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Marino: Qui per far tornare virtuoso il contesto bianconero

Il dirigente presentato oggi

Marino: Qui per far tornare virtuoso il contesto bianconero

Grande attesa per le parole di Pierpaolo Marino in conferenza stampa al 'Friuli'. Il dirigente bianconero chiarirà obiettivi e aspettative della sua nuova esperienza in bianconero. A fare gli onori di casa il presidente Franco Soldati e il Dg Franco Collavino.

Soldati prende per primo la parola: "Non potevo mancare a questa presentazione perchè, quando sono entrato in Udinese nel 1999 assieme a Collavino e Rigotto, chi ci ha ricevuto e fatto crescere in quegli anni è stato Marino. Mi ha aiutato anche nei primi anni della mia presidenza. E' una persona che mi ha fatto crescere molto dal punto di vista personale. Sono molto felice che sia rientrato qui con noi. Gli do un saluto, un bentornato e un buon lavoro ad un professionista di altissimo livello che ci sarà d'aiuto per una maggiore crescita delle nostra società".

Collavino, quindi: "Riabbracciamo un amico e un grande professionista che torna a far parte della nostra società. Pierpaolo non ha bisogno di presentazioni, qui ha lasciato un ricordo indelebile: i commenti dei nostri tifosi sui social lo confermano. Sarà molto importante per la delineazione della prossima squadra. Annuncio poi che la squadra si radunerà la sera del 7 luglio, rimarrà a Udine fino al 20 luglio. Dal 21 luglio al 2 agosto saremo a Sankt Veit, dove organizzeremo alcune amichevoli. Ci sarà il media day. La campagna abbonamenti verrà presentata entro il 30 giugno e sarà attiva entro metà luglio".

Pierpaolo Marino, quindi: "Grazie ad entrambi delle belle parole. Questo per me è un ritorno a casa. Non ho mai lasciato Udine, ma ho cercato sempre di non essere di peso o ingombrante. In questi anni ho avuto la possibilità di andare in alcune società. Ho avuto la sensazione che si potesse tornare a Udine per il rapporto con i Pozzo e con l'ambiente. Ora spazio al lavoro, basta chiacchiere. Il calore con cui mi avete accolto è un carico di responsabilità forte, devo cercare di dare il mio contributo che è quello ad una organizzazione già perfetto. Ritrovo uomini che avevo scelto anche io, come Andrea Carnevale, che ho rivoluto qui. Sono nel contesto ideale per partire subito bene, forte. Non devo fare stravolgimenti, devo incidere con la mia personalità, devo assumermi le mie responsabilità e tenere quanto più vicino la proprietà alla squadra. La proprietà mi ha assicurato che con il cuore è all'Udinese. A tal proposito avevo sentito tante chiacchere. Reputo Pozzo e la sua famiglia come proprietari di un calcio antico: oggi ci sono proprietari che fanno del calcio un mezzo per fare soldi. Oggi mi occuperò dell'area tecnica, per far rendere al massimo una squadra che ha delle ottime qualità. Io devo aumentare l'autostima e il senso di appartenenza di questa squadra al contesto. In questo chiedo l'aiuto di tutti. Desidererei che il contesto diventasse virtuoso come all'epoca dei miei inizi qui. Io ho ammirato come il pubblico si sia sempre stretto alla squadra: ora quel pubblico da libro cuore devono far capire ai giocatori in che contesto si trovano. Dobbiamo ricostruire il circuito virtuoso fatto da società, squadra e tifosi per dare il massimo. Nell'area tecnica sapete come lavoro, ho un contesto meraviglioso per fare questo, farò sempre stare più vicino la proprietà ai programmi che andremo a fare assieme. Io sono qui, sono uno di voi. Invecchieremo insieme con Pozzo, siamo ancora giovani. Sono sicuro che voi mi aiuterete: so che mi stimate ed è reciproco. Il rapporto con Collavino è fortissimo".

Ora via alle domande.

