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Urge l'innesto di figura carismatica

Nella debacle capitolina il reparto difensivo tradisce Gotti

Urge l\u0027innesto di figura carismatica

Seconda trasferta consecutiva e avversario di spessore maggiore, reduce tra l’altro da un filotto di gare estremamente positivo. GOTTI sceglie SAMIR a sinistra e WALACE davanti alla difesa per sostituire il centrocampista JAJALO, squalificato. In avanti rientra OKAKA schierato in luogo di LASAGNA.

Parte fortissimo la Lazio che dopo pochi minuti la sblocca. È il nazionale e capocannoniere Ciro Immobile a finalizzare un assist di Milinkovic, liberatosi con semplicità disarmante della coppia BECÃO-STRYGER, dimostratasi a dir poco spaesata. L’Udinese prova a reagire e ad onor del vero un paio di buone occasioni le crea, ma le conclusioni di NESTOROWSKI e soci son da dimenticare. La partita termina di fatto con l’episodio del penalty generato da EKONG - che bissa maldestramente Genova - poco dopo la mezz’ora, su Correa. Serve ancora il Var, quest’anno nefasto con i bn, ma l’esito è drammaticamente il medesimo... fallo procurato, rigore legittimo che Immobile non si fa pregare a realizzare. Il terzo gol, a mettere la pietra miliare sul match, arriva anch’esso su rigore a seguito di fallo di NUYTINCK sempre sull’argentino dotato di passo diverso, e a lunghi tratti imprendibile specie quando gli vengono concesse ripartenze in campo aperto.

Partita blindata dunque per gli aquilotti e secondo tempo che diventa una comparsata per entrambe le contendenti. A poco o niente servono gli ingressi di FOFANÀ BARAK e TEODORCZYK al fine di cambiare l’inerzia di una gara incapace di regalare anche il benché minimo sussulto d’orgoglio. A ben vedere la sufficienza andrebbe assegnata ai soli OKAKA, per l’impegno messo, e MUSSO. RDP per lunghi tratti inguardabile, é apparso un giocatore totalmente diverso rispetto a quando indossa l’Albiceleste. Davvero “curioso” che sia lui che EKONG, entrambi freschi di rinnovo, sembrino quantomeno distratti e soprattutto mai determinanti in chiave risolutiva.

Si riapre dunque inevitabilmente il capitolo allenatore. L’unica colpa di GOTTI potrebbe essere quella di non aver fatto comprendere ai suoi, quanta concentrazione servisse a bloccare il miglior attacco della massima serie, prova ne sia che la totalità dei difensori è parsa inadeguata ad esprimersi a certi livelli. SAMIR a tratti quasi imbarazzante, EKONG e NUYTINCK fallosi, BECÃO disattento nell’occasione del gol per non calcare la mano. Eppure sembrava che dopo 7/8 gare, il reparto arretrato fosse il migliore della rosa....

Ma anche il gol resta spesso un illustre assente domenicale. In 14 gare si sono ottenuti 14 punti, tanto per rientrare nell’alveo tremebondo della ormai vituperata media punto / partita, realizzando sole 9 reti nonostante le 5 punte e uscendo dal rettangolo verde per ben 7 volte (50%) senza marcature! Evidentemente c’è da lavorare ancora tanto, anche sul mordente da mettere in campo, nonostante una classifica che rimane inalterata in basso; le ultime 3 in graduatoria - Brescia / Spal / Genoa - risultano ancora fortunatamente perdenti, tanto per lenire lievemente le continue delusioni settimanali.

E il calendario per di più non lascia affatto tranquilli. Napoli, Juventus, Cagliari son squadre piuttosto accreditate, oltre che superiori a noi sotto l’aspetto tecnico. Almeno 2 punti dovranno essere messi in preventivo, pena il serio rischio di venire risucchiati in acque agitate.

Che tocchi a GOTTI, ZENGA o chi altro (Donadoni che ben conosce GOTTI per averci lavorato a lungo assieme sarebbe un toccasana) possa essere incaricato, oggi non è lecito saperlo. Quello che sappiamo è che l’ennesima stagione sta per venire dilapidata, alla faccia della programmazione (!), sempre ammesso poi che la salvezza possa realmente arrivare. Il 6º anno di fila senza trovare alcuna soluzione di continuità, sta inequivocabilmente a testimoniare come si avvicendino ripetutamente gli attori (tecnici in primis), lasciando lacerti a squadra, tifosi, società.

Il tecnico non può, non deve essere improvvisato. Non si puó “forzare” l’interpretazione di un ruolo così centrale in qualsivoglia progetto, quando poi lo stesso protagonista è il primo a voler compiere un passo di lato. Serve una scelta di buon senso, non sparagnina al fine di arrivare grazie ad un traghettatore a fine stagione senza troppe pene... Necessita urgentemente un manico di “carisma”, poiché questi ragazzotti sembrano mangiarsi gli allenatori come il pane, una situazione non più accettabile. 3,4 partite buone e poi il declino sistemico. Non serve l’esorcista, serve solo un tecnico di esperienza provata, tale da non essere considerato l’anello debole della catena, figura inattaccabile dai signorini capricciosi che non si vergognano affatto di esibire frazioni di tempo ai limiti della censura, proprio loro che nei 90’ settimanali, dove esprimere le proprie doti professionali, dovrebbero mangiarsi letteralmente l’erba del campo! Ma questo a Udine non accade.... solo questione di motivazioni? O la società naviga a vista senza una meta precisa? Dove sono finiti giocatori come DE PAUL, LASAGNA, FOFANÀ, BARAK, SAMIR, capitale societario sonante, oggi solo sbiadite controfigure di giocatori ammirati nelle stagioni passate?

Noi tifosi ritroveremo autentica felicità, non il giorno in cui riapproderemo in Europa, ma il giorno in cui attesteremo che il potenziale espresso tenderà ad avvicinarsi a quello effettivamente riconosciuto sul piano tecnico e temperamentale. Speriamo davvero che quel giorno non sia troppo lontano!

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