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Casa dolce casa

L'Uidnese appare invincibile tra le mura amiche, mentre fuori è un pulcino bagnato

Casa dolce casa

Doveva essere un anno di transizione, un anno di restauri e ristrutturazioni, lavori in corso e calcinacci pericolanti.

Doveva essere un Friuli brutto nel presente e tutti proiettato nel futuro, ed invece anche quest’anno le care vecchie mura amiche si stanno dimostrando amuleto imprescindibile per la salvezza bianconera.

Un due a zero non bello ma tutto sommato meritato, un’Udinese che butta il cuore oltre l’ostacolo, sopperendo alle evidenti lacune a livello di gioco con una determinazione ed una tenacia da applausi.

Rispetto alla brutta vittoria (suona come un ossimoro, va bene, ma ci permettiamo la licenza poetica per esprimere il concetto) contro il Genoa, un passo avanti si è fatto.

Non solo a livello di risultato, ma anche sul piano del gioco.

Un passettino avanti, niente di che, ma di questi tempi bisogna mettere in cascina tutto quello che passa in convento.

Malino il primo tempo, meglio la ripresa, complice anche l’inerzia favorevole del vantaggio ed un avversario che non fa davvero nulla per vincere la partita.

E sul Cagliari, l’apertura di una parentesi è doverosa. Perché sulla carta, la formazione di Lopez sarebbe da settimo- nono posto, con un attacco non diciamo stratosferico ma di sicuro affidabile ed un’intelaiatura davvero interessante.

E invece. Invece l’undici rossoblù mette sul campo una prestazione opaca e quanto mai arrendevole, complici anche alcune scelte alquanto discutibili del proprio timoniere, che nel finale rinuncia a mettere la punta in più per tentare di recuperare lo svantaggio.

Ma tant’è.

L’Udinese ringrazia e porta a casa. Porta a casa 3 punti che suonano come oro zecchino e rimpolpano una classifica che si stava facendo pericolosa.

3 punti che servono come l’aria, ma non per questo tirano fuori l’Udinese dalle sabbie mobili. Perché la classifica dei friulani è una classifica “virtuale”, il cui peso specifico potrà essere valutato solo quando la banda Guidolin sarà passata sotto le forche caudine di Napoli, Milan, Juve, Roma ed Inter.

Finora, tutto sommato (anzi, togliamo pure il tutto sommato), ci è andata bene. Bruciano ancora i sei punti lasciati a Verona e Bergamo, ma le avversarie sono state – Lazio a parte- può che abbordabili. 

Squadre inguardabili, come il Genoa, arrendevoli, come il Cagliari, tutt’altro che trascendentali  come Parma e Bologna.

E’quindi presto per giudicare, o per tirare sospiri di sollievo. Ora arrivano quelle dure, le salite, per dirla nel gergo ciclistico che piace tanto al Mister, e l’Udinese sarà chiamata ad una virata pronta e decisa. 

Non tanto sul piano dell’atteggiamento mentale, quanto piuttosto a livello di gioco. 

La pausa sarà salutifera, senza ombra di dubbio.

E recuperi importanti come quelli di Pinzi e Domizzi non potranno che portare fieno in cascina alle riserve bianconere.

Per il momento ci si può permettere un cauto ottimismo, con la consapevolezza che, signori e signore, il difficile arriva adesso.

 

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