Sei alla tua terza avventura qui. Conosci bene i Pozzo, sai interpretare il pensiero della proprietà: "A me qui interessava oltre a venire in mezzo a gente che mi piace come sono i friulani, interessava toccare il polso dei Pozzo. E sono sempre quelli, quelli del calcio antico. Io non vengo qua per un revival, sono qui con un entusiasmo incredibile, spero di trasferirlo sulla famiglia Pozzo che ce ne deve dare sempre di più. Non faccio promesse, lavorerò tanto per ricompattare tutte le componenti. Con l'aiuto di tutti potremo fare cose importanti: ho accettato di venire per 3 anni, non avrei accettato meno. Il calcio è preciso nel lungo periodo. Vengo perchè credo nella squadra dell'anno scorso, credo che potesse fare molto di più e so come intervenire. Mi sono accorto che l'Udinese di Pasquale Marino aveva preso 53 gol come quest'anno e ne aveva fatti pochi di più: non c'è molta distanza tra una Udinese da Uefa e questa. Dobbiamo aumentare l'equilibrio della squadra. La difesa è fortissima e la miglioreremo con la continuità di Tudor, salvatore della Patria per due stagioni di fila. Sono convinto che possiamo prendere meno gol ma dovremo farne di più: sono curioso di vedere anche degli attaccanti che hanno avuto poco spazio. Lancio uno slogan: La salvezza è un nostro dovere che non ci impedisce l'obiettivo ambizioso. Ho tanto da imparare da Gino, con lui c'è grande empatia. Vengo con grande entusiasmo, miracoli non ne faccio, ma per me questa è una impresa muscolare da fare con tutto il cuore".

Da un paio d'anni l'Udinese fa fatica: modello da cambiare? "Non penso proprio. Abbiamo sofferto, è vero. Ma i giocatori sono forti. Non dobbiamo ragionare solo sulla salvezza, nel medio periodo dobbiamo tornare nella parte sinistra della classifica: non siamo distanti dal realizzarlo".

Può spiegare bene il suo ruolo? Con scelte già fatte, tipo Tudor? "Non mi penalizza affatto, perchè le scelte fatte finora sono quelle che avrei fatto anche io. Non cerco alibi in questo: sono scelte fatte e da me, a posteriori, condivise. Il primo anno per me sarà di conoscenza. A Tudor dico grazie, da udinese di adozione, per le salvezze degli ultimi due anni".

Un parere su Lasagna, può essere recuperato? "Non voglio invadere il campo di Tudor, voglio parlarne prima con lui. Comunque è un attaccante da calcio moderno, di quelli da doppia cifra. Lasagna ha lo strappo di Roberto Muzzi, è bravo anche acrobaticamente, da area di rigore. Ma se non gli dai l'opportunità di mettere a frutto questa velocità esplosiva..Attaccanti così, per le potenzialità dei nostri investimenti, non ne troviamo in giro. Il mio compito sarà di galvanizzare anche lui, oltre a Tudor. Per lui non è stata una stagione facile: anche lui è stato penalizzato dai tanti cambi di allenatore: pensate a quanti punti potremmo avere avuto in più se ci fosse stato Tudor dall'inizio".

Mercato concentrato sull'attacco? E' più facile creare il senso di appartenenza con gli italiani? "Se uno straniero ha preso da uno italiano è la stessa cosa,  vedi Nestor Sensini, Marcio Amoroso. Ci sono degli stranieri che poi assurgono a questo ruolo. Mi viene da dire anche Danilo: giocatori che hanno sempre comunicato senso di appartenenza. Ma quello lo dobbiamo dare prima noi e mantenere tre o quattro bandiere che lo comunichino. Sperando che non vengano richiesti dal mercato, perchè sarebbe difficile trattenerli. Per quanto riguarda l'attacco, devo capire meglio in questo periodo. Ricordo che Amoroso era con le valigie in mano, ma si infortunò Clementi e rimase. Quindi prima di dare via gente e idee, mi piacerebbe capire fino a dove e fino a quando si è valutato. L'ideale sarebbe avere due attaccanti da doppia cifra, come Quagliarella e Di Natale. Se non li possiamo prendere li costruiamo. Ci vogliono giocatori che devono trovare il feeling con il gol, dobbiamo far tirare fuori le qualità".

Quanto tempo ha impiegato per accettare la proposta di Pozzo? "Gli ho detto che aspettavo questa chiamata da anni. Tornare in famiglia per me..Se avessi avvertito sensazioni negative non avrei accettato. In testa i Pozzo hanno come prima cosa l'Udinese, non ci sono tentennamenti in questo.  Il cuore dei Pozzo sta a Udine, ve lo garantisco".

Quanto ha visto di evoluto qui? "Ho visto cose km e km più avanti, ma il mio ufficio è rimasto lo stesso e romanticamente mi ha fatto piacere. Tutto quello che doveva essere migliorato è stato migliorato".

 

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