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Okaka: la Nazionale? E' un obiettivo, ma viene prima l'Udinese

L'attaccante del Watford è tornato a Udine

Okaka: la Nazionale? E' un obiettivo, ma viene prima l'Udinese

'Welcome back, Okaka': così l'Udinese riaccoglie l'attaccante umbro protagonista nella seconda parte dello scorso campionato con 6 reti e 1 assist in 16 presenze (968').

Lo introduce Pierpaolo Marino: "Sono molto felice oggi di poter riaccolgiere Stefano Okaka con noi. Siamo rimasti sempre in contatto con lui. Ci siamo visti a giugno, prima che andasse via. Abbiamo colto l'opportunità in extremis quando si è capito che c'era una sua volontà di tornare qui, nonostante tante opportunità che si erano aperte con il Watford. Credo che cominci una nuova era per lui e per l'Udinese. Ci prenderemo grandi soddisfazioni, è arrivato a titolo definitivo: ora vuole dimostrare quanto in premessa aveva fatto vedere nella sua carriera: a 30 anni non è mai troppo tardi, gli auguro di realizzare tutto quanto si aspettava in carriera, qui".

Le domande quindi ad Okaka.

Pensi che questa squadra sia più forte? In cosa? "A gennaio c'era una situazione difficile, soprattutto perchè mancava esperienza. E quando manca, la paghi. Quest'anno Marino ha individuato bene gli errori fatti lo scorso anno e ha messo esperienza. Ora in spogliatoio ci sono uomini che possono dare ogni giorno qualcosa. Lo si è già visto in campo".

Cosa è cambiato da giugno a oggi per te? "Nulla. Io ero un giocatore del Watford, dovevo tornare là. Poi sono successe tante cose, tante richieste, ma alla fine io mi dovevo sentire bene. A 30 anni non voglio andare in posti in cui devo ripartire da zero, da situazioni che a me non vanno più. Qui per me è sempre stata una casa. La priorità mia è sempre stata tornare qua, c'era da aspettare, perchè non ero un giocatore dell'Udinese".

Arrivi a titolo definitivo:"Qui mi hanno accolto a braccia aperte, qui è stato amore a prima vista. A 30 incontrare una persona come Marino che ti dà qualcosa è sempre difficile. Quando l'ho conosciuto ho pensato che dovevo tornare: è un condottiero, ma umile, un fuoriclasse del mestiere che può aiutarmi ad esaudire i miei sogni".

Hai esordito con il Parma, che stavolta ha battuto l'Udinese. Come hai visto i bianconeri? "Ben messi in campo. I nostri obiettivi dobbiamo costruirli partita dopo partita. La squadra è compatta, potremo fare grandi cose".

La concorrrenza? "Mi stimola. Ho giocato con grandi campioni, non è mai stato un problema. Devo dare gas e dare tutto me stesso. Poi le scelte le fa l'allenatore".

Puoi dare un contributo importante anche a livello di stimoli? "Sì, cerco sempre di aiutare tutti. Cerco sempre di fare il mio, soprattutto con chi viene da fuori. Ken mi ha chiesto com'era qui e gli ho detto che se doveva rilanciarsi, questo era il posto ideale. L'ho rivisto qui e mi ha detto che avevo ragione".

La Nazionale: ci pensi? "Certo. E' un obiettivo. Tutto ciò che incontrerò di positivo è al primo posto. Ora la mia concentrazione è sul campo, sulla squadra".

Stare bene fisicamente: a che punto sei come condizione? "Non so se posso già giocare. Ho fatto il lavoro che dovevo. Mi sono fermato nell'ultima settimana di mercato, ma in confronto a gennaio sto molto meglio".

Il litigio finale con Tudor: nulla di grave? "Non è successo nulla. Era l'ultimo allenamento. Il fatto che io sia qui smentisce tutte queste cose".

Marino interviene: "Quando Stefano ci ha fatto capire che c'era la possibilità di tornare a titolo definitivo, il primo ad essere contento è stato Tudor. Non c'è alcun problema da questo punto di vista, il mister è stato felicissimo di riaccoglierlo".

I gol: speri nella doppia cifra? "Alla Samp ne ho fatti 10. Spero di farne il più possibile, gol e assist. Mi metto a disposizione, a fine anno tireremo le somme".

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