuoco regalando punti importanti su campi scomodi o comunque al termine di prestazioni non certo memorabili. Inoltre l'Udinese di Stramaccioni ha trovato dal cilindro un portiere degno del proprio nome che ha molte volte cancellato con i suoi prodigi degli evidenti limiti di una difesa che, anche contro la Samp, ha dimostrato uno squilibrio tattico che ha lasciato buon gioco agli avversari anche a ritmi di gioco da Primavera inoltrata. Il bilancio quindi dice che l'Udinese è salva ma non sana o perlomeno non consapevole forse dei propri mezzi e se la mente in panchina di questa squadra continuerà a non denunciare i limiti della stessa partendo dall'autocritica, il futuro avrà una enorme incognita tenuto conto che nella prossima stagione non ci sarà un Parma tagliato subito fuori, un Cesena e un Cagliari dall'organico non proprio attrezzato per mantenere la categoria. Inoltre il campionato di quest’anno ha anche evidenziato la confusione societaria di molti club della nostra Serie A, illustri e meno illustri, che hanno fatto buon gioco nel guadagno di punti salvezza, errori ad esempio nella scelta tecnica o dei giocatori che si presume non saranno più ripetuti soprattutto da parte di quelle società con bilanci non proprio ortodossi o che devono assicurarsi posti in Europa, leggi Milan e Inter. Speriamo che le notti estive portino consiglio altrimenti nella prossima stagione non ci si potrà più permettere una visione della realtà quantomeno accomodata se non distorta perché si rischia di risvegliarsi quando ormai la realtà, quella vera, dirà che è troppo tardi e che Di Natale, purtroppo, non è dotato dell’eterna giovinezza. L’URSS alla fine è crollata e tutti sanno come, speriamo che anche l’Udinese non faccia la stessa fine.

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