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Prandelli: 'Sono disoccupato perché non ho un procuratore'

L'ex ct a calciomercato.com

Prandelli: \u0027Sono disoccupato perché non ho un procuratore\u0027

Al valzer degli allenatori, in corso da qualche giorno, non partecipa Cesare Prandelli. Il nome dell'ex Ct della Nazionale non è tra quelli circolati ultimamente e lui, in una intervista a calciomercato.com, spiega: "Certo che me lo sono domandato. E mi sono anche dato l’unica risposta che reputo plausibile. Io non ho mai avuto e non ho tutt’ora un agente che mi rappresenta. Mi è piaciuto sempre fare tutto da solo. Oggi il mondo del calcio, esattamente come quello di tutti i giorni, è cambiato profondamente. Se non stai in vetrina, anzi se nessuno provvede a mostrarti in vetrina e a pubblicizzarti non vai da nessuna parte”.

Eppure di conoscenze nel settore dovresti averne parecchie. “E’ naturale, dopo tanti anni di professione. Ma ciascuno di loro ha la propria squadra formata nella quale non sono ammesse sovrapposizioni. E di sicuro io non mi metto ad andare in giro bussando alle porte. Una questione di dignità e di correttezza verso tanti colleghi".

Ma allora al Genoa come riuscisti a sistemarti? “Un autentico colpo di fortuna. Quando ero in Qatar ad allenare conobbi un avvocato milanese il quali mi chiese che cosa ci facevo lì anziché lavorare in Italia come, secondo lui, avrei meritato. Gli risposi quel che ho detto a te. Lui che collaborava con il presidente Preziosi mi fece avere un appuntamento a Genova e trovai l’accordo. Ecco com'è andata”.

Poi più nulla. “Zero. Vedi, forse il fatto di essere stato commissario tecnico della nazionale mi ha estromesso dal giro dei club. Una cosa più meno simile è accaduta a Claudio Gentile dopo la sua esperienza in azzurro con l’Under. Mi pare che anche lui non abbia agenti a rappresentarlo”.

Come trascorri le tue giornate? “Bella domanda e anche legittima. Oggettivamente sono un disoccupato. Ma a differenza di quelli che tribolano perché non hanno un lavoro sono un grande privilegiato. Non ho bisogno, come si dice. E allora intanto faccio la spola tra Firenze e Brescia dove c’è ancora la mia mamma che vado a trovare tutte le settimane e poi mi sono inventato un nuovo lavoro molto serio e impegnativo”.

Sarebbe? “Alleno, per usare un’immagine calcistica, gli ulivi della fattoria che ho acquistato nella campagna vicina a Firenze dove ho messo in piedi un olificio il quale mi sta dando un sacco di soddisfazioni. Così, quando non sono in autostrada per raggiungere Brescia o per tornare in Toscana, trascorro le mie giornate sul trattore a lavorare i campi. Del resto io, che sono nato a Orzinuovi provengo da una famiglia di contadini, ho realizzato che forse preferisco il silenzio della campagna e i profumi della terra al frastuono spesso esagerato degli stadi. Allenare mi piace ancora, specialmente i ragazzini. Leggo ancora un poco di sport sui giornali, ma distrattamente. Non sono minimamente social e non mi interessa diventarlo. Ti assicuro che in questo momento sono davvero molto felice”.

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