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Il Newcastle sceglie le star: dipendenti in disoccupazione parziale

E' il primo club di Premier ad adottare questo sistema

Il Newcastle sceglie le star: dipendenti in disoccupazione parziale

Il Newcastle United è il primo club di Premier League ad adottare la disoccupazione parziale per i suoi dipendenti, ma non per i giocatori della prima squadra, per evitare la crisi economica a causa dell’emergenza coronavirus. Con un’email a firma del Managing Director Lee Charnley, il club del sempre più contestato presidente Mike Ashley ha informato gli impiegati che, a causa dell’emergenza per il Covid-19, il loro lavoro è “sospeso” (e non retribuito) a tempo indeterminato.

L’iniziativa esclude, come detto, le star e tutto lo staff della prima squadra, mentre include gli scouts e i tecnici delle diverse accademie.

Ai dipendenti, tra cui quelli della Academy e della Fondazione che si occupa di beneficenza, è stato chiesto di aderire al programma governativo che prevede il pagamento dell’80% dei salari. Il governo britannico ha infatti annunciato all’inizio di marzo che i lavoratori possono richiedere l’80% dei loro stipendi fino a 2.500 sterline (circa 2.800 euro) al mese. Continueranno invece a percepire il pieno stipendio i calciatori, che guadagnano in media 40.120 sterline a settimana, circa 45mila euro.

Alle polemiche, il direttivo dei Magpies risponde che "la decisione serve ad assicurare la sopravvivenza del club, amputato di più di 1 milione di sterline (solitamente incassate con la vendita dei biglietti) per ogni partita non giocata". Un braccio di ferro continuo tra la proprietà, che sta cercando di vendere il club, e i tifosi, già arrabbiati per il mancato rimborso dei tagliandi già venduti per le partite non disputate.

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