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Auguri Paròn Pozzo! 80 anni da numero 1

35 anni alla guida dell'Udinese, con momenti memorabili. Eccone dieci

Auguri Paròn Pozzo! 80 anni da numero 1

Compleanno importante quello che si festeggia oggi in casa bianconera. Il primo tifoso dell’Udinese, quello che ha garantito le emozioni più belle, i momenti più memorabili, che ha incarnato la passione più grande, raggiunge il traguardo degli 80 anni. Ben 35 di questi, alla guida dell’Udinese, la sua squadra del cuore. Paròn Gianpaolo Pozzo ha di che essere soddisfatto guardandosi indietro: la parte più bella e avvincente della storia del club l’ha resa possibile lui, grazie al suo acume, alla sua intraprendenza, alla tenacia, alla passione.

Tanti i ricordi di momenti belli alla guida dell’Udinese: vale la pena ripercorrerne alcuni.

Si è forse un po’ sbiadito nel tempo il ricordo di quel 3-1 rifilato alla Fidelis Andria l’11 giugno 1995, risultato che permise all’Udinese di festeggiare l’ultima promozione nella massima serie. Allora Pozzo non poteva certo saperlo che il saliscendi tra A e B era definitivamente finito, ma sicuramente aveva in mente grandi cose. Di fatto si sono concretizzate già due stagioni dopo, quando l’Udinese di Zaccheroni ha conquistato per la prima volta l’accesso all’Europa. In quel periodo, un altro dei momenti più belli della storia bianconera, una delle soddisfazioni più grandi che il tifoso friulano possa ricordare: lo 0-3 in casa della Juventus il 13 aprile 1997, con la squadra ridotta in 10 per l’espulsione ‘a freddo’ del povero Genaux. Coinvolgenti, emozionanti, partecipati e infiniti i festeggiamenti per quell’impresa, così come la festa in piazza per il primo traguardo europeo.

Non crediamo proprio che Pozzo, da primo tifoso quale è sempre stato, abbia dimenticato la prima trasferta bianconera in Coppa Uefa, il 16 settembre 1997, in casa del Widzew Lodz che si impose per 1-0. Il meglio, a livello di emozione, arrivò un mese e mezzo dopo, quando il grande Ajax sbarcò al ‘Friuli’. Era il 4 novembre, l’Udinese di Turci; Bertotto, Calori, Pierini; Helveg, Walem, Giannichedda, Cappioli; Poggi, Bierhoff e Amoroso affrontava i blasonati rivali in uno stadio stracolmo di passione, in una cornice indimenticabile. A distanza di anni, l’amarezza per il risultato costato l’eliminazione non è mai riuscita a scalfire il ricordo di una serata unica.

Quella stagione straordinaria, poi, si è conclusa con la conquista di Oliver Bierhoff del titolo di capocannoniere della serie A, il primo con la maglia dell’Udinese: il bomber tedesco a fine campionato contava 27 reti segnate. Per lui, per Pozzo e per l’Udinese, una grande soddisfazione prima della cessione al Milan.

Il più grande bomber della storia bianconera è stato però Antonio ‘Totò’ Di Natale. La sua classe innata, il suo fiuto del gol, la sua passione bianconera: tutto questo ha contribuito a fargli raggiungere per ben due anni di fila la vetta della classifica cannonieri. Nella stagione 2009/10 con 29 reti davanti a Milito (22), nel campionato 2010/11 con 28 gol davanti a Cavani (26) e Eto’o (21).

Sembra storia (tra)passata, ma non lo è davvero. Comunque non nella memoria del tifoso friulano e quindi di Paròn Pozzo. Il riferimento è a quello che è stato forse il più avvincente e prestigioso successo in campo europeo dell’Udinese: il 2-3 con cui la squadra di Guidolin, il 4 ottobre 2012, ha espugnato Anfield. La gioia per il gol vittoria di Pasquale al Liverpool è una sensazione tuttora viva. Per Pozzo una soddisfazione che forse non ha avuto eguali. Anche se il Paròn non ha mai fermato la sua voglia di crescere e migliorare.

Questo lo ha portato alla posa della prima pietra nel rifacimento dello stadio Friuli: la data in cui ha dato il via alla sua opera più grande è quella del 23 giugno 2014. E non è stata l’ultima, perché la tenacia nella sperimentazione della Goal Line Technology è stata la base da cui è nato l’odierno Var.

Per tutto questo, Paron, non c’è che una parola sintetica ma sincera: Grazie!

E all’uomo Pozzo, tanti, ma tanti AUGURI!

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