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Poggi:credo che la Roma tema l'Udinese

Ma l'Udinese deve tenere alta l'attenzione

Poggi:credo che la Roma tema l\u0027Udinese

Nel gennaio del 2000 la Roma di Capello portò Paolo Poggi nella capitale. L'attaccante veneto, di conclamata fede bianconera, é tornato alla base e, come ogni volta, vivrà con particolare emozione il posticipo tra le due squadre delle quali ha vestito la maglia da calciatore. La Roma ha un obiettivo importante, confermare il secondo posto; l'Udinese cerca punti salvezza contro una squadra che, pur sconfitta a Napoli, ha dimostrato di valere i vertici.

"Infatti la Roma non meritava di perdere contro la squadra di Benitez. E' giusto sottolineare che no é uscita per nulla ridimensionata dalla sconfitta, anzi. Ha dimostrato il suo enorme potenziale".

Dopo il grave infortunio di Strootman, Garcia cerca la spinta dal ritorno in campo di Totti. "Giocare con o senza il capitano fa la differenza per la Roma, mi pare evidente. Soprattutto nei momenti delicati, la sua presenza é sempre stata fondamentale".

Questo è davvero un momento delicato per la Roma? "Direi proprio di sì, visto che stanno giocando il secondo posto".

L'Udinese, quindi, come deve prepararsi all'incontro? "L'Udinese é una squadra capace di infastidire le grandi squadre, ma deve fare la partita giusta, sfruttando le occasioni che riesce a creare. Io ci credo che la Roma teme l'Udinese. I bianconeri devono però andare là con l'idea di saper incassare per poi attaccare: é difficile andare a Roma e pensare di potersi esprimere senza il concetto di attenzione".

Peserà nei bianconeri l'assenza di Bruno Fernandes, uno che ormai Guidolin aveva individuato come spalla ideale di Totò. Meglio ricorrere ad trequartista o proporre Muriel accanto al capitano? "E' una decisione che spetta a Guidolin che ha sotto mano la squadra ogni giorno. Credo che in questa settimana avrà tutto il tempo per le valutazioni del caso".

In questa travagliata stagione sono emersi alcuni giocatori (Scuffet, Bruno Fernandes) ma sono 'spariti' altri: Zielinski é il caso più eclatante. Come mai secondo te? "Non saprei. Si sa che quando la squadra fa bene tutti ne traggono beneficio, ma poi ognuno ci deve mettere del suo per emergere. Zielinski ha fatto molto bene nel finale di stagione l'anno scorso, é giovane e credo che riuscirà a dimostrare di nuovo il suo valore".

In ballo con la Roma c'é Nico Lopez, che qui viene impiegato ad inizio partita e che riesce sempre a dare un contributo importante. Lui però non pare soddisfatto. Come si può fare a fargli cambiare idea? "Non è facile. Se un giocatore sente di poter dare di più in altri contesti, diventa difficile fargli cambiare idea. Bisogna cercare di farlo sentire importante, metterlo nella condizione di sentire la fiducia di tutti".

Guidolin lo vede meglio quando subentra ed effettivamente finora ha reso di più così. E' un giocatore da 'secondo tempo'? "E' un ragazzo giovane che sta facendo il suo percorso per consolidarsi nel calcio italiano. Credo che nel tempo diventerà determinante anche da titolare".

Ha qualcosa in comune con Totò? "Non gli somiglia molto. E' difficile paragonarlo ad un giocatore che comunque ha qualità uniche ed é sopra la media del buon giocatore. Più avanti forse".

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