Ci siamo: undici anni dopo è giunto il momento di vendicare, calcisticamente parlando, la sconfitta patita dall’allora squadra allenata da Gigi De Canio. Oggi, con Francesco Guidolin in sella, l’impresa è possibile, non facile. Causa defezioni, causa una sorta di innato autolesionismo nei momenti focali, causa un attacco privo di Di Natale di cui è dipendente, la squadra bianconera deve dare il 101%.
Cosa peraltro naturale, ma si sa che anche il fattore ambientale contribuirà non poco all’esito del match. Chi ha giocato all’andata quella partita ha raccontato che che l’effetto “Toumba” è stato devastante proprio ai supplementari, quando il dodicesimo uomo ha fatto capire la sua importanza. Da Udine, a confronto dei greci, arriveranno sì e no una decina di persone (scusate se è poco), per cui anche se si sgoleranno, si agiteranno, parteciperanno col cuore alle sorti dei friulani avranno l’effetto di una piuma su un elefante. A parte che un detto cinese dice che un battito d’ali in oriente può scatenare un uragano in occidente, partire con paura non è da Udinese.
Purtroppo tra le circostanze che si devono tenere conto c’è anche l’effetto trasferta, che quest’anno sta mietendo più di una speranza nel raggiungimento di un obiettivo storico.
Comunque ci siamo: non importa chi scenderà in campo, quello che importa è che quei colori bianconeri siano superiori agli omologhi greci, non solo per il risultato ma per il cuore che devono dimostrare di avere. Guidolin nei suoi insegnamenti ha sempre messo questo fattore al primo posto delle qualità di una squadra. A Salonicco potrebbe non bastare, ma per i tifosi è necessario vederlo.
Poi quel che sarà sarà: l’udinese sta già meravigliando, e il bello di questo sport è che comunque vada a finire c’è un’altra domenica che ti attende. Tutti a Udine auspicano che ci siano anche altri giovedì, ma molto dipenderà da come si inizierà la partita. Guai a farsi aggredire pensando solo al contropiede, guai a cercare verticalizzazioni per Floro come se fosse Di Natale, guai a saltare la mediana. Certo mancheranno Pinzi, Di Natale, probabilmente Asamoah, ma il complesso può sopperire a tutto. Il gioco di Guidolin si evolve sulle fasce e quelle sono garantite. Per cui l’Udinese deve sfruttarle al meglio, anche perché il Paok è sì squadra fisica e tatticamente ben messa, ma proprio da quelle parti potrebbe soffrire. Serve Pazienza, infine: nel vero senso della parola. L’ex Juve deve prendere in mano le redini della mediana, non solo tamponare l’aggressività altrui. Può e deve essere l’arma in più. Serve anche pazienza per far sfiancare i greci per poi colpirli. Un gol potrebbe anche bastare: il pari con reti o la vittoria sono tutte per l’Udinese. Non è una cattiva base di partenza.
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Commenti
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ma per piacere...cosa deve prendere in mano quello li !!!!!!!!
Fuarce Udin, sono ottimista.
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