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Felipe: Qui mi sento a casa, è stato naturale scegliere la Manzanese

L'ex bianconero presentato oggi

Felipe: Qui mi sento a casa, è stato naturale scegliere la Manzanese

Felipe Dal Bello torna in campo. E lo fa ripartendo dalla serie D, sposando il progetto della Manzanese. L'ex difensore dell'Udinese è stato presentato oggi in quello che è il suo nuovo stadio.

A fare gli onori di casa il presidente Filippo Fabbro: "Giornata importante per la Manzanese e tutto il territorio. E' una giornata di festa e di gioia per noi. Siamo molto orgogliosi di accogliere un campione come Felipe che verrà qui a fare un percorso insieme a noi. Un arrivo fino a qualche tempo fa inimmaginabile. Noi ci mettiamo passione, impegno, professionalità. Ringrazio chi ha portato avanti questa società per 15 anni e circa due anni fa mi ha passato il testimone per dare un segnale di continuità. Ci eravamo ripromessi di darci una mano e fare qualcosa in più. Siamo riusciti a raggiungere risultati sportivi importanti che hanno fatto crescere questa dimensione, dando lustro anche al territorio. Nel calcio e nella vita è importante fare squadra. L'arrivo di Felipe ci fa capire che abbiamo la responsabilità di continuare assieme a migliorare, con l'aiuto di tutti, delle istituzioni e del territorio in un momento difficile. Siamo pieni di entusiasmo e passione nel volerci prendere responsabilità nella crescita. Felipe è un orgoglio per noi: di solito sono le società che scelgono i calciatori. Con lui è avvenuto tutto in maniera naturale, con lui che si è avvicinato alla nostra realtà, fino ad arrivare ad oggi. E' un ragazzo che ha scelto Udine, l'Udinese (con cui ha scritto pagine importantissime) e si è legato ad una terra che gli vuole bene. Oggi il testimone passa alla Manzanese, che lo accoglie a braccia aperte. Sono sicuro che ci darà tanto, come campione e come uomo di grandi valori. Siamo molto felice di averlo con noi. Continuiamo un percorso sperando di toglierci tante soddisfazioni assieme".

Felipe commosso spiega: "E' stata una scelta facile. Ho conosciuto delle persone con dei valori simili ai miei, con voglia di migliorarsi e crescere. Parlando con la famiglia, mi sono reso conto che essere qui è la cosa giusta. Sono qui per dare il mio contributo in campo e fuori, in maniera professionale, per questa società che ha belle ambizioni di crescita costante".

La Manzanese con Felipe punta alla C? E come sta Felipe? 

Il presidente Fabbro: "Vogliamo assumerci responsabilità in quello che facciamo. Credo sia doveroso guardare al futuro con una sana ambizione, sapendo che ci sono società più blasonate della nostra. Noi vogliamo mettere a disposizione del progetto valori aggiunti, come Felipe, cercando di spingerci sempre più avanti, consolidando quello che c'è e migliorandoci".

Felipe: "Mi alleno da tempo qui e conosco i ragazzi, le persone. Tutti si impegnano sempre al massimo, puliti. Lo sforzo di migliorare è positivo anche per loro. Pensiamo a partita dopo partita, cercando di migliorarci sempre. Come sto? Sto recuperando da un piccolo problema che ho avuto. Questa settimana capirò bene quali sono le mie condizioni, per essere in campo presto. Non già mercoledì".

Conosci bene la serie D? "Ho visto diverse gare della Manzanese, c'è una qualità alta in questo campionato, ci sono squadre forti con ambizioni diverse. Ma sul campo la Manzanese ha saputo soffrire e giocare bene. Ogni partita è una battaglia. Appena starò bene, scenderò in campo: so che il calcio è tanto agonismo, non vedo l'ora di essere in campo a lottare".

Fascia da capitano? "Non ne abbiamo parlato, ma no. Qui ci sono delle gerarchie che è giusto siano rispettate".

Il sì lo hai fatto un po' attendere. Quando hai deciso veramente? Ti aspettavi una chiamata dall'Udinese? "Ho avuto dei contatti con altre squadre, ma la scelta di Manzano è stata facile. Qui mi trovo bene, qui mi conoscono da quando sono arrivato, sanno chi è Felipe al di là del campo. Lo zio di mia moglie mi ha mandato il numero 14. L'Udinese? Abbiamo avuto modo di parlare a ottobre/novembre. Già lì si era fatto una mezza idea. Poi valutando le offerte avute, ho deciso di fare cose diverse che mi permettessero di rimanere accanto alla mia famiglia".

Cosa farai dopo? "Sto facendo il patentino. Ma ancora penso da calciatore, di poter dare qualcosa in campo. Finchè ho voglia di correre, faticare, soffrire, gioire di tutto, continuerò a giocare".

Puoi dare un contributo a questi giovani? "Spero di sì. Io ho imparato da Sensini. E' importante il confronto per crescere. Ho una certa esperienza, quindi anche a livello mentale posso essere d'aiuto. Stavo già cercando di farlo. Qui sono ragazzi per bene, ascoltano e hanno voglia di imparare".

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