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Giacomini: Gotti ha portato disciplina tattica

Il mister a Telefriuli

Giacomini: Gotti ha portato disciplina tattica

A Genova l'Udinese di Gotti ha rialzato la testa, dando diversi spunti di discussione. Mister Massimo Giacomini, a 'Bianconero XXL' su Telefriuli, li ha commentati: "Il merito della vittoria è della squadra, ma Gotti è riuscito a farla giocare come squadra, non Tudor. Quindi una parte di merito va a Gotti, lo hanno riconosciuto anche i calciatori. E ai calciatori che dopo due partite squallide hanno fatto la miglior partita fatta tra quest'anno e l'altro anno".

A Genova, si sono rivisti i giocatori: "Dai in mano ai giocatori anche la gestione della partita: ma se non c'è l'allenatore che dirige l'orchestra, l'orchestra suona male. Con Gotti l'Udinese ha vinto due partite, non dimentichiamolo. L'allenatore è importante".

Cosa ha portato Gotti di diverso? "La disciplina tattica. La squadra ha rimontato e ha capito il momento in cui poteva vincere: è chiaro che è successo qualcosa in quelle due brutte sconfitte precedenti in cui le prestazioni sono state ben altre. Nessuno gioca per perdere. Ma ci sono diversi interrogativi che emergono da Genova: perchè Nuytinck non giocava prima? Perchè Opoku lo metti a sinistra quando sai che va meglio a destra"

Inevitabile l'esonero di TUdor? "La dirigenza ha dovuto prendere il provvedimento dell'esonero, perchè era evidente che la squadra non seguiva più Tudor. Se Tudor avesse fatto risultati con Parma e Brescia, avremmo una classifica più fiorente e lui non sarebbe stato cacciato. Contro Atalanta e Roma non si è giocato da squadra, è evidente mi pare. Con Gotti a Genova invece sì".

Gotti non può proprio fare il primo? "Gotti ha provato Triestina e Treviso, poi si è dedicato al settore giovanile e scolastico, perchè considerato persona preziosa come modello per i giovani. Poi ha iniziato a collaborare con Donadoni e Sarri. Ma non ha mai cercato il posto di primo allenatore. Qui si trova bene anche per le strutture, vuole rimanere e spera di rimanere a lungo, anche per questo preferisce rimanere dietro le quinte. Se va a fare il primo, rischia di rimanere poco".

Tudor: si diceva che sapeva mettere la squadra in campo, che aveva trovato i ruoli giusti ai giocatori. Quindi è colpa dei giocatori se le cose adesso non sono andate?  "Non è così semplice il discorso. Nell'emergenza è facile trovare il ruolo, quando devi costruire è diverso. Tudor è stato qui due volte nell'emergenza. Adesso si è trovato di fronte ad una cosa diversa, iniziando la stagione. Ed è andata come abbiamo visto".

 

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