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Basta sminuirsi, vivaddio!

Guidolin sta vivendo il picco più basso di gradimento: ma è solo perché sta ridimensionando tutto

Basta sminuirsi, vivaddio!

Portino pazienza i tifosi bianconeri (come se non ne avessero mai avuta). Questa squadra è stata costruita per salvarsi, per cui ogni punto è d’oro, specie se conquistato contro il Sassuolo. Di certo contro l’Inter non si può competere. Altro bilancio, altro blasone, altre ambizioni.

Per cui la squadra deve dare più del massimo, sperando bene. Questa, sintetizzata, è la filosofia di Francesco Guidolin da Castelfranco. Allenatore che non è amato più come una volta: lo dicono i fatti (leggasi commenti su forum, social network e anche questo giornale). Non prenderli in considerazione significherebbe fare come gli struzzi o stravolgere la realtà come chi gli ha portato attestati di stima in conferenza stampa a nome di tutti. 

Purtroppo Guidolin attira su di sé critiche anche per l’ostinata, cocciuta determinazione con cui difende le sue scelte riproponendole ogni qual volta gli è concesso. La squadra gioca male, e soprattutto alcuni giocatori giocano male. E, poi, è ora di dire basta con questo ridimensionamento perpetuo della squadra bianconera! Basta sentirsi gli ultimi tra gli ultimi. Un po’ di sana ambizione, vivvaddio!

Non occorre scomodare il grande Joan Crujjff ("Il peggio è vincere 1-0, giocando a casaccio, tutti all’indietro, maltrattando la palla, cercando il fallo, nella convinzione che questa sia la strada, la formula, la filosofia”), basta ricordare Alberto Zaccheroni: “L’Udinese deve sentirsi grande per un semplice motivo: non esiste blasone, ma solo fame di vittoria. I record sono fatti per essere infranti, noi giochiamo per superarci”. Altri tempi, altro stile.

Oggi i tifosi bianconeri devono essere umili e dimessi. E, ovviamente, a loro non piace sentirsi così. Come biasimarli?

E, siccome, i nerazzurri hanno speso molto sul mercato e hanno un magnate indonesiano come presidente (che ama Ventola, non Ronaldo, ndr), allora sì che ci sarebbe da preoccuparsi seguendo la filosofia del tecnico.

Il punto è che la giusta preoccupazione va bene. Ma questa Udinese è talmente dimessa da far paura. Gioca male come da molto tempo non si vedeva, eppure ha un fior di rosa. 

La società dà l’impressione di dover difendere il tecnico, ma di sapere bene che ha lavorato (molto bene) per dargli ben altre scelte a disposizione.

Perché, ad esempio, Merkel elogiato in conferenza stampa dal tecnico non torva posto nemmeno come sostituto? Idem vale per Fernendes (pure lui elogiato), Nico Loez (elogiatissimo).

Tutti sperano non facciano la fine di Battocchio (‘per me è un professorino’, andava dicendo Guidolin).

Il tutto per far posto a Lazzari, difeso a spada tratta  dalla tv ufficiale dal nostro 5 in pagella contro il Sassuolo (come potrebbe essere diversamente?), ma oggi come non mai il giocatore meno apprezzato dal pubblico. Il Ds Giretta, che ha tra tanti meriti anche quello di metterci la faccia sempre, spiega al Messaggero Veneto che “Lazzari non sta rendendo come lo scorso anno, ma è un ragazzo che si applica e ha a cuore il destino della squadra molto più del suo. Proprio per questo va sostenuto e in questo senso vanno lettere le parole del mister. Con quel giudizio voleva far sentire la sua vicinanza al ragazzo. Le difficoltà ci sono, ma l’unica medicina per superarle sono il lavoro. Un allenatore è chiamato a fare delle scelte e queste vanno innanzitutto rispettate - spiega il ds dell’Udinese -. Guidolin in mano i giocatori per tutta la settimana, l’ultima parola spetta a lui. Poi ognuno è libero di esprimere una critica”.

La gente, si sa, ragiona con la pancia. Eppure capisce, percepisce, vede. E l’Udinese che si sta vedendo in questo avvio di stagione (da Liberec a Sassuolo) ha prodotto si e no 100 minuti godibili. Il resto è stato noia e - la sgradevole sensazione - che non ci sia il coraggio di cambiare per non dover guardare in faccia a qualche illustre personaggio.

Contro l’Inter non ci si può permettere la gara salvezza fatta a Reggio Emilia: serve altro. La speranza è che sia come ha detto Domizzi (‘questa è la strada giusta’), intanto i dubbi superano le certezze e servono risposte. 

L’Udinese, questa Udinese, ha una rosa che non ha nulla da invidiare al Verona tanto decantato, per fare un esempio. Ma guai a continuare a sminuirsi. Udine non lo merita, la squadra non lo merita, il club non lo merita.  L’Udinese, da tempo oramai, è nella situazione dove sta per dismettere gli abiti da adolescenti per prendere quelli di adulto affermato. Tornare indietro sarebbe il vero problema. Sempre che a qualcuno non vada bene sentirsi provinciale.

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