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Lady Zapata racconta Duvan alla Gazzetta dello sport

Un uomo dal cuore d'oro

Lady Zapata racconta Duvan alla Gazzetta dello sport

Duvan Zapata, un gigante dal cuore buono raccontato dalla moglie, che alla Gazzetta dello sport parla però subito della "Fundación Zapata", lanciata nel novembre 2018 con il marito. "La Fondazione è nata da poco, ma dietro c’è un biennio di attività. Nell’organigramma 8 persone, con Duvan puntiamo ad avere più collaborazioni possibili. L’obiettivo è garantire un futuro a questi bimbi. Il cognome Zapata è un mezzo. Lui è entusiasta, ma si sente in “debito” per ciò che gli ha donato il calcio. Per questo vuole offrire al proprio Paese un qualcosa che possa essere importante nel tempo".

Calcio: l'arrivo all'Atalanta:"Arrivava a casa distrutto e non voleva uscire, anche se ma non ha mai pensato di cambiare squadra. Oggi va a mille all’ora, ma sono schietta se gioca male".

L'esperienza in Italia, a Napoli in primis: "La prima volta lontano dal mio Paese: cultura, lingua, il valore dei soldi… Tutto nuovo, ma andò bene. Città e popolo unico. Vivevamo a Posillipo, una meraviglia".

Come il Friuli e la Liguria. "Amo Udine. Lì conoscemmo Alessandro Pomarè, nostro testimone di nozze. Tutto splendido, come a Genova".

Infine, Bergamo. "Qui, all’inizio, sono un po’ diffidenti. Poi ti danno l’anima. Ci siamo totalmente inseriti, un’emozione questo entusiasmo attorno a noi".

Se le dico «razzismo»? "Esiste ovunque, servono tolleranza e rispetto. Per fortuna nessun episodio ci ha toccato, l’Italia è un Paese stupendo".

Allora i tifosi atalantini possono stare tranquilli? "Si riferisce al mercato? Qui siamo felici, ma non entrerò nel merito delle sue scelte".

Macchina del tempo, avanti di 10 anni: gli Zapata saranno... "In Colombia o negli Stati Uniti, con mio marito allenatore nella Fondazione".

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