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Trombetta: mi auguro che Velazquez possa seguire le orme di Zac, Spalletti e Guidolin

L'ex bianconero a 'Telefriuli'

Trombetta: mi auguro che Velazquez possa seguire le orme di Zac, Spalletti e Guidolin

Alla manifestazione 'Gente come noi' che si è tenuta a Fagagna lunedì 3 settembre i premiati quest'anno sono stati Mara Navarria e Maurizio Trombetta, due sportivi friulani che si sono fatti apprezzare a livello nazionale. L'ex giocatore dell'Udinese oggi entrato nello staff di Allegri alla Juventus ha raccontato a 'Telefriuli' la sua esperienza nella squadra campione d'Italia e ha commentato la nuova Udinese.

Tanta gavetta e alla fine la Juventus: "Questo è il mio quinto anno alla Juve: quando è arrivato Allegri ho cominciato a lavorare con lui come collaboratore tecnico e ho raccolto tante soddisfazioni".

Alla Juve c'è uno stile. Lo hai imparato, lo senti? "Sì. E' una società fenomenale, ma lo è dal presidente, quindi è familiare ma organizzatissima: questa è la cosa piacevolissima, che ti fanno sentire in famiglia. E poi hai strutture, organizzazione e materiale umano per lavorare al meglio. Con Allegri ci conoscevamo dai tempi in cui ero collaboratore tecnico di Galeone al Perugia, lui era giocatore. Ci siamo ritrovati in questa occasione, con idee simili quindi con la facilità di collaborazione".

Nella Juventus è noto lo stile. Da fuori, vedi anche uno stile all'Udinese? "Lo stile Udinese c'è perchè la famiglia c'è da quasi 30 anni. In questi ultimi anni c'è stato qualche rendimento altalenante, ma lo stile Udinese è ben riconoscibile. Non ci sono più le qualificazioni in Europa degli anni di Zaccheroni, Spalletti e Guidolin che hanno portato a un livello fantastico per Udine. Mi auguro che tornino presto, che Velazquez possa seguire le orme degli allenatori che ho citato".

Da fuori come viene percepita la nuova Udinese? "Come una realtà particolare, perchè ci sono sempre tanti giocatori che a inizio anno sono degli sconosciuti e poi invece si rivelano di alto profilo; quindi come una squadra pericolosa. Oltretutto quest'anno ci giochiamo contro abbastanza presto ed è una di quelle che cominciamo già a tenere un po' d'occhio".

Friulani, 'gente come noi': lo è anche Meret, accostato alla Juve e finito al Napoli. Come mai? "Lui e Scuffet sono due portieri di altissimo livello. Meret ha fatto una parentesi molto positiva a Ferrara, quindi il trasferimento a Napoli per soldi importanti. Noi avevamo la fortuna di avere ragazzi dell'età di Meret come Audero, quindi l'investimento è stato valutato eccessivo. Mi auguro che Meret possa mantenere le promesse e che Scuffet, che ora gioca, possa dimostrare tutto il suo valore. Mi auguro che rimangano fra i portieri che possano fare bene anche in Nazionale maggiore".

Scuffet, all'inizio, era stato paragonato a Buffon: "Quello è un nome che era tanto impegnativo quella volta, poteva sembrare, ma noi addetti ai lavori sapevamo che doveva metterci vicino subito altre cose che non sono ancora venute, per vicissitudini, per un po' di difficoltà che ha attraversato. Spero che si riprenda a quei livelli che si immaginava. E' un ragazzo fenomenale, altrimenti non avrebbe potuto reggere quello che ha retto in quell'anno con Guidolin. Di Buffon però ne nasce uno ogni tanti anni. Auguro anche a loro due di avvicinarsi il più possibile a Buffon, perchè è ancora un campione".

Se ne è andato Buffon, è arrivato CR7. Chi è? E come mai non segna ancora? "Come mai è casuale: le occasioni le ha sempre. E' un momento di sfortuna, è arrivato in una società nuova, in un nuovo campionato. Sarà questione di momenti. Non c'è alcuna preoccupazione. Invece per quanto riguarda Cristiano Ronaldo nell'aspetto meno di campo, posso dire che è un ragazzo sorprendentemente semplice, per quello che è il personaggio. Pur avendo vinto 5 palloni d'oro si è subito messo a disposizione disponibile e volenteroso come tutti i campioni che ci sono alla Juve".

E tu, quanta soddisfazione hai per i successi che contribuisci ad ottenere con il tuo lavoro alla Juve? "Il piacere di collaborare ai massimi livelli, con il massimo delle strutture e dei giocatori di qualità. Questo è sicuramente una grande soddisfazione, un grande impegno, una grande responsabilità e me la godo, impegnandomi molto".

Il tuo futuro è alla Juve: "Direi di sì. Mi trovo bene nel ruolo che sto svolgendo;  mi trovo bene con tutti quelli che fanno parte dello staff; credo che l'allenatore si trovi bene anche con me, oltre che con tutto lo staff tecnico. Siamo in tanti: fino a che continuiamo a rimanere alla Juve siamo felici perchè possiamo raggiungere risultati".

L'importante, anche per Allegri, è avere un gruppo di collaboratori fidati: "Sicuramente. Più si collabora, ci si conosce, più le cose sono naturali. Io sono arrivato a lavorare con lui quando lui già allenava da sette o otto anni. Naturalmente è importante anche la fiducia che il tecnico riesce a dare ai collaboratori che devono essere funzionali al progetto".

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