Chapeau

La gara della verità

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La partita della verità. Un banco di prova durissimo per l'Udinese malaticcia di questi tempi. Sbarca al Friuli la splendida creatura di Montella, il complesso di squadra che esporta il più bel gioco del torneo. Schieramento annunciato quello di guidolin con la difesa a 4 ripristinata grazie allo spostamento in avanti di Basta quale cursore di fascia, sopravanzato sulla linea teorica dei trequartisti alle spalle dell'unica punta Toto di Natale. Una linea questa completata da Pereyra e Bruno Fernandes sul versante opposto. Pinzi e Lazzari al centro con l'ex viola in cabina di regia, escluso Allan. La Fiorentina di Montella sbarca sul friuli con il solito atteggiamento spavaldo con il centrocampo infarcito di qualita tecnica elevata e con i due esterni larghi (Cuadrado e Joaquin) ad affiancare Pepito Rossi. La connotazione sessuale calcistica delle due squadre tuttavia rimane invariata, con la fiorentina che si conferma squadra maschia che fa la partita, depositaria del possesso palla, mentre l'Udinese squadra femmina, attendista e pronta a ripartire con le ali che si sprecano in un enorme lavoro in fase di non possesso al fine di recuperare la sfera. L'impatto sulla gara è positivo da parte della squadra bianconera: lo schieramento permette infatti di coprire ad hoc le zone del campo intasate solitamente dai ricami viola, inoltre i terzini bianconeri spingono, specie con Silva, a sinistra costringendo anche sulla difensiva la manovra viola. Non cambia lo schieramento tattico dopo la sostituzione di Pinzi (trauma distorsivo al ginocchio) con Allan. Insomma un 4 4 1 1 di derivazione 4 2 3 1 di fatto, che tatticamente funziona. L'Udinese si difende bene e va al tiro (Lazzari- Silva). Con il passare dei minuti però sono i viola a rendersi piu pericolosi anche se le azioni nascono da invenzioni personali (Cuadrado in dribbling miracolo di Brkic) e da un lancio dalle retrovie, una torre di testa e l'inserimento di Aquilani da dietro (con Hertaux che sonnecchia) e parata di Brkic L'Udinese sa però affondare con i Terzini, e specie con Silva si rende insidiosa anche al tiro.La squadra accompagna le azioni d'attacco, e le soluzioni per i portatori di palla ci sono, come anche i palloni che piovono in area, e Di natale riesce ad andare alla conclusione scaldando il piede. Ed è cosi che a piede caldo, su un piazzato (guadagnato da un dirompente Silva a sinistra) Totò pennella in mezzo una traiettoria resa più velenosa dalla deviazione di Pereyra di testa, con Hertaux che depone in rete. Il primo tempo va in cantiere con un vantaggio meritato dei bianconeri. Meritato perchè lo schieramento tattico voluto da Guidolin permette di coprire gli spazi, i tempi del pressing a centrocampo dei bianconeri sono sempre scanditi dalle lancette di un orologio con l'ora giusta, impedendo che il motore bianconero vada fuori giri, sul palleggio viola. Prova ne è che le occasioni della Fiorentina nascono non dalla manovra ragionata, ma da estemporanee accelerazioni di Cuadrado, o da lanci lunghi. L'Udinese insomma manovra meglio, e accompagna con i terzini.

La ripresa comincia con un altro cambio obbligato per Guidolin, costretto a rinunciare anche ad Hertaux per un guaio muscolare. L'Udinese continua ad addormentare la manovra viola, impedendo alla squadra di Montella di alzare i ritmi di gioco; è anzi la squadra bianconera a rendersi maggiormente pericolosa grazie al continuo pressing di Fernandes e Pereyra (ottima partita) e alle indecisioni di Neto, che pasticcia sulle uscite. Insomma una fiorentina che non riesce a trovare il filo del discorso, il suo palleggio è sempre più balbettante e dislessico, mentre l'Udinese rimane piu lucida anche in fase di impostazione, Con Silva (tra i migliori) che sgasa sulla fascia e crossa pescando sempre pericolosamente Di natale, che prova con volè spettacolari ad impensierire Neto. Con il passare dei minuti la Fiorentina si incarta sul pressing bianconero, e si allunga nei reparti, e L'Udinese riparte velenosa tra le linee, Con Pereyra Fernandes Basta il subentrato Muriel e l'onnipresente Silva, costruendo la bellezza di almeno 5 nitide occasioni da rete, dove Neto si deve superare, e con Widmer che riesce a divorarsi la più colossale delle occasioni sfornatagli davanti alla bocca da Fernandes. L'Udinese chiude in avanti e in dieci per lo stiramento di Muriel al tramonto di un'accelerazione poderosa conclusa con tiro su Neto.

Vittoria quindi legittima da parte dell'Udinese, che torna ad essere squadra contro quella che è definita LA SQUADRA per antonomasia del torneo. I bianconeri vincono perchè sono riusciti a mantenere i ritmi alti sia nel pressing che nelle ripartenze, a manovrare in verticale con lucidità e precisione grazie al costante movimento senza palla anche dei terzini che attaccavano lo spazio, e grazie ad una condizione atletica finalmente ottima, che ha consentito loro di mantenere sempre i reparti serrati e corti. Unici nei, questa partita era da chiudere sul tre a zero, e gli infortuni di Hertaux e Muriel, entrambi di natura muscolare. Insomma torna il sereno in casa bianconera. Si chiedevano i tre punti, è arrivato anche il gioco. Chepeau!

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