Ovviamente aprendo un giornale calcistico pretendereste di trovare un attacco diverso da quello che, invece, dovrete sopportare. Chissenefraga: ”Creator” per chi non lo sapesse (qualche cinefilo, forse) è un meraviglioso film del 1984, quando il cinema hollywoodiano aveva ancora un’anima, quando sapeva regalare storie perché basate su sceneggiature e non su effetti speciali. Ebbene, la pellicola con Peter O’Toole, Vincent Spano e Muriel Hemingway è una semplice, stupida storia d’amore. Peccato, si fa per dire, che anticipasse i tempi con la sua lungimiranza sul tema della clonazione, che facesse ridere, piangere, in una sola parola coinvolgerti nella trama. Tratta dal romanzo omonimo è la storia di un vecchio pazzo nobel, innamorato della sua moglie prematuramente scomparsa, che cerca di riportare in vita con la clonazione di alcune sue cellule.
Tra marchingegni, tranelli e amici quasi ci riesce il vecchio pazzo, finché l’amico (Spano) innamoratosi pure lui della protagonista (Hemingway), rischia di perderla. La medicina dice “no, non si può fare nulla”, invece qualcosa si può sempre fare: pregare. Non si sa chi, cosa, come, perché. Lo si fa solo perché siamo lì in attesa di un aiuto. Da soli non possiamo fare nulla se non vivere di ricordi studiando stratagemmi per far ritornare il passato.
Nulla di più sbagliato: il passato non torna, non lo cloni. Per questo O’Toole getta nelle acque dell’oceano il contenitore con le cellule della moglie. Lo fa perché polvere siamo, polvere ritorneremo. Lo fa perché c’è un futuro da vivere che non è detto sia peggiore del passato. Forse sì, forse no, è lì da scoprire giorno dopo giorno.
Quando parliamo di Udinese parliamo, in fondo, di un magico ricordo che vorremmo riportare in vita clonandolo. Senza renderci conto che è inumano farlo, che non tutte le emozioni sono uguali. Quelle vissute sono indimenticabili, ma anche le presenti potrebbero esserlo se lo volessimo.
La domanda da porci è: siamo pronti a gettare tutto nell’oceano, che gli abitanti del Pacifico definiscono senza memoria? Siamo pronti a staccarci da vecchie icone per pensare che un giorno possano lasciarci andare a vivere qualcosa di diverso. Perché il tutto è inevitabilmente diverso da quello che è stato: solo uno stolto non lo vedrebbe. Inutile perfino cercare di far capire il perché. Siamo cambiati noi, è cambiato il calcio che proprio come Hollywood ha lasciato stare le belle sceneggiature per favorire gli effetti speciali. Non siamo noi, ultimi dei mohicani a decretare chi ha ragione o chi ha torto. Siamo noi a non capire da soli che se davvero amiamo ancora qualcosa lo dobbiamo lasciar fare a modo proprio. Se capiremo di essere ancora fottutamente innamorati, ovunque siamo, con chiunque parliamo il pensiero sarà rivolto a quella piccola pazza cosa chiamata football bianconero.
Se no, allora abbiamo perso inevitabilmente un pezzo di noi stessi. In questo caso non c’è cura, la nostalgia è solo un fiore di Bach, il pessimismo per il futuro solo un pretesto per far credere a sé stessi, prima che agli altri che ancora vogliamo parlarne. Per chi non ama non c’è speranza che tenga, non c’è preghiera che venga ascoltata, non c’è bandiera da onorare. Ma non biasimatelo per favore. Non tutte le storie hanno un lieto fine e se perdi qualcosa diventando arido potrebbe essere anche perché troppo amore ti uccide alla fine, proprio come quando non ne hai.
Concludendo se amate ancora qualcosa che va al di là delle polemiche, delle idee o delle opinioni, guardatevi Paok-Udinese: da Rojadirecta fino a Mediaset fate come volete. Se non sentite più nulla dentro, allora è tempo di pensare se è giusto continuare a far credere a chi vi ascolta o legge che esistano sogni: Dio, perché cresciamo?
Newer news items:
- L'OPINIONE - Articolo 18 - Sabato 05 Maggio 2012
- L'OPINIONE - Bianconeri alla conquista delle Tv - Giovedì 03 Maggio 2012
- L'OPINIONE - Riprendiamoci il calcio - Martedì 01 Maggio 2012
- L'OPINIONE - Guelfi e Ghibellini - Lunedì 30 Aprile 2012
- L'OPINIONE - Periodo veramente no per la Lega... - Martedì 17 Aprile 2012
- L'OPINIONE - La mia fine è il mio inizio - Domenica 15 Aprile 2012
- L'OPINIONE - Udinese e le altre, attente: le scommesse non sono un gioco - Sabato 14 Aprile 2012
- L'OPINIONE - Tra mercato, penalizzazione, e ambizioni - Martedì 10 Aprile 2012
Older news items:
- L'OPINIONE - Dai diamanti non nasce niente - Martedì 21 Febbraio 2012
- L'OPINIONE - Il puzzle interrotto - Sabato 18 Febbraio 2012
- L'OPINIONE - Orgoglio e pregiudizio - Giovedì 16 Febbraio 2012
- L'OPINIONE - Italians, ma c'è Udine a dare speranza - Lunedì 06 Febbraio 2012
- L'OPINIONE - Arrivano gli arabi? Suggestioni! - Domenica 05 Febbraio 2012





















Commenti
Ps "Muriel" Hemingway: freudiano?
RSS feed dei commenti di questo post.