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Domizzi: l'Udinese si salverà, ma è un peccato vederla così ridimensionata

L'ex difensore bianconero a Telefriuli

Domizzi: l\u0027Udinese si salverà, ma è un peccato vederla così ridimensionata

Maurizio Domizzi, oggi impegnato con il Venezia a mantenere la categoria in serie B, ha parlato a Telefriuli del momento davvero particolare della sua Udinese. Una voce amica, un calciatore esperto, quello che cerca di analizzare la situazione attuale dell'Udinese: "Nessuno se lo augurava, era difficile preventivarlo, però credo che il trend delle ultime stagioni, viste le scelte che erano state fatte a livello generale potevano far pensare a campionati ridimensionati rispetto a quelli passati. Certo è che vedere l'Udinese lottare fino alle ultime giornate per non retrocedere oltre a dispiacere fa anche un po' strano. E questo lo dico non solo da ex Udinese, quindi da tifoso bianconero, ma anche da uomo di calcio. In tanti mi chiedono come mai l'Udinese in questi ultimi anni ha preso questo trend così negativo, ma sinceramente dirlo non è facile. Se non sono riusciti loro dall'interno ad invertire questa rotta, dall'esterno è ancora più difficile poterlo giudicare".

Già quando sei andato via si respirava un'aria di dismissione? "Di ridimensionamento. Dismissione no, perchè comunque c'è l'intenzione di mantenere la categoria, è un vanto per la città l'Udinese in serie A. Ma che ci fosse aria di ridimensionamento, mi sembra fosse abbastanza evidente".

Conta anche la mancanza di un nucleo di giocatori italiani nei problemi dell'Udinese? Soprattutto ora che si deve lottare per la salvezza: "Sarebbe facile avere la controprova. Basterebbe avere la volontà di creare o ricreare per un anno un gruppo, una squadra composta da elementi con determinate caratteristiche. Ma mi sembra che nelle ultime annate non ci sia stata la volontà di puntare tecnicamente su un certo tipo di discorso. Non so se questo potrebbe bastare a fare un campionato più tranquillo, ma se dopo 4 o 5 anni così si pensasse di invertire la rotta partendo anche da quello, sicuramente si potrebbe avere una prospettiva e una controprova diversa".

Quando eri a Udine, con chi ti rapportavi di più? Con Pozzo Sr o Jr? E per quando riguarda il Watford: anche quando c'eri tu, avevate la sensazione che questo potesse togliere energie all'Udinese? "Tutti quelli che sono passati per Udine, non solo io, si sono rapportati sempre sia con il Paron che con Gino. Hanno due ruoli completamente distinti e separati, li hanno sempre avuti. Giampaolo si è sempre occupato molto di più della parte logistica, amministrativa e finanziaria del club, mentre l'aspetto tecnico è sempre stato curato molto di più da Gino. Io credo che poi si siano accavallate diverse cose che hanno portato a questo tipo di ridimensionamento. Non solo gli sforzi economici e mentali della famiglia si sono concentrati sul Watford, per forza di cose, perchè ha fatto una scalata straordinaria in poco tempo, ma ci si è messo anche lo sforzo fatto per la costruzione dello stadio. Non ci sarebbe niente di male, sarebbe anche un passaggio necessario per il club, per la sua struttura e per il suo rafforzamento dal punto di vista economico, strutturale e logistico".

Udine, per un calciatore, è diventata molto meno attrattiva? "Questo è indubbio. Spiace dirlo, ma è palese perchè l'attrazione che prima la rendeva paritaria a club e città più grandi e appetibili era il fatto che il livello tecnico e qualitativo della squadra, dei giocatori e del campionato che andavi ad affrontare era di livello altissimo per quella che era la dimensione di Udine, dell'Udinese e del nostro calcio. Venendo a mancare quello, è ovvio che perda di appeal rispetto ad altre realtà. Mi viene in mente quello che poteva essere l'Udinese di 10 anni fa quando c'ero io, adesso può essere paragonabile all'Atalanta. Per un calciatore, soprattutto straniero, diventa più appetibile".

Tre anni fa hai scelto Venezia. Come sta andando? "E' una scelta che mi ha dato grossissime soddisfazioni. Una scelta ponderata, ma rischiosissima perchè in quel momento avevo quasi tutto da perdere ma credo che a volte, in determinati momenti della propria carriera, ci si debba anche affidare alle sensazioni e all'istinto. E' andata bene. Sono contento, sto raccogliendo grossissime soddisfazioni, non solo a livello calcistico ma anche personale di voglia, di orgoglio, di aspettative".

Tornando all'Udinese, domanda secca: si salverà? "Sinceramente credo di sì. Lo pensavo dall'inizio e lo penso tuttora. L'Udinese non fa parte delle tre che retrocederanno".

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