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Oddo: l'Udinese, il mio più grande rammarico

Ci deve essere maggiore compattezza tra allenatore, società e direttore sportivo

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Con il suo Perugia è tornato per la prima volta a Udine da ex, in occasione della sfida con il Pordenone. Una sensazione particolare per Massimo Oddo, protagonista sulla panchina bianconera dal novembre 2017 all'aprile 2018. A Telefriuli/udineseblog ha ricordato quella esperienza, ammettendo innanzitutto che "io, nonostante tutto, qua ho trovato un'isola felice nella gente, nei tifosi. Ho sempre ricevuto gratificazioni dalla gente friulana che probabilmente ha capito la persona, ha capito che io in tutto quello che ho fatto ci ho messo passione, impegno. Gli errori si commettono, ma sinceramente ho un bellissimo ricordo di Udine".

Udine rimane davvero il suo più grande rammarico? "Sì. Il più grande rammarico assolutamente sì perchè purtroppo le cose sono andate così. Dare una spiegazione è veramente complesso, problematico perchè è difficile. Un qualcosa che non va bene ci sta..perdere 11 partite di seguito.. Probabilmente se dici ai ragazzi non mettiamo l'allenatore, 11 non ne perdono. Quindi probabilmente c'era qualche problema di fondo, però questo è il calcio, purtroppo è andata così".

Possibile che quell'infortunio di Lasagna a Torino abbia pesato tanto, troppo? "Se teniamo in considerazione il fatto che Lasagna era il nostro bomber, quello che segnava sempre, quello che toglieva le castagne dal fuoco e, con grande onestà, dico che c'era poco altro, sicuramente ha pesato tanto".

In questa Udinese però Lasagna c'è ancora, ma si fatica a segnare. Da fuori, come se lo spiega? "Non lo so... Ci sono momenti degli attaccanti, l'aspetto mentale conta tantissimo. Lui è un giocatore forte, l'Udinese è una squadra di sicuro valore che però ogni anno ha sempre problemi per una salvezza tranquilla. E' un peccato, perchè è una società prestigiosa, una società che secondo me ha tutto per fare grandi cose".

Come si spiega allora questo 'tormento' della panchina? "Sicuramente c'è poco equilibrio. Io credo che l'aspetto più importante, alla base dei successi di ogni squadra, a seconda dei traguardi che una società si vuole porre, sia la grande compattezza che ci deve essere tra allenatore, società e direttore sportivo. Nei momenti di difficoltà, l'allenatore va supportato un pochino di più perchè in questo mondo (io sono stato calciatore e so che quando si creano delle crepe tra società e allenatore, i calciatori si infilano come l'acqua perchè si creano degli alibi. Una maggiore collaborazione, una maggiore compattezza soprattutto nei momenti di difficoltà, tra staff tecnico e società sarebbe fondamentale".

Oddo lo sogna mai un ritorno a Udine? "Firmerei domani mattina. Udine credo che sia il paradiso terrestre di ogni allenatore perchè è una società all'avanguardia, una società che ti mette a disposizione tutto. Infatti è stato il mio più grande rammarico però, un domani, chissà.. magari.. vedremo".

Vuole rivolgersi ai tifosi dell'Udinese? "Assolutamente sì. Saluto tutti i tifosi dell'Udinese perchè sono sempre stati carini con me dicendo loro che io, nonostante tutto, ce l'ho sempre messa tutta".

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