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Andreazzoli: Sì, domani temo i condizionamenti

Il tecnico dell'Empoli preoccupato per il possibile atteggiamento dell'arbitro domani

Andreazzoli: Sì, domani temo i condizionamenti

Inter-Empoli è con Fiorentina-Genoa la gara che deciderà la lotta salvezza ma anche quella per il terzo posto. Alla vigilia del match, il tecnico dei toscani Aurelio Andreazzoli in conferenza stampa ha parlato della sfida all'amico Luciano Spalletti: "E' una sfida tra amici fraterni, una bella sfida perchè si gioca per obiettivi importanti sia noi che loro. Speriamo alla fine della gara di poter essere contenti tutti e due. Io e Spalletti ci conosciamo bene, ma noi in questa gara incidiamo meno del minimo: sono i calciatori che giocano la gara. La nostra importanza è relativa, come quella di tutti gli allenatori nella gara".

Come ce la giochiamo? Quanto inciderà la testa, la tattica? "Siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto, potevamo fare di più, ho un po' di rammarico per questo. Mi spiace anche dover interrompere un lavoro che secondo me ci avrebbe dato ulteriori soddisfazioni. Domani tutto sarà molto importante ma anche molto bello: non capita tutti i giorni di essere protagonisti. Dovremo andare con il gusto di andare a giocare una gara da ricordare: credo che questo lo faremo. Pensiamo a questa partita: sarà la nostra partita. Anche il presidente ha fatto un fioretto: sono quelle situazioni che ti aiutano a sopportare un pochino l'attesa".

Teme condizionamenti ambientali domani? "Il pubblico sarà uno stimolo a fare meglio. Temo altri condizionamenti perchè l'Empoli non è l'Inter. Ho letto una intervista a Sacchi in cui sosteneva che gli italiani sono abituati a togliersi il cappello davanti al direttore di banca e poi passano davanti all'uscere e magari nemmeno lo salutano. Gli arbitri hanno un compito particolare, che non è quello di sbagliare o non sbagliare, ma è quello di non subire condizionamenti. Ripeto: l'Inter non è l'Empoli, e viceversa. Io penso che il condizionamento involontario ci può essere, pretendo di essere trattato alla stessa maniera in cui viene trattata una squadra come l'Inter. E poi accetto tutti i possibili errori che possono capitare".

Spalletti? "Io devo molto a Luciano: ho avuto la possibilità di entrare nel calcio che conta grazie a lui. Non so se sono all'Empoli grazie a lui, forse è meglio chiederglielo".

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