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Nedved-Marotta: "pace" ieri sera a Torino

Avevano fatto scalpore le dichiarazioni del ceco sul suo ex collega

Nedved-Marotta:  pace  ieri sera a Torino

Torino, premio Golden Boy. Lunedì (ieri) all'ora dell'aperitivo. Succede che i due si abbraccino, sorridano, che uno dia come una carezza sulla nuca dell'altro, e arrivi un terzo (non incomodo) che si gode la scena e si scioglie in un lungo abbraccio anche lui. Succede che i tre, nell'ordine, siano Beppe Marotta, Pavel Nedved e Fabio Paratici e allora la conclusione è questa: pace fatta fra Beppe e Pavel, ammesso che in questi ultimi giorni le punture di spillo di Nedved abbiano in qualche modo ferito il neo ad dell'Inter.

Tutto si consuma davanti alle telecamere e ai fotografi, e non è un atto formale. Le parole di Nedved ("Marotta non è mai stato juventino"), sono alla base di quello che ci piaceva definire il tormentone dell'amico-collega che diventa rivale, e chissà come la prende Beppe dopo che Pavel a Nyon ribadisce il concetto ("i dirigenti passano, la Juve resta, vale per Marotta e vale anche per me").
Cosa è rimasto? A guadare l'immagine e quell'abbraccio, resta il lungo sodalizio juventino di loro due, anzi loro tre. E un'amicizia di fondo che rimane tale, al di là della rivalità che da una settimana è un atto compiuto, un fatto acclarato. Ma niente che possa aver scalfito quel che è stato, nessuna scoria dopo le parole di Nedved e quelle che seguiranno. Dal fronte-Juve e dal fronte-Inter questo abbraccio torinese è un'immagine che è tutta sostanza. Avranno tempo e modo, sul campo-tribuna e da rivali, per fare la parte che loro compete. Quella dei "nemici". Di partite di pallone.

Il nuovo dirigente dell'Inter ha anche rilasciato alcune dichiarazioni, confermando che ormai Nedved è un 'nemico': "Dopo tanti anni alla Juventus non è un’impresa facile per me, ma il calcio è fatto di queste dinamiche. Io vivo soprattutto della passione verso questo mondo. Con Pavel diventiamo nemici calcisticamente, ma la vita continua- ha detto Marotta prima di lanciare la sfida ai bianconeri - Ora tocca a me cercare di rilanciare, se usiamo questo verbo, una squadra che nel recente passato non è stata al top. Inter prima avversaria della Juventus? Giusto trovare un partner, altrimenti vincono sempre i bianconeri”.

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