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Pazienza: L'Udinese a Napoli se la deve giocare

Guai a pensare già al Genoa

Pazienza: L\u0027Udinese a Napoli se la deve giocare

Non è facile fare punti a Napoli, ma l'Udinese ci deve provare. Questo il concetto che l'ex centrocampista delle due squadre Michele Pazienza ha sottolineato nell'intervista rilasciata a Telefriuli. L'Udinese deve cercare di fare punti con le grandi, quindi anche contro il Napoli; e guai a pensare già al Genoa. 

"Domenica sarà una partita difficile soprattutto per l'Udinese, molto delicata per quanto riguarda la classifica. Il Napoli è vero che nelle ultime partite ha rallentato quello che era il suo percorso, ma è comunque una squadra ben strutturata, che lotta per obiettivi importanti e non si può considerare un avversario in difficoltà perchè i nomi e i valori espressi in questo campionato e nei precedenti sono sotto gli occhi di tutti".

Per l'Udinese un campionato difficile, l'ennesimo. Come te lo spieghi? "Le difficoltà che sta attraversando l'Udinese in questo campionato non sono da attribuire a Nicola, perchè è un allenatore che è subentrato, ha trovato una situazione non facile da gestire. Ci sta provando in tutti i modi e credo che alla fine riuscirà a portare a casa il risultato perchè ho stima dell'allenatore e della persona".

Giocarsela a Napoli o meglio pensare già allo scontro con il Genoa, in cui bisognerà assolutamente fare punti? "Assolutamente no. Le partite vanno sempre giocate, al di là di quello che è l'avversario. Sarebbe assurdo e sarebbe un errore pensare solamente alle partite che sono più abbordabili, perchè tante volte da partite come queste si possono avere anche risposte importanti da parte della squadra".

A livello qualitativo, questa Udinese rispetto alle altre degli ultimi anni, come la vedi? "Non conosco bene le difficoltà precise di questo ultimo anno, ma credo che anche a livello di singoli qualche valore di più, negli altri anni, c'era. Quest'anno sta avendo delle difficoltà probabilmente inaspettate, perchè l'Udinese è una società che programma, che inserisce pian piano i giocatori che ritiene pronti. Sono sorpreso, come tanti altri, penso, di questa annata. Ma è una cosa che nel calcio può succedere e come tutte le difficoltà vanno affrontate e va dato il massimo sia a livello di campo, che di spogliatoio, che di società, per venirne fuori".

Tu hai conosciuto Udine e i suoi tifosi. E' davvero un ambiente troppo ovattato, che non dà abbastanza stimoli ai giocatori? "E' scontato che quando la squadra non va bene, ci sia il malcontento generale. Ma è anche vero che i tifosi in passato sono stati abituati molto bene rispetto a quella che è la piazza. L'Udinese non può tutti gli anni arrivare in zona Champions League. L'obiettivo primario rimane di anno in anno la salvezza".

Ma i giocatori sono davvero troppo coccolati? "Non credo sia una questione di stimoli. L'ambiente Udinese è ideale per la crescita dei ragazzi, dove soprattutto negli ultimi anni l'Udinese ha continuato a tirare fuori giocatori. Questo è un fattore positivo nel senso che non avendo la pressione, non avendo l'obiettivo di arrivare in Champions, i giocatori molto giovani riescono a crescere in maniera propositiva e questo diventa un vantaggio. Il fatto di essere coccolati lo vedo come un vantaggio per i giocatori stessi e per la società".

Lotta salvezza: chi sono le maggiori indiziate a retrocedere? "Secondo me l'Udinese ce la può fare, innanzitutto perchè ha dei punti di vantaggio sulle dirette concorrenti. E' chiaro che dovrà cercare di racimolare più punti possibili anche con le grandi, non pensando solo a quelli che sono gli scontri diretti, ma cercando di fare punti anche con le squadre di alta classifica".

Quindi a partire dal Napoli: "Sì, per questo dico che sarebbe un errore pensare già al Genoa".

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