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Udinese tra Sassuolo e Atalanta

Il pre partita secondo Michele Tossani in 'La Gabbia di Orrico'

Udinese tra Sassuolo e Atalanta

L’Udinese si appresta ad affrontare la volata salvezza delle ultime cinque giornate di campionato consapevole del fatto che, al di là della sfida con l’Atalanta, dovrà prestare attenzione a quanto succederà a Bologna, dove sarà di scena l’Empoli. Infatti, anche in caso di sconfitta con i bergamaschi, una eventuale vittoria degli uomini di Mihajlovic lascerebbe inalterato il vantaggio bianconero (+4) sulla squadra di Andreazzoli, con una giornata in meno da disputare.

Il fatto che i friulani debbano cominciare a guardare anche ai risultati delle dirette concorrenti è figlio anche del passo falso casalingo dell’ultima partita disputata al 'Friuli', quella pareggiata 1-1 col Sassuolo. Nell’incontro con i neroverdi la squadra di Tudor si è dimostrata particolarmente inefficace allorquando è stata chiamata ad attaccare, tanto è vero che l’Udinese ha chiuso la partita con quattro tiri effettuati nello specchio della porta avversaria e con un dato di soli 0.91 expected goals (xG).

Ad ingolfare la manovra bianconera ha provveduto la disposizione tattica utilizzata da De Zerbi che, piazzando Sensi a ridosso di Mandragora prima e Sandro poi, ha di fatto inibito la fonte di gioco dell’Udinese, costringendo la squadra di Tudor a muovere palla dai difensori, in particolare da Samir e Troost-Ekong. Se il brasiliano è riuscito in qualche modo a cavarsela (86% di precisione nei passaggi) non così si può dire del nigeriano, che ha registrato una percentuale bassa nei passaggi riusciti (75%) e che, soprattutto, si è fatto intercettare nell’occasione che ha portato al gol del Sassuolo.

Nei secondi quarantacinque minuti l’Udinese ha cambiato marcia, forte di un atteggiamento più intraprendente e di un baricentro alzatosi di un paio di metri rispetto alla prima frazione di gioco (55.74 metri).

Contro l’Atalanta, l’Udinese potrebbe ancora trovarsi ad avere per meno tempo dell’avversario il controllo del pallone, così come accaduto col Sassuolo (44%).

La compagine di Tudor dovrà però fare attenzione a non farsi schiacciare dai bergamaschi. In particolar modo, l’allenatore croato dovrà cercare di creare delle contrapposizioni esterne ad una squadra che ama muovere palla attraverso i quadrilateri che si formano esternamente e che vedono via via coinvolti braccetti difensivi, interni ed esterni di centrocampo e i due attaccanti.

L’Atalanta infatti ama muovere palle nelle corsie laterali, svuotando il centro del campo dove spesso si trova ad agire Gomez, pronto a scendere anche in zone più arretrate per aiutare la squadra a far salire il pallone. Dalla capacità dell’Udinese di scivolare esternamente, in fase difensiva, chiudendo all’Atalanta le possibilità per cambiare il fronte d’attacco, dipenderà buona parte delle speranze bianconere di fare risultato.

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