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Iaquinta: come fa mio papà a rispettare la distanza di sicurezza in una cella?

L'ex attaccante bianconero si è sfogato su Instagram

Iaquinta: come fa mio papà a rispettare la distanza di sicurezza in una cella?

Già lo scorso 28 marzo, in piena emergenza Covid-19, Vincenzo Iaquinta in un post su Instagram ha ricordato le condizioni in cui vive suo padre nel carcere di Voghera. Questo lo sfogo: "La gente parla, si lamenta perché chiusi in casa forzati ..con tutti confort con le proprie famiglie...a mangiare e bere come volete e quando volete...bhe potreste anche smetterla...sedetevi un’attimo e riflettete che c’è chi chiuso in quattro mura gelide, alte vecchie e sporche deve stare per un’ingiustizia ...quella è la vera tortura... Quando ti mettono nella tua cella e senti sbattere il cancello, allora capisci che è tutto vero..un’intera vita spazzata via in quel preciso istante. Non resta più niente,solo una serie interminabili di giorni per pensare.. ogni volta che io dico che in fondo è un carcere comodo,che lo trattano benissimo, poi dubbiosamente penso “la galera è galera”..le finestre hanno le grate, le porte sono di ferro..ogni ora è ogni notte passa una guardia accede la luce e guarda dentro...questa è la vera tortura no quella che stiamo vivendo noi cittadini.. Dunque per favore prima di lamentarvi perché siete tanto stufi di stare sul divano a guardare Netflix chiudete un’attimo gli occhi e pensate a quanto siete fortunati!!!GIUSEPPE IAQUINTA INNOCENTE".

Ieri, l'ex attaccante dell'Udinese ha rincarato la dose, pubblicando anche una piantina della cella in cui suo padre è detenuto e ponendo un quesito per far riflettere: "PARTENDO DAL PRESUPPOSTO CHE MIO PADRE È INNOCENTE!!! Questo è un disegno di una cella del carcere di Voghera !!Come si fa a mantenere la distanza di sicurezza?"

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