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Ferronetti: cuore diviso a metà, ma i punti servono di più all'Udinese

L'ex difensore giallorosso sabato spera nel successo dei friulani

Ferronetti: cuore diviso a metà, ma i punti servono di più all\u0027Udinese

Damiano Ferronetti, nato ad Albano Laziale e udinese d'adozione. L'ex difensore dell'Udinese ha il cuore diviso a metà, tra il giallorosso della squadra capitolina in cui ha fatto le giovanili e il bianconero ("Ma quello giusto, quello dell'Udinese", ci tiene a sottolineare) in cui ha militato dal 2007 al 2012.

Quella di sabato per lui sarà una partita speciale, che vivrà da vicino: non sarà allo stadio, ma la seguirà dalla sua casa in Friuli. A udineseblog.it parla del momento delle due squadre e del pronostico per l'anticipo di campionato.

"Nel cambio di allenatore l'Udinese ha fatto una buona scelta. Nicola è un allenatore di carattere, anche a Crotone ha saputo tirare fuori i valori dalla squadra. L'Udinese con Velazquez non giocava male, ma si sa che se nel calcio non arrivano i risultati, il primo a pagare è l'allenatore. Nicola è un uomo di valore: l'ho conosciuto come avversario e mi ha sempre fatto un'ottima impressione anche a livello umano. Mi sembra una persona molto leale e credo che con i giocatori punti  molto sul dialogo e sulla fiducia reciproca. E' uno che cerca di stimolare l'attaccamento alla maglia, valore importantissimo per riuscire a dare di più".

Tatticamente non ha un credo, si adegua ai giocatori che trova in rosa. Secondo te a Udine cosa proporrà? "Non lo so, ma credo che prima di tutto penserà a lavorare sull'aspetto mentale: è ciò di cui ha bisogno di più l'Udinese, e non da adesso. Sono anni che la squadra ha un andazzo inferiore alle possibilità. E' necessario ritrovare l'attaccamento alla maglia: non è possibile che chi viene al Friuli, sembra venga a fare una passeggiata. Nicola baserà tutto sull'entusiasmo e sull'attaccamento e io condivido questo modo di agire".

La Roma? Ultimamente la squadra di Di Francesco si è ritrovata: "La Roma è la solita Roma. Può fare una gran partita, ma anche perdere punti. E' una squadra forte, ma se ha la giornata no la puoi battere. Punti deboli? L'approccio mentale alla gara".

L'Udinese da anni è in fase calante. Come te lo spieghi? "Il problema è l'amalgama di squadra, e lo è da anni. Manca uno che insegni come funzionano qui le cose. Non deve essere necessariamente italiano, ma deve essere qui da qualche anno per poter indirizzare gli altri. Da tempo non c'è".

Quanto rischia l'Udinese? "Dipende. Con Nicola la società si è affidata ad un allenatore che conosce e sa muoveri nelle zone calde della classifica. L'Udinese oggi rischia esattamente come l'anno scorso. Spero faccia tribolare di meno, ci tengo al fatto che rimanga in A".

Un pronostico? "Ho il cuore diviso a metà. Sono di Roma, ho fatto le giovanili nel settore giallorosso. Ma Udine mi è entrata nel cuore. Ho scelto di vivere qui, ho messo su famiglia...La Roma però non è in corsa per lo scudetto, mentre l'Udinese ha un obiettivo importante da centrare. I punti servono di più all'Udinese".

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